Cerca

Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

ottobre 2006

Ecco…. non voglio lasciare nè voi, nè me con quest’aura di malinconia, così vi racconterò la mia pausa pranzo.

Sono stata alla serra a comprare piante per il giardino autunnale. Sono arrivata intirizzita perchè qui nell’ufficio/catacomba ci sono – 10 gradi come alle Svalbard, mentre fuori, nel mondo vero, il sole risplende ed è una bellissima giornata autunnale.

Sono entrata in un microclima di serenità, con il sole che filtrava dai vetri sul soffitto circondata da piante rigogliose e scalpiccii di acqua sulla pietra. In sottofondo c’era una pianoforte che suonava.

Ho scelto con cura ogni singola pianta, girando, accarezzando, stupendomi per i bellissimi colori dell’autunno, per le cascanti dalle foglie rosse, per le conifere che già vedo addobbate con le mille luci di natale, per i carciofi ornamentali, per le bacche sui rami nudi.

Ho pregustato il momento in cui le porterò nel mio giardino, metterò tutto in ordine e la casa sembrerà di nuovo amata. Ho comprato anche un’ornamento da appendere alla facciata: una terracotta che rappresenta il sole/luna. Nel linguaggio delle maschere veneziane si chiama “l’eclissi” e rappresenta gli amanti. E’ solo nel giorno dell’eclissi che sole e luna si incrociano, ed è così per gli amanti che possono concedersi pochi attimi d’amore. Quando però si uniscono il mondo si ferma a testa in sù a guardarli e tutto intorno sembra fermarsi. Mi è piaciuta l’idea di avere ques’icona sulla porta di casa nostra.

Annunci

Finalmente ho un po’ di respiro e posso postare  un concetto un po’ più esteso di: "sono stupida come uno struzzo".

C’è qualcosa  che mi frulla in testa,  immagini sovrapposte che ho incamerato in questi giorni isterici. La prima immagine è quella di una vecchina. Qualche settimana fa ho quasi rischiato di fare un incidente con un’ambulanza che si era parcheggiata dietro l’angolo. Ho rallentato e ho visto che stavano portando via una vecchina minuta e spaventata. Non sembrava fosse tanto malata, stava seduta sulla barella, guardando la confusione intorno a sè. Il giorno dopo sono passata ancora di lì, c’erano le sandaline e il nome della vecchina, aveva 92 anni e i fiori sul balcone.

Proprio ieri sera, uscendo dal lavoro, mi sono accorta che i fiori e le piante sul balcone stavano morendo. Mi è presa una malinconia. Mi sono chiesta se è questo che poi resta di noi. Una casa chiusa e impolverata e piante sul balcone che nessuno innaffia più. Forse resta qualcuno che si chiede chi era quella vecchina che è nata quando ancora non c’erano le guerre mondiali, anche se erano dietro l’angolo, quando non c’era la tv, internet. Cosa l’avrà emozionata? Cosa l’avrà fatta restare attaccata alla vita fino a 92 anni? Cosa resta di lei in quella casa? Vorrei davvero poter entrare e scoprire il suo mondo.

Poi penso ai miei genitori. Bell’argomento. Penso che li ho sempre visti forti e rassicuranti. Sono ormai anni, però, che si appoggiano a me. Pare che di botto sia diventata la figlia comprensiva e affidabile. Mi chiedono, non mi ascoltano. Non è esattamente quello che vorrei. Lo so che un giorno loro dipenderanno comunque da me, che avranno bisogno della mia vicinanza, ma non adesso. E’ troppo presto, non sono ancora pronta. Loro sono giovani e sani e io ho bisogno ancora di sentire qualcuno alle mie spalle. Ho bisogno di sentirmi figlia, ma non per la biancheria stirata o altro. Ho bisogno di sentire che posso andare a trovare mamma e papà, per ritrovare i pezzi del mio passato.  Sembro una bambina capricciosa lo so. E’ un privilegio avere entrambi i genitori, però, come sempre, voglio di più. Voglio smetterla di sentirmi sola, voglio smettere di sapermela cavare. Vorrei poter chiedere a mia sorella se passa a prendermi il vestito da sposa che è ancora in tintoria, sapendo che lo farà e vorrei prendere un caffè lento con la mamma, come ai vecchi tempi.

Invece non c’è più nulla. E’ una tela che si sta scolorando. Mi ricordo di quando è morta la nonna. La mamma piangeva e diceva "adesso non ho più nessuno alle spalle, non sono più figlia". Ecco queste frasi mi tornano spesso in mente in questi giorni e mi sale una rabbia spaventosa. Io sono ancora figlia, la più piccola per giunta e voglio ancora qualcuno su cui contare.

Non voglio che finisca tutto in una casa piena di ricordi imploverati e piante agonizzanti sul balcone. Abbiamo ancora tempo e vorrei viverlo…

Finalmente ho un po’ di respiro e posso postare un concetto un po’ più esteso di: “sono stupida come uno struzzo”.

C’è qualcosa che mi frulla in testa, immagini sovrapposte che ho incamerato in questi giorni isterici. La prima immagine è quella di una vecchina. Qualche settimana fa ho quasi rischiato di fare un incidente con un’ambulanza che si era parcheggiata dietro l’angolo. Ho rallentato e ho visto che stavano portando via una vecchina minuta e spaventata. Non sembrava fosse tanto malata, stava seduta sulla barella, guardando la confusione intorno a sè. Il giorno dopo sono passata ancora di lì, c’erano le sandaline e il nome della vecchina, aveva 92 anni e i fiori sul balcone.

Proprio ieri sera, uscendo dal lavoro, mi sono accorta che i fiori e le piante sul balcone stavano morendo. Mi è presa una malinconia. Mi sono chiesta se è questo che poi resta di noi. Una casa chiusa e impolverata e piante sul balcone che nessuno innaffia più. Forse resta qualcuno che si chiede chi era quella vecchina che è nata quando ancora non c’erano le guerre mondiali, anche se erano dietro l’angolo, quando non c’era la tv, internet. Cosa l’avrà emozionata? Cosa l’avrà fatta restare attaccata alla vita fino a 92 anni? Cosa resta di lei in quella casa? Vorrei davvero poter entrare e scoprire il suo mondo.

Poi penso ai miei genitori. Bell’argomento. Penso che li ho sempre visti forti e rassicuranti. Sono ormai anni, però, che si appoggiano a me. Pare che di botto sia diventata la figlia comprensiva e affidabile. Mi chiedono, non mi ascoltano. Non è esattamente quello che vorrei. Lo so che un giorno loro dipenderanno comunque da me, che avranno bisogno della mia vicinanza, ma non adesso. E’ troppo presto, non sono ancora pronta. Loro sono giovani e sani e io ho bisogno ancora di sentire qualcuno alle mie spalle. Ho bisogno di sentirmi figlia, ma non per la biancheria stirata o altro. Ho bisogno di sentire che posso andare a trovare mamma e papà, per ritrovare i pezzi del mio passato. Sembro una bambina capricciosa lo so. E’ un privilegio avere entrambi i genitori, però, come sempre, voglio di più. Voglio smetterla di sentirmi sola, voglio smettere di sapermela cavare. Vorrei poter chiedere a mia sorella se passa a prendermi il vestito da sposa che è ancora in tintoria, sapendo che lo farà e vorrei prendere un caffè lento con la mamma, come ai vecchi tempi.

Invece non c’è più nulla. E’ una tela che si sta scolorando. Mi ricordo di quando è morta la nonna. La mamma piangeva e diceva “adesso non ho più nessuno alle spalle, non sono più figlia”. Ecco queste frasi mi tornano spesso in mente in questi giorni e mi sale una rabbia spaventosa. Io sono ancora figlia, la più piccola per giunta e voglio ancora qualcuno su cui contare.

Non voglio che finisca tutto in una casa piena di ricordi imploverati e piante agonizzanti sul balcone. Abbiamo ancora tempo e vorrei viverlo…

NoN cE La FaccCCCiiiooOOO piiIIIiiùùù!!!

Al lavoro sono tutti pazzi, a casa tutti depressi, sta sera mi tocca anche fare la vecchia zia saggia che fa le paternali ed è l’ultima cosa che vorrei fare. 

BASTA LASCIATEMI STAREEEEEEE

 

NoN cE La FaccCCCiiiooOOO piiIIIiiùùù!!!

Al lavoro sono tutti pazzi, a casa tutti depressi, sta sera mi tocca anche fare la vecchia zia saggia che fa le paternali ed è l’ultima cosa che vorrei fare.

BASTA LASCIATEMI STAREEEEEEE

 

 

MA QUANTO SONO STUPIDA A VOLTE…  MI FACCIO RIDERE DA SOLA HAHAAHHAHHA

MA QUANTO SONO STUPIDA A VOLTE… MI FACCIO RIDERE DA SOLA HAHAAHHAHHA

così… parlando del corso di scrittura. Ormai è un mesetto che lo frequento e inizio a trarre qualche conclusione. Diciao che non sono diventata Leopardi, anche perchè nel caso sarei Leoparda e non è bello…. però mi piace. Mi stimola a fare cose che da sola forse non avrei azzardato. Questa settimana ad esempio dovevamo scrivere un pezzo di 4 pagine sul tema del sacrificio. Per la prima volta non ho parlato di qualcosa di strettamente personale. Ho inventato personaggi e location creando il seguito di un racconto letto in aula.  Sto imparando a non scrivere sempre e solo di getto, a pensarci su e riprendere in mano un pezzo anche in un secondo… e terzo e quarto tempo.

Inoltre mio marito mi trova molto sexy quando scrivo… quindi direi che è stata una grande idea iscrivermi 😉

così… parlando del corso di scrittura. Ormai è un mesetto che lo frequento e inizio a trarre qualche conclusione. Diciao che non sono diventata Leopardi, anche perchè nel caso sarei Leoparda e non è bello…. però mi piace. Mi stimola a fare cose che da sola forse non avrei azzardato. Questa settimana ad esempio dovevamo scrivere un pezzo di 4 pagine sul tema del sacrificio. Per la prima volta non ho parlato di qualcosa di strettamente personale. Ho inventato personaggi e location creando il seguito di un racconto letto in aula. Sto imparando a non scrivere sempre e solo di getto, a pensarci su e riprendere in mano un pezzo anche in un secondo… e terzo e quarto tempo.

Inoltre mio marito mi trova molto sexy quando scrivo… quindi direi che è stata una grande idea iscrivermi 😉

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑