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e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

novembre 2004

in una uggiosa serata di lunedì posto questo link per farvi venire il buon umore baciiiiii

http://digilander.libero.it/silviodr/pollon.htm

in una uggiosa serata di lunedì posto questo link per farvi venire il buon umore baciiiiii

http://digilander.libero.it/silviodr/pollon.htm

IL MIO MODO-MONDO DI CIVILITA'

IL MIO MODO-MONDO DI CIVILTA’

Io domando, lui non risponde dispersivo. Lui domanda e io non rispondo dispersiva. Lui gira per la casa, io resto sul divano. Io vado in camera, poi lo trovo sul divano. Cinque minuti di silenzio riflessivo. Poi io: "sei arrabbiato?" e lui: "ci sono rimasto male" "anch’io, ho usato il tuo stesso atteggiamento per farti capire come ci si sente" no, si, no, si …si. Risata, bacio, le risposte inevase prima e un modo per imparare a capirsi. "Non fare all’altro ciò che non vuoi sia fatto a te", ecco il mio modo-mondo di civiltà. Troppo lontano da "farò in modo che non la passi liscia", troppo sussurrato per essere gridato. Non più dubbi, ma certezze e una dolce buonanotte che sa di "mi sei mancato in quei cinque minuti di silenzio". Notte amore mio.

IL MIO MODO-MONDO DI CIVILITA’

IL MIO MODO-MONDO DI CIVILTA’

Io domando, lui non risponde dispersivo. Lui domanda e io non rispondo dispersiva. Lui gira per la casa, io resto sul divano. Io vado in camera, poi lo trovo sul divano. Cinque minuti di silenzio riflessivo. Poi io: “sei arrabbiato?” e lui: “ci sono rimasto male” “anch’io, ho usato il tuo stesso atteggiamento per farti capire come ci si sente” no, si, no, si …si. Risata, bacio, le risposte inevase prima e un modo per imparare a capirsi. “Non fare all’altro ciò che non vuoi sia fatto a te”, ecco il mio modo-mondo di civiltà. Troppo lontano da “farò in modo che non la passi liscia”, troppo sussurrato per essere gridato. Non più dubbi, ma certezze e una dolce buonanotte che sa di “mi sei mancato in quei cinque minuti di silenzio”. Notte amore mio.

Le case si costruiscono anche confidando i propri progetti a qualcuno e sentendosi sostenuti, per questo oggi voglio scrivere i miei auguri ad una persona che ha saputo rimettere un po’ di coraggio e di ordine nei miei pensieri pazzi. Grazie e…..

AUGURI

 

VECCHIETTO!!!!

Le case si costruiscono anche confidando i propri progetti a qualcuno e sentendosi sostenuti, per questo oggi voglio scrivere i miei auguri ad una persona che ha saputo rimettere un po’ di coraggio e di ordine nei miei pensieri pazzi. Grazie e…..

AUGURI

VECCHIETTO!!!!

Terre di mondi e di mondine, tutte con i cappelli chini sul riso dai piedi rugosi bagnati dall’acqua. Le vite scalcagnate di qualche paio di occhi che hanno saputo intrecciare mani, sentimenti e steli di riso.

Nonna ormai la ricordo ad icone, immagini a volte slegate tra loro, troppo spesso ricordi di dolore, come l’immagine di lei che ci salutava con la mano dalla finestra del secondo piano dell’ospedale. Ma questa sera rivedo in tv le immagini di queste mondine e vedo il suo volto balenare sotto il cappellaccio di paglia. Nonna era due occhi neri sopra due zigomi pronunciati. Era un cestino di lucidissimi boccoli corvini che pettinavo per ore prima di addormentarmi, e penso ora di intuire il suo dolore nel vedere sul cuscino i suoi capelli che cadevano a ciocche.

La vedo giovane, rumorosa come solo lei sapeva essere, mentre, nel sole del vercellese, cantava "Colomba bianca", intercalado con il suo veneto stretto, scherzando con la sua compagna di avventure e di vita Argia. Donne simili ad una pagnotta di pane dalla dura crosta dorata e saporita, e dal cuore di mollica bianca e soffice. Donne da assaporare con i valori e i profumi della campagna, da racchiudere in un quadro di girasoli, argini di Fiume, con Terranegra sotto i piedi e due sorrisi che resteranno immortalati in questa nuova icona che ho creato per loro e che legherà Bianca e Argia per sempre in un quadro sorridente.

Terre di mondi e di mondine, tutte con i cappelli chini sul riso dai piedi rugosi bagnati dall’acqua. Le vite scalcagnate di qualche paio di occhi che hanno saputo intrecciare mani, sentimenti e steli di riso.

Nonna ormai la ricordo ad icone, immagini a volte slegate tra loro, troppo spesso ricordi di dolore, come l’immagine di lei che ci salutava con la mano dalla finestra del secondo piano dell’ospedale. Ma questa sera rivedo in tv le immagini di queste mondine e vedo il suo volto balenare sotto il cappellaccio di paglia. Nonna era due occhi neri sopra due zigomi pronunciati. Era un cestino di lucidissimi boccoli corvini che pettinavo per ore prima di addormentarmi, e penso ora di intuire il suo dolore nel vedere sul cuscino i suoi capelli che cadevano a ciocche.

La vedo giovane, rumorosa come solo lei sapeva essere, mentre, nel sole del vercellese, cantava “Colomba bianca”, intercalado con il suo veneto stretto, scherzando con la sua compagna di avventure e di vita Argia. Donne simili ad una pagnotta di pane dalla dura crosta dorata e saporita, e dal cuore di mollica bianca e soffice. Donne da assaporare con i valori e i profumi della campagna, da racchiudere in un quadro di girasoli, argini di Fiume, con Terranegra sotto i piedi e due sorrisi che resteranno immortalati in questa nuova icona che ho creato per loro e che legherà Bianca e Argia per sempre in un quadro sorridente.

AUGURI

 

GRAZIE AMORE PER QUESTI ANNI D’AMORE…

T.A.

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