Ho pranzato dai miei oggi. Avevo un orecchino da disinfettare, così ho rubato, come facevo quando quella ancora abitavo lì, il profumo di papà. Poi sono uscita di corsa per tornare al lavoro.

Mentre guidavo sentivo intorno a me il suo profumo. Mi sono ricordata quando la sera passava a darmi la buona notte e, sfiorandomi la guancia, mi lasciava un po’ del suo “sapore” sulla pelle. Ho sempre scelto io i profumi per lui. Il mondo di papà è fatto di poche cose che si imprimono nel dna: le mani forti e ruvide, il suo profumo sulla guancia, i discorsi fatti in silenzio, i gesti d’intesa.

Alle volte la loro mancanza si struttura in un nodo in gola che per un attimo non mi fa respirare. Poi torno a correre via… loro mi pensano… io li penso.

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