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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

novembre 2005

parafrasando "L’aereo più pazzo del mondo" …

HO SCELTO IL GIORNO SBAGLIATO PER SMETTERE DI IMPRECARE

Va bene! Va bene che non devo lamentarmi che c’è chi sta peggio, va bene che mi devo adattare, va bene che devo imparare ad aspettare….ma la paternale di fine giornata sulla "mediocrità del lavoratore dipendente a discapito dei rampanti imprenditori", no, è decisamente troppo! Prima di tutto odio, e sottolineo ODIO, quelli che si sentono "come se fossi tuo padre", come si dice a Roma: sticazzi! Di padre ne ho uno e sarà un paio di giorni che ho imparato ad andarci d’amore e d’accordo. "Come se" non esiste, o sei o non sei!

Non voglio entrare in merito alle scelte personali dei grandi imprenditori stacanovisti che a loro tempo e a loro motivazione, hanno scelto di dedicare la propria vita al lavoro, ma trovo nauseante che questo modus vivendi sia posto come "oracolo di saggezza" da imitare e seguire.

Trovo che sia un po’ deprimente arrivare all’età della maturità per accorgerti che senza il lavoro non sei nessuno. Se, quando ti relazioni alle persone,  anteponi il loro titolo o la loro carica al nome, allora cosa hai imparato nei tuoi anni di esperienza? Se sei disposto ad ipotecarti l’anima pur di lavorare perchè muori alla sola idea di restare a casa, cosa hai costruito?

Un’impresa non è un uomo. Le imprese si fondano, si associano, si liquidano…restano gli uomini, resta la famiglia. Ecco io la paternale da questi 50/60enni che si sono accorti ora di avere figli adulti e mogli delicate solo perchè si crogiolano di aver lavorato 12 ore al giorno, non so cosa  farmene. Ci metto anche mio padre, non posso escluderlo questa volta, che si sente un pulcino spaurito perchè ora è un uomo e non più il capo (resta sempre il fatto che adoro mio padre, lo stimo e lo ringrazio).

Io penso, mi auspico e mi impegno per questo,  che la mia vecchiaia sia appagata da ciò che materialmente ho costruito, ho sempre e comunque le mie smanie imprenditoriali, ma soprattutto, sia il raggiungimento di quella serenità personale e familiare che ho saputo costruire. Lotterò sempre per mantenere integre le mie tradizioni, i miei valori, la mia spiritualità, anche se questo mi costa molto. Anche se questo significa non spegnere mai la spina, lavorare per costruire i regali di natale, cercare di essere disponibile per il mio compagno, per la mia famiglia, per gli amici. Anche se significa spendere una barca di soldi in messaggi per non far sentire dimenticato qualcuno, o non ricordare più l’ultima volta che ho fatto un bagno con calma, o letto in silenzio un libro, o godermi un film dall’inizio alla fine sul divano. Ecco se devo sacrificare la mia vita, voglio che sia per le persone che ne fanno parte, non per le cose. Il lavoro è UN mezzo per realizzare la mia vita, non IL  mezzo con cui realizzo la mia vita.

E ciò premesso, non vedo l’ora di rassegnare le mie dimissioni per realizzare il mio progetto. Un giorno ci sarà "bravissima.com" che sarà lavoro, ma etico, leale e professionale. Non progetterò stadi o autostrade ma svolgerò il mio lavoro con tutta la professionalità che so dare, correndo per non dimenticare di essere donna,  compagna, spero madre, ma comunque e sempre ANIMA.

"…padre, se anche tu non fossi il mio

padre, anche se fossi a me un estraneo,

PER TE STESSO UGUALMENTE T’AMEREI…"

(Camillo Sbarbaro)

 

parafrasando “L’aereo più pazzo del mondo” …

HO SCELTO IL GIORNO SBAGLIATO PER SMETTERE DI IMPRECARE

Va bene! Va bene che non devo lamentarmi che c’è chi sta peggio, va bene che mi devo adattare, va bene che devo imparare ad aspettare….ma la paternale di fine giornata sulla “mediocrità del lavoratore dipendente a discapito dei rampanti imprenditori”, no, è decisamente troppo! Prima di tutto odio, e sottolineo ODIO, quelli che si sentono “come se fossi tuo padre”, come si dice a Roma: sticazzi! Di padre ne ho uno e sarà un paio di giorni che ho imparato ad andarci d’amore e d’accordo. “Come se” non esiste, o sei o non sei!

Non voglio entrare in merito alle scelte personali dei grandi imprenditori stacanovisti che a loro tempo e a loro motivazione, hanno scelto di dedicare la propria vita al lavoro, ma trovo nauseante che questo modus vivendi sia posto come “oracolo di saggezza” da imitare e seguire.

Trovo che sia un po’ deprimente arrivare all’età della maturità per accorgerti che senza il lavoro non sei nessuno. Se, quando ti relazioni alle persone, anteponi il loro titolo o la loro carica al nome, allora cosa hai imparato nei tuoi anni di esperienza? Se sei disposto ad ipotecarti l’anima pur di lavorare perchè muori alla sola idea di restare a casa, cosa hai costruito?

Un’impresa non è un uomo. Le imprese si fondano, si associano, si liquidano…restano gli uomini, resta la famiglia. Ecco io la paternale da questi 50/60enni che si sono accorti ora di avere figli adulti e mogli delicate solo perchè si crogiolano di aver lavorato 12 ore al giorno, non so cosa farmene. Ci metto anche mio padre, non posso escluderlo questa volta, che si sente un pulcino spaurito perchè ora è un uomo e non più il capo (resta sempre il fatto che adoro mio padre, lo stimo e lo ringrazio).

Io penso, mi auspico e mi impegno per questo, che la mia vecchiaia sia appagata da ciò che materialmente ho costruito, ho sempre e comunque le mie smanie imprenditoriali, ma soprattutto, sia il raggiungimento di quella serenità personale e familiare che ho saputo costruire. Lotterò sempre per mantenere integre le mie tradizioni, i miei valori, la mia spiritualità, anche se questo mi costa molto. Anche se questo significa non spegnere mai la spina, lavorare per costruire i regali di natale, cercare di essere disponibile per il mio compagno, per la mia famiglia, per gli amici. Anche se significa spendere una barca di soldi in messaggi per non far sentire dimenticato qualcuno, o non ricordare più l’ultima volta che ho fatto un bagno con calma, o letto in silenzio un libro, o godermi un film dall’inizio alla fine sul divano. Ecco se devo sacrificare la mia vita, voglio che sia per le persone che ne fanno parte, non per le cose. Il lavoro è UN mezzo per realizzare la mia vita, non IL mezzo con cui realizzo la mia vita.

E ciò premesso, non vedo l’ora di rassegnare le mie dimissioni per realizzare il mio progetto. Un giorno ci sarà “bravissima.com” che sarà lavoro, ma etico, leale e professionale. Non progetterò stadi o autostrade ma svolgerò il mio lavoro con tutta la professionalità che so dare, correndo per non dimenticare di essere donna, compagna, spero madre, ma comunque e sempre ANIMA.

“…padre, se anche tu non fossi il mio

padre, anche se fossi a me un estraneo,

PER TE STESSO UGUALMENTE T’AMEREI…”

(Camillo Sbarbaro)

…pensato giovedì notte…pubblicato oggi per mancanza di tempo….

La distanza tra la "Blues house" e il "Blue Note" si misura in anni. Tre anni fa le luci blu, la mia testa sulla sua spalla e la musica dei Cherry Pie. Il suo profilo, il suo calore, è stato naturale iniziare a baciarlo.  Lui immobile, sorpreso forse dal fatto che avevo preso una decisione. Poi le sue labbra, il suo sorriso dolce.  Lo stesso di questa sera. Un altro mio sogno realizzato.

Per il nostro terzo anniversario il mio cow boy mi ha organizzato una serata al "Blue Note" (http://www.bluenotemilano.com/), nel regno del jazz. Un’atmosfera sorprendente per chi arriva come noi dalla Milano-Laghi, passando da Lotto, dalla Ghisolfa, da Jenner, per arrivare in questo angolo di Manhattan milanese.  Il buio luminoso dalle candele tremanti ai tavoli e le voci sommesse, rendono ogni movimento e ogni parola qualcosa di importante e sensuale. Poi si accendono i riflettori, e un occhio di bue illumina il palco e si scoprono mille riverberi ammiccanti di aste cromate, di microfoni, di batteria  e gli ottoni del sax e dei piatti. Brillano le chiavette del contrabbasso e della chitarra come piccole gocce di pioggia. Mike Stern (http://www.mikestern.org/inizia) inizia a suonare e nella sala dilaga il silenzio. La musica a nudo mostra il suo colore. Ogni corda toccata si espande nella sala fino al cuore.  E’ subito magia.

Il sound nitido si riempe dei "du du" del contrabbasso e si fonde con la batteria suonata dalla fantastica Kim Thompson (http://www.kimthompson.info/) che sa unire forza e grazia, maneggiando con femminilità bacchette e spazzole, tirando fuori tutte le potenzialità e le sonorità  del suo strumento. Adorabile mentre tiene i tre piatti in vibrazione continua, come una scossa elettrica che arriva alle lacrime.  Poi ancora chitarra a chiudere gli occhi, facendosi portare sulle ali di quel "gabbiano elettrico", direttamente sulla battigia al tramonto di un mare di emozioni.  

E profumi, mio e delle candele, e il sapore del mio primo "Cosmopolitan" che lascia sulle labbra il dolce sapore di cherry e una bocca fresca da baciare. Sguardi in penombra e sorrisi grati e innamorati. Grata per questa serata, grata per questi tre anni, grata per aver avuto sempre una spalla dove poggiare la mia testa a volte stanca.  Grata della presenza, della comprensione, di tutto l’amore ricevuto e dell’amore che ho scoperto di sapere ancora dare. Grata di tutti i baci della buona notte….grata per avermi aspettato.

 

TI AMO COW BOY

…pensato giovedì notte…pubblicato oggi per mancanza di tempo….

La distanza tra la “Blues house” e il “Blue Note” si misura in anni. Tre anni fa le luci blu, la mia testa sulla sua spalla e la musica dei Cherry Pie. Il suo profilo, il suo calore, è stato naturale iniziare a baciarlo. Lui immobile, sorpreso forse dal fatto che avevo preso una decisione. Poi le sue labbra, il suo sorriso dolce. Lo stesso di questa sera. Un altro mio sogno realizzato.

Per il nostro terzo anniversario il mio cow boy mi ha organizzato una serata al “Blue Note” (http://www.bluenotemilano.com/), nel regno del jazz. Un’atmosfera sorprendente per chi arriva come noi dalla Milano-Laghi, passando da Lotto, dalla Ghisolfa, da Jenner, per arrivare in questo angolo di Manhattan milanese. Il buio luminoso dalle candele tremanti ai tavoli e le voci sommesse, rendono ogni movimento e ogni parola qualcosa di importante e sensuale. Poi si accendono i riflettori, e un occhio di bue illumina il palco e si scoprono mille riverberi ammiccanti di aste cromate, di microfoni, di batteria e gli ottoni del sax e dei piatti. Brillano le chiavette del contrabbasso e della chitarra come piccole gocce di pioggia. Mike Stern (http://www.mikestern.org/inizia) inizia a suonare e nella sala dilaga il silenzio. La musica a nudo mostra il suo colore. Ogni corda toccata si espande nella sala fino al cuore. E’ subito magia.

Il sound nitido si riempe dei “du du” del contrabbasso e si fonde con la batteria suonata dalla fantastica Kim Thompson (http://www.kimthompson.info/) che sa unire forza e grazia, maneggiando con femminilità bacchette e spazzole, tirando fuori tutte le potenzialità e le sonorità del suo strumento. Adorabile mentre tiene i tre piatti in vibrazione continua, come una scossa elettrica che arriva alle lacrime. Poi ancora chitarra a chiudere gli occhi, facendosi portare sulle ali di quel “gabbiano elettrico”, direttamente sulla battigia al tramonto di un mare di emozioni.

E profumi, mio e delle candele, e il sapore del mio primo “Cosmopolitan” che lascia sulle labbra il dolce sapore di cherry e una bocca fresca da baciare. Sguardi in penombra e sorrisi grati e innamorati. Grata per questa serata, grata per questi tre anni, grata per aver avuto sempre una spalla dove poggiare la mia testa a volte stanca. Grata della presenza, della comprensione, di tutto l’amore ricevuto e dell’amore che ho scoperto di sapere ancora dare. Grata di tutti i baci della buona notte….grata per avermi aspettato.

TI AMO COW BOY

Sta sera chiacchere tra donne tra succhi di frutta e bailey’s coffee…tornando ho canticchiato la solita canzone che mi viene in mente ogni volta che esco con le amiche e lui mi aspetta a casa.

 

L’orologio batte l’una
tu sei fuori chissa’ dove
giro nudo per la casa
dimmi tu se questa e’ vita
Tu che esci con le amiche
io che resto qui a pensare
Se e’ poi vero per davvero
o ti vedi con qualcuno
Guardo un po’ in televisione
c’e’ del pollo
dentro il frigo
mangio e provo
a immaginare
le tue mosse
e le parole
E’ che sono un po’ geloso
ma ti amo per davvero
si’ va be’ l’autonomia
ma ricorda che sei mia!
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Apro un libro di avventure
e’ una nuova distrazione
poi vorrei telefonare
mi dovrei un po’ sfogare
e’ che sono assai nervoso
son le due e tu sei lontana
quasi quasi cado in piedi
vado a casa di Mari’!
Ho sentito l’ascensore
gira chiave nel portone
faccio finta di dormire
e tu invece vuoi parlare
sono stata a chiacchierare
ogni tanto sai ci vuole
Hanno tutte dei problemi
per fortuna io ho te amore!
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me!
sei solo per me!

Sta sera chiacchere tra donne tra succhi di frutta e bailey’s coffee…tornando ho canticchiato la solita canzone che mi viene in mente ogni volta che esco con le amiche e lui mi aspetta a casa.

L’orologio batte l’una
tu sei fuori chissa’ dove
giro nudo per la casa
dimmi tu se questa e’ vita
Tu che esci con le amiche
io che resto qui a pensare
Se e’ poi vero per davvero
o ti vedi con qualcuno
Guardo un po’ in televisione
c’e’ del pollo
dentro il frigo
mangio e provo
a immaginare
le tue mosse
e le parole
E’ che sono un po’ geloso
ma ti amo per davvero
si’ va be’ l’autonomia
ma ricorda che sei mia!
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Apro un libro di avventure
e’ una nuova distrazione
poi vorrei telefonare
mi dovrei un po’ sfogare
e’ che sono assai nervoso
son le due e tu sei lontana
quasi quasi cado in piedi
vado a casa di Mari’!
Ho sentito l’ascensore
gira chiave nel portone
faccio finta di dormire
e tu invece vuoi parlare
sono stata a chiacchierare
ogni tanto sai ci vuole
Hanno tutte dei problemi
per fortuna io ho te amore!
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me!
sei solo per me!

Sabato sera strepitoso, passato a pulire il parquet, mentre il mio ciccio installava due notebook e driblava le mie passate di vileda. Ho realizzato così quello che raccontano sempre le persone sposate. Tante cose da fare e poco tempo per farle. Sabati sera a stramazzare dopo spesa, pulizie e commissioni. Così guardo il cow boy e dico "Vedi Gibson non ce ne siamo accorti e siamo già a questi livelli, vedi che bello essere sposati!??!?!!?", lui sorride e cammina in punta di piedi per non sporcare dove ho appena pulito (onde evitare di sentirmi urlare).

Poi i lavori finiscono  e si va a nanna. Ci si trova nel caldo del proprio letto a fare l’amore, cercandosi e  intuendosi con un’intesa palpabile nel buio della stanza. Poi tornare abbracciati, dirsi "ti amo". E lui…. sempre lui…. che sbuca dal buio dicendomi  "il bello di essere sposati è anche dirsi buonanotte e addormentarsi con la persona che ami, sapendo che il giorno dopo ti sveglierai con ancora lei al tuo fianco, tutti i giorni…."   

Eh che dire…. ho scelto un marito fantastico!!!!

Sabato sera strepitoso, passato a pulire il parquet, mentre il mio ciccio installava due notebook e driblava le mie passate di vileda. Ho realizzato così quello che raccontano sempre le persone sposate. Tante cose da fare e poco tempo per farle. Sabati sera a stramazzare dopo spesa, pulizie e commissioni. Così guardo il cow boy e dico “Vedi Gibson non ce ne siamo accorti e siamo già a questi livelli, vedi che bello essere sposati!??!?!!?”, lui sorride e cammina in punta di piedi per non sporcare dove ho appena pulito (onde evitare di sentirmi urlare).

Poi i lavori finiscono e si va a nanna. Ci si trova nel caldo del proprio letto a fare l’amore, cercandosi e intuendosi con un’intesa palpabile nel buio della stanza. Poi tornare abbracciati, dirsi “ti amo”. E lui…. sempre lui…. che sbuca dal buio dicendomi “il bello di essere sposati è anche dirsi buonanotte e addormentarsi con la persona che ami, sapendo che il giorno dopo ti sveglierai con ancora lei al tuo fianco, tutti i giorni….”

Eh che dire…. ho scelto un marito fantastico!!!!

«Nulla è più pericoloso per l’anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazione e debolezza.»

Hermann Hesse

 

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