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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

Mag 2004

e sono canterina in questi giorni.. questa è dedicata… a S.B.Gibson

Artista: Pino Daniele
Album: Passi D’Autore
Anno: 2004
Titolo: La Mia Casa Sei Tu

Voglio una casa tutta bianca
Dove ti affacci alla finestra
E vedi le cose come sono
I baci sono baci
E gli abbracci sono abbracci
E le parole son parole
Voglio una casa piena di sole
Capelli sciolti sulle spalle
Nei giorni di festa
Mentre i bambini corrono, giocano
Nella mia testa
Tutte le voci che ho lascito
In quelle vecchie foto
Mentre il mondo si allontana

Sulla mia moto
Immaginando
La terra vista da lassù
Immaginando
La vita da quaggiù
Immaginando
Perché il sangue non è acqua
Ed io ti amo da morire
Non so se sei tu a proteggermi
O sono io a farti capire
Voglio una casa senza porte
E senza pavimento
Dove per tetto avremo il cielo
E per letto il sentimento
Voglio una casa piccola
O grande che sia
Dove tutto il giorno e la notte
Non si dice una bugia
Dove torni per cena e non riparti più
Perché la mia casa sei tu
La mia casa sei tu

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Una canzone o una poesia, che differenza fa?… è tornato a far "canzoni" onore al merito… e ma si sente il "Gaetano"

 

Artista: Vasco Rossi
Titolo: Un Senso

Voglio trovare un senso a questa sera
anche se questa sera un senso non ce l’ha…
Voglio trovare un senso a questa vita
anche se questa vita
un senso non ce l’ha
voglio trovare
un senso a questa storia
anche se questa storia
un senso non ce l’ha

voglio trovare
un senso a questa voglia
anche se questa voglia
un senso non ce l’ha!
Sai che cosa penso
che se non ha un senso
domani arrivera’
domani arrivera’ lo stesso

senti che bel vento
non costa mai tempo
domani un altro giorno arrivera’

voglio trovare un senso a questa situazione
anche se questa situazione un senso non ce l’ha!
Voglio trovare un senso
a questa condizione
anche se questa condizione un senso non ce l’ha!

Sai che cosa penso
che se non ha un senso
domani arrivera’
domani arrivera’ lo stesso
senti che bel vento
non costa mai tempo
domani un altro giorno arrivera’
domani un altro giorno ormai e ‘ qua

voglio trovare un senso a tante cose
anche se tante cose
un senso non ce l’ha

lalalalalalalalalalalalalalalalalalala

domani arrivera’
domani arrivera’
lo stesso

senti che bel vento
non passa mai il tempo
domani un altro giorno arrivera’
domani un altro giorno arrivera’
domani un altro giorno

Una canzone o una poesia, che differenza fa?… è tornato a far “canzoni” onore al merito… e ma si sente il “Gaetano”

Artista: Vasco Rossi
Titolo: Un Senso

Voglio trovare un senso a questa sera
anche se questa sera un senso non ce l’ha…
Voglio trovare un senso a questa vita
anche se questa vita
un senso non ce l’ha
voglio trovare
un senso a questa storia
anche se questa storia
un senso non ce l’ha

voglio trovare
un senso a questa voglia
anche se questa voglia
un senso non ce l’ha!
Sai che cosa penso
che se non ha un senso
domani arrivera’
domani arrivera’ lo stesso

senti che bel vento
non costa mai tempo
domani un altro giorno arrivera’

voglio trovare un senso a questa situazione
anche se questa situazione un senso non ce l’ha!
Voglio trovare un senso
a questa condizione
anche se questa condizione un senso non ce l’ha!

Sai che cosa penso
che se non ha un senso
domani arrivera’
domani arrivera’ lo stesso
senti che bel vento
non costa mai tempo
domani un altro giorno arrivera’
domani un altro giorno ormai e ‘ qua

voglio trovare un senso a tante cose
anche se tante cose
un senso non ce l’ha

lalalalalalalalalalalalalalalalalalala

domani arrivera’
domani arrivera’
lo stesso

senti che bel vento
non passa mai il tempo
domani un altro giorno arrivera’
domani un altro giorno arrivera’
domani un altro giorno

Fantastico, oggi mi sono trovata nel mio videogioco preferito: "Theme Hospital". Sì, quello con i dottori buffi, i pazienti con la testa gonfia e la sala pompa.

Ero lì in ospedale, appesa alle pareti dell’interminabile corridoio di attesa e mi guardavo in giro. C’erano le infermiere con l’aria incazzosa e annoiata che aprivano e chiudevano convulsamente le porte, che camminavano nervosamente senza apparente motivazione plausibile. Ogni tanto sorridevano, diciamo che impegnavano i loro muscoli facciali solo quando, incrociandosi nei labirinti, si scambiavano un: "Ho finito il turno", oppure: "Sono all’11, vienimi a trovare". C’erano i pazienti presi da attacchi di "ondata di vomito" a causa delle lunghe attese davanti agli ambulatori sguarniti. Mi sembrava di sentire il din din dei soldi nei distributori di bevande e le acclamazioni per i pazienti curati o la delusione dei clienti scontenti.

Però, c’è sempre un però, c’era qualche piccola difformità, rispetto alle schermate del gioco. Per esempio: i corridoi stipati di gente erano bassi e non areati, il caldo era infernale, non c’erano piante messe a rallegrare i pazienti divenuti "Spazienti", ma nonostante ciò, non si è visto nessun avviso per dire "l’ospedale deve essere accogliente" e nessun grafico, nessun indice di Sgradimento segnava un picco rosso negativo per l’eccessivo calore dei locali, per l’insufficienza di posti a sedere o per l’attesa infinita (forse perchè molti dottori preferivano la sala biliardo). Inoltre i "pazienti Spazienti", non erano colti da patologia da testa gonfia, bensì da imbarazzanti attacchi di orchite.

Sì, sì, non c’è dubbio, se davvero mi fossi trovata in una partita di "Theme Hospital", avrei perso clamorosamente e il mio primario sarebbe finito a leggere la "gazzetta degli scandali" seduto sul cesso, immortalato da un fotografo.

Fantastico, oggi mi sono trovata nel mio videogioco preferito: “Theme Hospital”. Sì, quello con i dottori buffi, i pazienti con la testa gonfia e la sala pompa.

Ero lì in ospedale, appesa alle pareti dell’interminabile corridoio di attesa e mi guardavo in giro. C’erano le infermiere con l’aria incazzosa e annoiata che aprivano e chiudevano convulsamente le porte, che camminavano nervosamente senza apparente motivazione plausibile. Ogni tanto sorridevano, diciamo che impegnavano i loro muscoli facciali solo quando, incrociandosi nei labirinti, si scambiavano un: “Ho finito il turno”, oppure: “Sono all’11, vienimi a trovare”. C’erano i pazienti presi da attacchi di “ondata di vomito” a causa delle lunghe attese davanti agli ambulatori sguarniti. Mi sembrava di sentire il din din dei soldi nei distributori di bevande e le acclamazioni per i pazienti curati o la delusione dei clienti scontenti.

Però, c’è sempre un però, c’era qualche piccola difformità, rispetto alle schermate del gioco. Per esempio: i corridoi stipati di gente erano bassi e non areati, il caldo era infernale, non c’erano piante messe a rallegrare i pazienti divenuti “Spazienti”, ma nonostante ciò, non si è visto nessun avviso per dire “l’ospedale deve essere accogliente” e nessun grafico, nessun indice di Sgradimento segnava un picco rosso negativo per l’eccessivo calore dei locali, per l’insufficienza di posti a sedere o per l’attesa infinita (forse perchè molti dottori preferivano la sala biliardo). Inoltre i “pazienti Spazienti”, non erano colti da patologia da testa gonfia, bensì da imbarazzanti attacchi di orchite.

Sì, sì, non c’è dubbio, se davvero mi fossi trovata in una partita di “Theme Hospital”, avrei perso clamorosamente e il mio primario sarebbe finito a leggere la “gazzetta degli scandali” seduto sul cesso, immortalato da un fotografo.

le mani di papà

Queste sono le mani del mio papà e sono la cosa più bella che mi abbia regalato e insegnato.Mi ha dato il suo lavoro e mi ha insegnato cos’è l’esempio e la volontà. Mi spiace non averti capito per così tanto tempo pa’, ma sono felice che abbiamo imparato a ritrovarci sempre. Sono anche contenta che oggi hai chiamato me quando ti sei fatto male. Spero di poterti aiutare ogni volta che avrai bisogno di me… magari la prossima volta evita di farti male per avermi al tuo fianco.Un bacio

 

le mani di papÃ

Queste sono le mani del mio papà e sono la cosa più bella che mi abbia regalato e insegnato.Mi ha dato il suo lavoro e mi ha insegnato cos’è l’esempio e la volontà. Mi spiace non averti capito per così tanto tempo pa’, ma sono felice che abbiamo imparato a ritrovarci sempre. Sono anche contenta che oggi hai chiamato me quando ti sei fatto male. Spero di poterti aiutare ogni volta che avrai bisogno di me… magari la prossima volta evita di farti male per avermi al tuo fianco.Un bacio

E poi lo sai anche tu che non è colpa sua. La paura che ti senti non viene da lui e non sono i suoi occhi ad essere distanti. Sei stanca, e lo sai, e ti sembra che tutto ti possa crollare addosso. Forse continui a credere che la felicità non sia fatta per il tuo mondo, e se invece ti sbagliassi? Pensi davvero che le cose belle debbano necessariamente finire? Guarda che non è così. E’ solo una serata un po’ giù di tono, come capita a chiunque. Si, me lo ricordo, lo so che hai imparato a diffidare di ogni gesto. D’altro canto era tutto normale prima di prendere quel dannato treno, no? Ma non sempre la storia si ripete. Forse Laura ha voglia di sentirsi un po’ indifesa. Ha voglia di sapere che qualcuno pensa a lei, come quando sveniva o come quando piangeva. E’ solo la voglia di lasciarmi cadere, avendo la certezza che tu mi prenderai. Si, si lo so che non puoi sempre essere la mia ancora di salvezza, come diceva la cara vecchia Sally. Non sei un mago e non predici il futuro. Non puoi assicurarmi che andrà sempre tutto bene. Ma mi basta sapere che ci credi mentre lo dici, ed io saprò che ce la metteremo sempre tutta, fino all’ultimo respiro, per mandare avanti il nostro mondo. Forse è voglia di sentire ancora e ancora la favola della buona notte. Voglio che ti sieda accanto a me e che scacci tutte le streghe dei miei sogni. Mi spiace per le lacrime, servono solo a pulire gli occhi dalla visione dei brutti fantasmi. Ora mi infilerò nel letto e aspetterò il tuo messaggio per dirmi che è andato tutto bene, E IO TI CREDERO’. Notte cow boy.

E poi lo sai anche tu che non è colpa sua. La paura che ti senti non viene da lui e non sono i suoi occhi ad essere distanti. Sei stanca, e lo sai, e ti sembra che tutto ti possa crollare addosso. Forse continui a credere che la felicità non sia fatta per il tuo mondo, e se invece ti sbagliassi? Pensi davvero che le cose belle debbano necessariamente finire? Guarda che non è così. E’ solo una serata un po’ giù di tono, come capita a chiunque. Si, me lo ricordo, lo so che hai imparato a diffidare di ogni gesto. D’altro canto era tutto normale prima di prendere quel dannato treno, no? Ma non sempre la storia si ripete. Forse Laura ha voglia di sentirsi un po’ indifesa. Ha voglia di sapere che qualcuno pensa a lei, come quando sveniva o come quando piangeva. E’ solo la voglia di lasciarmi cadere, avendo la certezza che tu mi prenderai. Si, si lo so che non puoi sempre essere la mia ancora di salvezza, come diceva la cara vecchia Sally. Non sei un mago e non predici il futuro. Non puoi assicurarmi che andrà sempre tutto bene. Ma mi basta sapere che ci credi mentre lo dici, ed io saprò che ce la metteremo sempre tutta, fino all’ultimo respiro, per mandare avanti il nostro mondo. Forse è voglia di sentire ancora e ancora la favola della buona notte. Voglio che ti sieda accanto a me  e che scacci tutte le streghe dei miei sogni. Mi spiace per le lacrime, servono solo a pulire gli occhi dalla visione dei brutti fantasmi.   Ora mi infilerò nel letto e aspetterò il tuo messaggio per dirmi che è andato tutto bene, E IO TI CREDERO’. Notte cow boy.

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