Cerca

Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

settembre 2006

Oggi mi manca il mio papà. Mi mancano i tempi in cui lavoravamo insieme, dallo stesso lato della barricata. Quando inventavamo cose, affrontavamo clienti… quando eravamo un team, starsky e hutch dell’edilizia…. Quando lo vedevo attivo, dinamico, geniale… felice. Vorrei tanto che noi gli bastassimo,  che fosse felice di essere importante per le sue donne, e vorrei tanto avere più tempo per godermelo. Mi piacerebbe una volta andare ancora a prendere l’aperitivo con lui, o sentirlo salire le scale e dirmi "dormi che è tardi".

Non posso fermare il tempo… e non posso permettere che il tempo fermi noi. Ti voglio bene papà.

Annunci

Oggi mi manca il mio papà. Mi mancano i tempi in cui lavoravamo insieme, dallo stesso lato della barricata. Quando inventavamo cose, affrontavamo clienti… quando eravamo un team, starsky e hutch dell’edilizia…. Quando lo vedevo attivo, dinamico, geniale… felice. Vorrei tanto che noi gli bastassimo, che fosse felice di essere importante per le sue donne, e vorrei tanto avere più tempo per godermelo. Mi piacerebbe una volta andare ancora a prendere l’aperitivo con lui, o sentirlo salire le scale e dirmi “dormi che è tardi”.

Non posso fermare il tempo… e non posso permettere che il tempo fermi noi. Ti voglio bene papà.

Sono appena stata al bar a prendermi un marocchino. Ho incontrato un signore, 65 anni, bicchiere di Pinot in mano, fresco, brinato, in veneto lo chiamiamo "ombra". Gli ho sorriso, mi ha raccontato la sua vita. Di quando lo pagavano in soldi e non in carta, della sua fatica ad usare il bancomat, che si fa aiutare da un collega. Delle figlie, che ogni tanto dicono "papà non rompere", perchè i tempi sono cambiati. Che fa fatica ad usare il computer, ma all’inizio era complicato usare anche il cellulare, ma adesso non può uscire senza. Mi ha detto "arrivederci signorina" e sono tornata al lavoro ma passeggiando sotto il portico non sono riuscita a smettere di pensare agli occhi pieni di racconti di quello sconosciuto signore.

Sono appena stata al bar a prendermi un marocchino. Ho incontrato un signore, 65 anni, bicchiere di Pinot in mano, fresco, brinato, in veneto lo chiamiamo “ombra”. Gli ho sorriso, mi ha raccontato la sua vita. Di quando lo pagavano in soldi e non in carta, della sua fatica ad usare il bancomat, che si fa aiutare da un collega. Delle figlie, che ogni tanto dicono “papà non rompere”, perchè i tempi sono cambiati. Che fa fatica ad usare il computer, ma all’inizio era complicato usare anche il cellulare, ma adesso non può uscire senza. Mi ha detto “arrivederci signorina” e sono tornata al lavoro ma passeggiando sotto il portico non sono riuscita a smettere di pensare agli occhi pieni di racconti di quello sconosciuto signore.

Una volta i genitori ci raccontavano le favole, ora noi le raccontiamo a loro….

Servono comunque ad addormentarsi sereni….

Una volta i genitori ci raccontavano le favole, ora noi le raccontiamo a loro….

Servono comunque ad addormentarsi sereni….

Oggi primo giorno di scuola! Il papino mi ha comprato il quaderno nuovo  e mi ha preparato la cartella con il satellitare per non perdermi e il telepass per non far code

 

Sono emozionata come una bambina perchè magari gli altri bambini non vorranno giocare con me, perchè magari gli altri saranno più giovani e colti e dotati. Magari il professore mi sgrida….

Non lo so … porterò una bella mela lucida al maestro poi si vedrà 🙂

 

Oggi primo giorno di scuola! Il papino mi ha comprato il quaderno nuovo e mi ha preparato la cartella con il satellitare per non perdermi e il telepass per non far code

Sono emozionata come una bambina perchè magari gli altri bambini non vorranno giocare con me, perchè magari gli altri saranno più giovani e colti e dotati. Magari il professore mi sgrida….

Non lo so … porterò una bella mela lucida al maestro poi si vedrà 🙂

E’ bello ricevere complimenti da una donna…. quando nascono spontanei …

 

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑