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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

marzo 2005

Ieri primo vero viaggio da zavorrina. Destinazione Morimondo. Posto incantevole, tra il mistico e il pacifico. Un’abbazia bellissima, un sole da cartolina, campi verdissimi e cielo turchese, il mio amore ed io. Direi che è stata una gita perfetta. Bhè si chiaro la mia strizza ce l’avevo, ma si supera. Si perchè fare da zavorrina al mio tesoro è una bella prova d’amore e una bella sfida con se stessi. Io sono quella che deve tenere il controllo della situazione, deve poter gestire tutto, deve avere 4 solide ruote sotto il sedere, con magari anche un sedile comodo comodo. E invece lì non c’è nulla di tutto questo. Stai in "bilico" su due ruote, appollaiata su di un sellino, le mani al serbatoio e tutto il resto di cui hai bisogno tra le tue braccia.  Devi fidarti e lasciarti andare. Sai che lui non ti farebbe mai del male, sai che è la sua passione e se tu ne restassi fuori, gioirebbe solo a metà.  Così ti conci da maschio, jeans, stivali neri, casco e guanti e dietro gli occhiali da sole, guardi il mondo correre al tuo fianco. La sensazione di libertà è indescrivibile. Non vedi il paesaggio, ci sei dentro. Non c’è la radio a farti compagnia, ma i tuoi pensieri. Non c’è una coda a fermarti ma solo la strada che ti chiama. Poi si saluta. Ecco una cosa che avevo letto nel forum di un’altra zavorrina. I motociclisti sono dei signori! Si salutano quando si incrociano, si affiancano e ti dicono che la tua moto perde un po’ d’olio. In auto no. Ti chiudi dentro al tuo cubo di ferro e ritorni nel tuo mondo. Stacchi le mani dal volante giusto per fare il dito a qualcuno e parlare al cell.

Poi arrivi, parcheggi in tre secondi e ridacchi alle spalle dei sudatissimi autisti. Nelle curve in cui ho paura paura, chiudo gli occhi e lascio che lui mi conduca. Non l’ho mai permesso a nessuno….ma lui è speciale.

p.s. Comunque la mia moto resta sempre e comunque l’harley…o al limite se proprio me la regalano l’honda shadow..nera naturalmente…capito cicci!?!!?

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Ieri primo vero viaggio da zavorrina. Destinazione Morimondo. Posto incantevole, tra il mistico e il pacifico. Un’abbazia bellissima, un sole da cartolina, campi verdissimi e cielo turchese, il mio amore ed io. Direi che è stata una gita perfetta. Bhè si chiaro la mia strizza ce l’avevo, ma si supera. Si perchè fare da zavorrina al mio tesoro è una bella prova d’amore e una bella sfida con se stessi. Io sono quella che deve tenere il controllo della situazione, deve poter gestire tutto, deve avere 4 solide ruote sotto il sedere, con magari anche un sedile comodo comodo. E invece lì non c’è nulla di tutto questo. Stai in “bilico” su due ruote, appollaiata su di un sellino, le mani al serbatoio e tutto il resto di cui hai bisogno tra le tue braccia. Devi fidarti e lasciarti andare. Sai che lui non ti farebbe mai del male, sai che è la sua passione e se tu ne restassi fuori, gioirebbe solo a metà. Così ti conci da maschio, jeans, stivali neri, casco e guanti e dietro gli occhiali da sole, guardi il mondo correre al tuo fianco. La sensazione di libertà è indescrivibile. Non vedi il paesaggio, ci sei dentro. Non c’è la radio a farti compagnia, ma i tuoi pensieri. Non c’è una coda a fermarti ma solo la strada che ti chiama. Poi si saluta. Ecco una cosa che avevo letto nel forum di un’altra zavorrina. I motociclisti sono dei signori! Si salutano quando si incrociano, si affiancano e ti dicono che la tua moto perde un po’ d’olio. In auto no. Ti chiudi dentro al tuo cubo di ferro e ritorni nel tuo mondo. Stacchi le mani dal volante giusto per fare il dito a qualcuno e parlare al cell.

Poi arrivi, parcheggi in tre secondi e ridacchi alle spalle dei sudatissimi autisti. Nelle curve in cui ho paura paura, chiudo gli occhi e lascio che lui mi conduca. Non l’ho mai permesso a nessuno….ma lui è speciale.

p.s. Comunque la mia moto resta sempre e comunque l’harley…o al limite se proprio me la regalano l’honda shadow..nera naturalmente…capito cicci!?!!?

E’ tardi, dovrebbe già essere l’ora della nanna, ma sento ancora il piccolo in giro al piano di sopra. Oggi mi ha detto che deve alzarsi presto e andare a dormire tardi,perchè se dormi troppo le vacanze finiscono subito. Mi fa sorridere la mia briciola, e mi riporta al sapore delle vacanze pasquali di quando ero bambina.

Fiori di pesco… ricordo i fiori di pesco. Li infilavo nei biglietti di auguri ai genitori. Quei biglietti gialli e solari che suonavano come qualcosa di simile a "Cari mamma e papà, gioite nel cuore perchè è risorto gesù…vi prometto che sarò più buona….".

Ricordo i pomeriggi passati a preparare il lavoretto punzecchiato con il punteruolo, seguendo il

disegno fatto dalla suora. Ricordo i miei sorrisi sdentati, trasognata guardando la finestra finalmente assolata. Lavoravamo e poi dovevamo fare ordine prima delle tre e mezza perchè arrivavano le mamme. La mia era perennemente nel gruppo delle ultime ad arrivare, sempre di corsa e sorridente. "Tanto meglio così" pensavo, non mi erano simpatiche quelle mamme sempre vestite eleganti con i capelli striati da meches e poi sapevo che mamma non mi avrebbe mai lasciato lì. 

Ai miei tempi sarebbe stato domani il primo giorno di vacanza, sempre il giovedì santo. Avrei già in mente la poesia da dire durante il pranzo di Pasqua. Ecco mi bastava una poesia imparata bene, le scarpette di vernice della festa e la giacchina primaverile per essere felice. Dovrei trovare la mia solita forza per godere  delle semplici cose che fanno parte della mia vita….

BUONA PASQUA

E’ tardi, dovrebbe già essere l’ora della nanna, ma sento ancora il piccolo in giro al piano di sopra. Oggi mi ha detto che deve alzarsi presto e andare a dormire tardi,perchè se dormi troppo le vacanze finiscono subito. Mi fa sorridere la mia briciola, e mi riporta al sapore delle vacanze pasquali di quando ero bambina.

Fiori di pesco… ricordo i fiori di pesco. Li infilavo nei biglietti di auguri ai genitori. Quei biglietti gialli e solari che suonavano come qualcosa di simile a “Cari mamma e papà, gioite nel cuore perchè è risorto gesù…vi prometto che sarò più buona….”.

Ricordo i pomeriggi passati a preparare il lavoretto punzecchiato con il punteruolo, seguendo il

disegno fatto dalla suora. Ricordo i miei sorrisi sdentati, trasognata guardando la finestra finalmente assolata. Lavoravamo e poi dovevamo fare ordine prima delle tre e mezza perchè arrivavano le mamme. La mia era perennemente nel gruppo delle ultime ad arrivare, sempre di corsa e sorridente. “Tanto meglio così” pensavo, non mi erano simpatiche quelle mamme sempre vestite eleganti con i capelli striati da meches e poi sapevo che mamma non mi avrebbe mai lasciato lì.

Ai miei tempi sarebbe stato domani il primo giorno di vacanza, sempre il giovedì santo. Avrei già in mente la poesia da dire durante il pranzo di Pasqua. Ecco mi bastava una poesia imparata bene, le scarpette di vernice della festa e la giacchina primaverile per essere felice. Dovrei trovare la mia solita forza per godere delle semplici cose che fanno parte della mia vita….

BUONA PASQUA

Se c’è una cosa che detesto è perdere le persone nel silenzio. Vederle sparire così come nuvole sognate, forse inventate, come se nulla di quello che si è condiviso e provato fosse mai esistito.

A volte  ricompaiono nei sogni e al mattino apri gli occhi e trovi una nebulosa e non sai più cosa hai sognato e cosa hai vissuto, cosa vi siete detti e cosa avresti voluto dire ma non hai mai avuto l’occasione per farlo.

 Eppure il male che senti è così vero che pare impossibile nasca da quel nulla  che ora rimane.

Se c’è una cosa che detesto è perdere le persone nel silenzio. Vederle sparire così come nuvole sognate, forse inventate, come se nulla di quello che si è condiviso e provato fosse mai esistito.

A volte ricompaiono nei sogni e al mattino apri gli occhi e trovi una nebulosa e non sai più cosa hai sognato e cosa hai vissuto, cosa vi siete detti e cosa avresti voluto dire ma non hai mai avuto l’occasione per farlo.

Eppure il male che senti è così vero che pare impossibile nasca da quel nulla che ora rimane.

visto che ho appreso da Lapo che oggi è la giornata della poesia ho deciso di riportare qui sotto due delle "poesie" che amo di più….. tra sacro e profano… la genesi e la forza delle parole….

da… "IL CANTICO DELLE CREATURE"

"…Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati…"
 
e per l’ennesima volta riporto la mia poesia preferita 
 
In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose
P.S. E così dimenticammo le rose.
 (per Sibilla Aleramo)
 

visto che ho appreso da Lapo che oggi è la giornata della poesia ho deciso di riportare qui sotto due delle “poesie” che amo di più….. tra sacro e profano… la genesi e la forza delle parole….

da… “IL CANTICO DELLE CREATURE”

“…Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati…”

e per l’ennesima volta riporto la mia poesia preferita

In un momento

Sono sfiorite le rose

I petali caduti

Perché io non potevo dimenticare le rose

Le cercavamo insieme

Abbiamo trovato delle rose

Erano le sue rose erano le mie rose

Questo viaggio chiamavamo amore

Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose

Che brillavano un momento al sole del mattino

Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi

Le rose che non erano le nostre rose

Le mie rose le sue rose

P.S. E così dimenticammo le rose.

(per Sibilla Aleramo)

E' primavera

Se oggi nonna fosse stata qui avrebbe iniziato a cantare ….

È primavera … Svegliatevi bambine..
Alle Cascine, messer Aprile fa il rubacuor …
E a tarda sera, madonne fiorentine
quante forcine si troveranno sui prati in fior
Fiorin di noce …
C’è poca luce, ma tanta pace …
Fiorin di noce … C’è poca luce!
Fiorin di brace,
Madonna Bice non nega baci …
baciar le piace, che male c’è?
E’ primavera … Svegliatevi bambine.
Alle Cascine, messere Aprile fa il rubacuor …
È primavera … Che festa di colori!
Madonne e fiori tentaste il genio
d’un gran pittor!
E allora, a sera, fiorivano gli amori,
gli stessi amori che adesso intrecciano
i nostri cuor!
Fiorin dipinto…
S’amava tanto nel quattrocento…
Fiorin dipinto… S’amava tanto!
Fiorin d’argento,
Madonna Amante le labbra tinte
persin dal vento si fa baciar!
E’ primavera… Che festa di colori!
Madonne e fiori… Trionfo eterno
di gioventù!

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