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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

marzo 2004

  E …

 

 

E MI PENSO….parte II

 

 

 

E continuo a pensarmi….e penso al mio punto di non ritorno. Penso al mio atteggiamento rispetto alle persone che amo o che "odio". Che poi non odio nessuno, anche se dovrei per vivere meglio. Le persone che non amo, passano per me alla fase di indifferenza totale, sfiducia completa. E’ un passaggio lungo, lo ammetto. Cerco sempre di creare degli alibi agli errori miei e altrui. Penso che anche chi mi fa male, meriti 3 processi. Permetto alle persone di esasperarmi, di arrivare lì, dove la carne è viva e fa male solo a sfiorarla. Poi basta. Laura si ritrova e inizia a fare da ariete, sola contro tutti e urlo, piango, mi arrabbio e punto i piedi. Così, a testa bassa, fino in fondo, nuoto contro corrente finchè la bocca non emerge dalle onde. Forse sbaglio, non c’è equilibrio in queste reazioni. Subisco troppo e mi arrabbio troppo, ma mi sento vera. Ma è importante? E’ importante essere istinto? Fino a ieri pensavo di si. Non più sopita, non più nascosta, non più equilibrata, non più la brava bimba. Laura, capelli sciolti e una penna in mano, il resto era relativo. E mi piacevo. Mi sentivo viva, presente attenta, motivata. Ma perchè allora oggi mi sembra sbagliato. Per un dubbio instillato da chi di me non sa nulla? O forse solo voglia di pensarmi. Vorrei essere a casa, con le dita affondate nell’erba fresca dell’argine del fiume. Con il mio dialetto a cullarmi, a ricordarmi da dove vengo. Con i profumi della mi cucina ad animare le vie di quel paesino e con il silenzio accecante della pista. I vecchi (perchè mi piace pensare a figure poetiche nella mia piazza, come personaggi di quadri). Sono davvero sbagliata? Perchè non riesco a sorvolare sulle sciocchezze quotiane?….. E’ bastato un nulla per fare riemergere in me stupide insicurezze, come se la mia aura fosse solo un castello di carte…. continuerò a pensarmi…..

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  E …

E MI PENSO….parte II

E continuo a pensarmi….e penso al mio punto di non ritorno. Penso al mio atteggiamento rispetto alle persone che amo o che “odio”. Che poi non odio nessuno, anche se dovrei per vivere meglio. Le persone che non amo, passano per me alla fase di indifferenza totale, sfiducia completa. E’ un passaggio lungo, lo ammetto. Cerco sempre di creare degli alibi agli errori miei e altrui. Penso che anche chi mi fa male, meriti 3 processi. Permetto alle persone di esasperarmi, di arrivare lì, dove la carne è viva e fa male solo a sfiorarla. Poi basta. Laura si ritrova e inizia a fare da ariete, sola contro tutti e urlo, piango, mi arrabbio e punto i piedi. Così, a testa bassa, fino in fondo, nuoto contro corrente finchè la bocca non emerge dalle onde. Forse sbaglio, non c’è equilibrio in queste reazioni. Subisco troppo e mi arrabbio troppo, ma mi sento vera. Ma è importante? E’ importante essere istinto? Fino a ieri pensavo di si. Non più sopita, non più nascosta, non più equilibrata, non più la brava bimba. Laura, capelli sciolti e una penna in mano, il resto era relativo. E mi piacevo. Mi sentivo viva, presente attenta, motivata. Ma perchè allora oggi mi sembra sbagliato. Per un dubbio instillato da chi di me non sa nulla? O forse solo voglia di pensarmi. Vorrei essere a casa, con le dita affondate nell’erba fresca dell’argine del fiume. Con il mio dialetto a cullarmi, a ricordarmi da dove vengo. Con i profumi della mi cucina ad animare le vie di quel paesino e con il silenzio accecante della pista. I vecchi (perchè mi piace pensare a figure poetiche nella mia piazza, come personaggi di quadri). Sono davvero sbagliata? Perchè non riesco a sorvolare sulle sciocchezze quotiane?….. E’ bastato un nulla per fare riemergere in me stupide insicurezze, come se la mia aura fosse solo un castello di carte…. continuerò a pensarmi…..

BRERA… certo c…

BRERA

… certo che solo a Milano, le cartomanti hanno il maglioncino di cachemire e vanno a fare il viaggio spirituale ai caraibi.

Forse 15 euro a lettura di carte (mera fantasia e un minimo di intuito) aiutano nel "percorso spirituale" per ricchi….

Notte pancetta felice

BRERA… certo c…

BRERA

… certo che solo a Milano, le cartomanti hanno il maglioncino di cachemire e vanno a fare il viaggio spirituale ai caraibi.

Forse 15 euro a lettura di carte (mera fantasia e un minimo di intuito) aiutano nel “percorso spirituale” per ricchi….

Notte pancetta felice

  E MI…

 

 

E MI PENSO… parte prima

… e poi ci penso…così dopo una giornata che mi ha lasciato l’amaro in bocca, uno sbadiglio interrotto…. Rileggendomi e ripensandomi mi sono accorta del mio bisogno di esternare, di dire tutto. Quello che penso, quello che mi capita. Quasi a voler enfatizzare una vita che, forse, scoprirei banale. Non so, non riesco a prendere una posizione su questo argomento. Sarà giusto essere sempre così "veritiera"? Potrebbe non importare la mia opinione, il mio vissuto, e invece sento questo bisogno di portare tutto alla luce del sole. Le cose non dette, mi sembrano "sporche" come se commettessi un peccato che non esiste. E non mi piace più essere dalla "parte sbagliata". Ho bisogno di credere che le mie scelte sono inconfutabilmente giuste. Forse è un’altra cicatrice della mia storia da romanzo, passata attraverso sotterfugi, nascondigli, vane illusioni e bugie, raccontate soprattutto a me stessa.

Forse il mio dire tutta la verità, nient’altro che la verità, lo giuro, null’altro è che pararmi le spalle. Mettermi nella condizione di essere inattaccabile, di essere "LA GIUSTA". Ma allora dire la verità, è un paravento per non scendere mai in campo?… questa cosa mi lascia perplessa… ci devo pensare su……

  E MI…

E MI PENSO… parte prima

… e poi ci penso…così dopo una giornata che mi ha lasciato l’amaro in bocca, uno sbadiglio interrotto…. Rileggendomi e ripensandomi mi sono accorta del mio bisogno di esternare, di dire tutto. Quello che penso, quello che mi capita. Quasi a voler enfatizzare una vita che, forse, scoprirei banale. Non so, non riesco a prendere una posizione su questo argomento. Sarà giusto essere sempre così “veritiera”? Potrebbe non importare la mia opinione, il mio vissuto, e invece sento questo bisogno di portare tutto alla luce del sole. Le cose non dette, mi sembrano “sporche” come se commettessi un peccato che non esiste. E non mi piace più essere dalla “parte sbagliata”. Ho bisogno di credere che le mie scelte sono inconfutabilmente giuste. Forse è un’altra cicatrice della mia storia da romanzo, passata attraverso sotterfugi, nascondigli, vane illusioni e bugie, raccontate soprattutto a me stessa.

Forse il mio dire tutta la verità, nient’altro che la verità, lo giuro, null’altro è che pararmi le spalle. Mettermi nella condizione di essere inattaccabile, di essere “LA GIUSTA”. Ma allora dire la verità, è un paravento per non scendere mai in campo?… questa cosa mi lascia perplessa… ci devo pensare su……

………AMARCORD……

………AMARCORD…….

Eccomi guarita, mentre la primavera bussa alle porte… come scriverebbero nei libri di fiabe.

Pervasa dall’entusiasmo, ho ripreso le mie passeggiate in rollerblade. Vorrei chiamarle più propriamente "rollate", ma ho paura che verrebbe interpretata con la peggiore eccezione tossica del termine. Mentre giravo allegramente sulle mie 8 rotelle, pensando e ripensando a chi ero e di che maschera mi ero vestita, mi sono trovata piacevolmente sorridente. Il venticello tiepido, giocava con i miei capelli sciolti (anche qui ho copiato subdolamente dal libro delle fiabe), il sole era basso sull’orizzonte infuocato e polveroso. C’erano i campi con l’erbetta nuova (non quella!!!) colorata da un verde intenso e brillante. Le macchine passavano nella strada vicina e vedevo i finestrini abbassati, gli autisti in camicia e sentivo passare la musica delle loro autoradio.

Mi sono rivista bimba con la bicicletta e i riccioli zompettanti allegramente nella campagna..quando era ancora campagna….

immagine metaforica

VOGLIO VIVERE COSI’ …. COL SOLE IN FRONTEEEEE…

Io,

piccola goccia di rugiada

nata sullo bocciolo di un girasole

evaporerò

lasciando il palco

al sole di questa finalmente lunga giornata.

Tornerò,

timida nella nuova notte fresca e

amerò questo petalo

intiepidito dal nuovo sole primaverile.

Aspetterò

ansiosa l’estate,

quando io, piccola goccia,

sarò preziosa

per le labbra arse

baciate dalla calura

E vivrò così:

"col sole in fronte"

ma ora felice canto,

canto per te amore

…… ben tornata primavera, ben tornate giornate lunghe e notti calde…..

………AMARCORD……

………AMARCORD…….

Eccomi guarita, mentre la primavera bussa alle porte… come scriverebbero nei libri di fiabe.

Pervasa dall’entusiasmo, ho ripreso le mie passeggiate in rollerblade. Vorrei chiamarle più propriamente “rollate”, ma ho paura che verrebbe interpretata con la peggiore eccezione tossica del termine. Mentre giravo allegramente sulle mie 8 rotelle, pensando e ripensando a chi ero e di che maschera mi ero vestita, mi sono trovata piacevolmente sorridente. Il venticello tiepido, giocava con i miei capelli sciolti (anche qui ho copiato subdolamente dal libro delle fiabe), il sole era basso sull’orizzonte infuocato e polveroso. C’erano i campi con l’erbetta nuova (non quella!!!) colorata da un verde intenso e brillante. Le macchine passavano nella strada vicina e vedevo i finestrini abbassati, gli autisti in camicia e sentivo passare la musica delle loro autoradio.

Mi sono rivista bimba con la bicicletta e i riccioli zompettanti allegramente nella campagna..quando era ancora campagna….

immagine metaforica

VOGLIO VIVERE COSI’ …. COL SOLE IN FRONTEEEEE…

Io,

piccola goccia di rugiada

nata sullo bocciolo di un girasole

evaporerò

lasciando il palco

al sole di questa finalmente lunga giornata.

Tornerò,

timida nella nuova notte fresca e

amerò questo petalo

intiepidito dal nuovo sole primaverile.

Aspetterò

ansiosa l’estate,

quando io, piccola goccia,

sarò preziosa

per le labbra arse

baciate dalla calura

E vivrò così:

“col sole in fronte”

ma ora felice canto,

canto per te amore

…… ben tornata primavera, ben tornate giornate lunghe e notti calde…..

SIAMO NOI STESSI?&…

SIAMO NOI STESSI?

 

Prendo spunto dal blog di Lapo, che come sempre mi ha fatto riflettere. Oggi si parla di "essere se stessi".

Io credo sia quasi un’utopia pensare di essere in qualunque momento "noi stessi" allo stato puro, senza condizionamenti e comincio a dubitare che davvero mi importi della purezza dell’essere "me stessa" o di dire direttamente "chi sono". Davvero mi importa il modo in cui una persona decide di raccontarsi? Davvero voglio essere sempre diretta e precisa? Mi spiego. Immaginiamo la situazione: siamo tutti in un bar, c’è un sacco di gente. Io scelgo di vestirmi, pettinarmi, atteggiarmi e parlare in un determinato modo e voi fate lo stesso, come facciamo d’altro canto nella realtà. L’ambiente "artefatto" è comune a tutti, non è quindi una variabile che può condizionare solo alcune persone. Tutti abbiamo atteggiamenti diversi. Se vogliamo usare una figura retorica, tutti indossiamo una maschera. Io credo che la scelta stessa della maschera che DECIDIAMO di indossare in quel frangente, dimostri CHI SIAMO, perchè operiamo una scelta che nasce dalla nostra personalità stessa. E uno fa lo spaccone perchè in fondo è timido e se fosse in un’altra situazione non lo farebbe? E che importa? Facendo lo spaccone ha deciso di raccontare, attraverso una metafora, se stesso, la sua timidezza e il suo modo di affrontare la vita di petto. Altri affrontano la situazione in modo diretto, parlando di se stessi senza preamboli, va bene lo stesso. Decidere come interretarci penso dica molto di una persona. Traggo quindi questa conclusione teorica: che si è sempre se stessi, anche quando entriamo in scena, solo che mascherandoci, utilizziamo metodi indiretti per raccontarci.

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