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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

agosto 2005

Eccomi a casa…. la valigia è esplosa di là in cameretta già divisa nei bucati che dovrei fare. Ho fatto la spesa e il frigor mi è di nuovo amico, sto preparando il mio ragù che congelerò per i giorni con poca voglia di cucinare e più tardi preparerò la torta di fiori di zucca per mia sorella. Di solito la preparava mia nonna, voglio arrogarmi il diritto di matrona di famiglia e augurarle un buon anno. Ho scoperto che guidare e "…" è come andare in bicicletta, una volta imparato non si scorda mai . Il mio cow boy mi ha preparato un bentornata bellissimo e qui sotto ci sono le mie elucubrazioni di fine agosto. Baci  

COMPITO DELLE VACANZE

TEMA: COSA HAI IMPARATO DALLE TUE VACANZE?

SVOLGIMENTO:

Eccomi qui, seduta tra i pescatori della diga a tirare le somme di quest’estate che sta scivolando via. Ho appena incrociato due volti della mia infanzia, di quando si abitava tutti da nonna Olga e si giocava insieme. Questo mi fa pensare che è davvero bello avere un porto sicuro dove tornare, dove attraccare questo peschereccio che sono i miei ricordi, senza discutere per appropriarsi di un ormeggio. Sempre qui,  con i miei ricordi che sanno di salsedine e sole. Facendo quella cosa brutta che sono i bilanci, posso dire che è stata una bella estate, esattamente come doveva essere la mia ultima estate prima di diventare una "Signora". Eheheh … tanto non lo sarò mai! Resterò sempre "una foglia d’argento" che "cerca una scogliera in fondo agli occhi miei" (*).

Ma torniamo al tema della giornata:  cosa ho imparato da queste vacanze? Per rispondere mi volto a sud e sorrido. Sai quella cosa che mi dicevi sempre? Che ero una "ragazza impegnativa" e che mi feriva, ecco ora non mi fa più male. Sì, sono una ragazza impegnativa e felice di esserlo. So che cerco di dare il meglio di me a chi amo con tutto quel groviglio di pensieri che sono, con tutto il mio essere triste e con tutta la mia voglia di risorgere ogni volta. Con tutto l’amore che voglio e tutto l’amore che so dare.  E doppiamente  felice di aver trovato un uomo che non si è nascosto dietro all’alibi di un’etichetta per non affrontare questa vita. Ama una ragazza impegnativa… ha il coraggio di farlo. E io amo un ragazzo impegnativo, che guardo con orgoglio a viso alto aspettando di abbracciarlo al mio ritorno. E sono amata da amici impegnativi. Quelli che non si accontentato di parlare del tempo e che non si vergognano a dirmi "mi mancherai". Ecco, ho imparato che "impegnativo è bello". E  che so che quest’inverno, quando sarò triste e magari stanca, mi lagnerò di me, ma questa è la realtà che riesco a vedere chiaramente qui nella mia terra, con i piedi ciondolanti sopra il mare.

E poi ho imparato che le stagioni passano, ma la vita resta. Il caldo e il mare piatto sono una piccola parentesi per questo mare che sta tornando alla sua vita. In questo quasi settembre tutto sta tornando al posto giusto. I granchi sono tornati a far capolino sugli scogli senza più paura di essere calpestati dai bagnanti. Le onde tornano ad incresparsi sotto il vento fresco. Nulla più ha l’immobilità della calura estiva. I cartelloni e gli ombrelloni scoloriti, stanno lentamente scomparendo dalla spiaggia. Ma è questa la vera essenza! Non una tavola apparecchiata per il dì di festa, ma movimento e autenticità. E così la mia vita che, superata la stagione calda, si avvia all’autenticità di questo mare che è l’amore. Sorrido in questa ultima passeggiata rivolta a sud, che non è più accompagnata da fantasmi, ma percorsa dai preparativi per il mio matrimonio.

Questo è quanto di nuovo ho concluso, quanto di nuovo ho imparato. Forse è poco, o forse sono quella spezia banale che rende un piatto speciale… comunque sia spero che quest’anno passi nel migliore dei modi.

(Caorle, 28/08/2005)

(*)

non sono un signora –  loredana bertè

sola – mia martini

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Eccomi a casa…. la valigia è esplosa di là in cameretta già divisa nei bucati che dovrei fare. Ho fatto la spesa e il frigor mi è di nuovo amico, sto preparando il mio ragù che congelerò per i giorni con poca voglia di cucinare e più tardi preparerò la torta di fiori di zucca per mia sorella. Di solito la preparava mia nonna, voglio arrogarmi il diritto di matrona di famiglia e augurarle un buon anno. Ho scoperto che guidare e “…” è come andare in bicicletta, una volta imparato non si scorda mai . Il mio cow boy mi ha preparato un bentornata bellissimo e qui sotto ci sono le mie elucubrazioni di fine agosto. Baci

COMPITO DELLE VACANZE

TEMA: COSA HAI IMPARATO DALLE TUE VACANZE?

SVOLGIMENTO:

Eccomi qui, seduta tra i pescatori della diga a tirare le somme di quest’estate che sta scivolando via. Ho appena incrociato due volti della mia infanzia, di quando si abitava tutti da nonna Olga e si giocava insieme. Questo mi fa pensare che è davvero bello avere un porto sicuro dove tornare, dove attraccare questo peschereccio che sono i miei ricordi, senza discutere per appropriarsi di un ormeggio. Sempre qui, con i miei ricordi che sanno di salsedine e sole. Facendo quella cosa brutta che sono i bilanci, posso dire che è stata una bella estate, esattamente come doveva essere la mia ultima estate prima di diventare una “Signora”. Eheheh … tanto non lo sarò mai! Resterò sempre “una foglia d’argento” che “cerca una scogliera in fondo agli occhi miei” (*).

Ma torniamo al tema della giornata: cosa ho imparato da queste vacanze? Per rispondere mi volto a sud e sorrido. Sai quella cosa che mi dicevi sempre? Che ero una “ragazza impegnativa” e che mi feriva, ecco ora non mi fa più male. Sì, sono una ragazza impegnativa e felice di esserlo. So che cerco di dare il meglio di me a chi amo con tutto quel groviglio di pensieri che sono, con tutto il mio essere triste e con tutta la mia voglia di risorgere ogni volta. Con tutto l’amore che voglio e tutto l’amore che so dare. E doppiamente felice di aver trovato un uomo che non si è nascosto dietro all’alibi di un’etichetta per non affrontare questa vita. Ama una ragazza impegnativa… ha il coraggio di farlo. E io amo un ragazzo impegnativo, che guardo con orgoglio a viso alto aspettando di abbracciarlo al mio ritorno. E sono amata da amici impegnativi. Quelli che non si accontentato di parlare del tempo e che non si vergognano a dirmi “mi mancherai”. Ecco, ho imparato che “impegnativo è bello”. E che so che quest’inverno, quando sarò triste e magari stanca, mi lagnerò di me, ma questa è la realtà che riesco a vedere chiaramente qui nella mia terra, con i piedi ciondolanti sopra il mare.

E poi ho imparato che le stagioni passano, ma la vita resta. Il caldo e il mare piatto sono una piccola parentesi per questo mare che sta tornando alla sua vita. In questo quasi settembre tutto sta tornando al posto giusto. I granchi sono tornati a far capolino sugli scogli senza più paura di essere calpestati dai bagnanti. Le onde tornano ad incresparsi sotto il vento fresco. Nulla più ha l’immobilità della calura estiva. I cartelloni e gli ombrelloni scoloriti, stanno lentamente scomparendo dalla spiaggia. Ma è questa la vera essenza! Non una tavola apparecchiata per il dì di festa, ma movimento e autenticità. E così la mia vita che, superata la stagione calda, si avvia all’autenticità di questo mare che è l’amore. Sorrido in questa ultima passeggiata rivolta a sud, che non è più accompagnata da fantasmi, ma percorsa dai preparativi per il mio matrimonio.

Questo è quanto di nuovo ho concluso, quanto di nuovo ho imparato. Forse è poco, o forse sono quella spezia banale che rende un piatto speciale… comunque sia spero che quest’anno passi nel migliore dei modi.

(Caorle, 28/08/2005)

(*)

non sono un signora – loredana bertè

sola – mia martini

LE MIE PRIME 10.000 VOLTE E NON ME NE ERO NEMMENO ACCORTA!



…. che si dice in questi casi??? Grazie? Bhè si


GRAZIE!!!!!!!!!!!!
LE MIE PRIME 10.000 VOLTE E NON ME NE ERO NEMMENO ACCORTA!



…. che si dice in questi casi??? Grazie? Bhè si


GRAZIE!!!!!!!!!!!!

    AFFRESCO DECADENTE


Un chiosco di vite povere e volgari dai bassi giochi di parole, sorrisi sguaiati ad un telefonino. Sigarette accese dall’insicurezza, rimpianti, bicchieri colmi di vino pessimo in bottiglioni sporchi. Frasi strisciate in uno scarso italiano che sa di slavo, dialetto,  ignoranza e alcool.

(Trieste, 09/08/2005)

AFFRESCO DECADENTE


Un chiosco di vite povere e volgari dai bassi giochi di parole, sorrisi sguaiati ad un telefonino. Sigarette accese dall’insicurezza, rimpianti, bicchieri colmi di vino pessimo in bottiglioni sporchi. Frasi strisciate in uno scarso italiano che sa di slavo, dialetto, ignoranza e alcool.

(Trieste, 09/08/2005)

"… chiesi alla donna grande e grossa che teneva il campeggio se nessuna delle tende fosse libera. Era disponibile quella più a buon mercato per un dollaro al giorno. Pescai  un dollaro e ci trasferimmo  lì. C’era un letto, un fornello e uno specchio rotto appeso ad un palo, era deliziosa.  Per entrare  dovevo piegarmi in due ma quando entravo ecco là la mia piccola e il mio bambino…"





"… Ci tenemmo stretti stretti , facemmo lunghi , seri discorsi e prendemmo il bagno e discutemmo tante cose con la luce accesa e poi con la luce spenta. Si stava provando qualcosa, io la stavo convincendo di qualcosa, che lei accettò…"

…trovo splendida questa immagine di "casa"…….

"…che cos’è quella sensazione quando ci si allontana dalle persone e loro restano indietro sulla pianura finchè le si vede appena come macchioline che si disperdono? …. E’ il mondo troppo vasto  che ci sovrasta ed è l’addio. Ma noi puntiamo avanti  verso la prossima pazzesca avventura sotto i cieli"

(Keruak "La Strada")

“… chiesi alla donna grande e grossa che teneva il campeggio se nessuna delle tende fosse libera. Era disponibile quella più a buon mercato per un dollaro al giorno. Pescai un dollaro e ci trasferimmo lì. C’era un letto, un fornello e uno specchio rotto appeso ad un palo, era deliziosa. Per entrare dovevo piegarmi in due ma quando entravo ecco là la mia piccola e il mio bambino…”





“… Ci tenemmo stretti stretti , facemmo lunghi , seri discorsi e prendemmo il bagno e discutemmo tante cose con la luce accesa e poi con la luce spenta. Si stava provando qualcosa, io la stavo convincendo di qualcosa, che lei accettò…”

…trovo splendida questa immagine di “casa”…….

“…che cos’è quella sensazione quando ci si allontana dalle persone e loro restano indietro sulla pianura finchè le si vede appena come macchioline che si disperdono? …. E’ il mondo troppo vasto che ci sovrasta ed è l’addio. Ma noi puntiamo avanti verso la prossima pazzesca avventura sotto i cieli”

(Keruak “La Strada”)

CIAO RAGAZZI!!!

wow sto raccogliendo materiale che stillerò al mio ritorno, ho scritto qualche pezzo  e fatto 89 foto in 2 giorni ma preferisco scriverli quando ci sarà più gente così se ne può parlare un po’…e poi festeggiamo insieme le  mie prime 10.000 volte 🙂 buona continuazione…..

p.s. però se siete ancora in ferie dalle parti del friuli vi consiglio una visita in un posto davvero speciale LA RISIERA DI SAN SABBA a Trieste..toccante davvero e c’è davvero tanto da pensare…..soprattutto in questi giorni con quello che sta accadendo in Israele……

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