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e il naufragar m'è dolce in questo mare

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gennaio 2007

RENATA LA ZINGARA DELL’AMORE

Il mio prossimo personaggio (o forse persona?) sarà Renata, morta d’amore e di ignoranza, di ingenuità, miseria  e illusioni.

Sarà alla finestra di una casa popolare. Il balcone diroccato di una vita diroccata, ma sorriderà, come sermpre. Riderà di un sorriso aperto, solare e dolce, ma illuso. Una spruzzata di vernice rosso fuoco sui suoi capelli sparsi e orecchini grandi. Una cicatrice sul collo, sfregio alla sua femminilità, portata con naturalezza, perchè il dolore è componente ancestrale della sua vita.

Renata rincorrerà sempre due cose: l’amore e la morte. Uno sarà frutto dell’altro ma si addormenterà sorridendo ironica alla vita, che le donerà un’unico uomo fedele alle sue infedeltà. Un uomo che penserà di essere fallito e farà fallire la sua vita per convincersi di avere ragione. Però sarà lì quel giorno, con un pianto timido,  una bocca povera e sdentata, con tutto quel miserabile amore capace di provare.

Ciao Renata

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RENATA LA ZINGARA DELL’AMORE

Il mio prossimo personaggio (o forse persona?) sarà Renata, morta d’amore e di ignoranza, di ingenuità, miseria e illusioni.

Sarà alla finestra di una casa popolare. Il balcone diroccato di una vita diroccata, ma sorriderà, come sermpre. Riderà di un sorriso aperto, solare e dolce, ma illuso. Una spruzzata di vernice rosso fuoco sui suoi capelli sparsi e orecchini grandi. Una cicatrice sul collo, sfregio alla sua femminilità, portata con naturalezza, perchè il dolore è componente ancestrale della sua vita.

Renata rincorrerà sempre due cose: l’amore e la morte. Uno sarà frutto dell’altro ma si addormenterà sorridendo ironica alla vita, che le donerà un’unico uomo fedele alle sue infedeltà. Un uomo che penserà di essere fallito e farà fallire la sua vita per convincersi di avere ragione. Però sarà lì quel giorno, con un pianto timido, una bocca povera e sdentata, con tutto quel miserabile amore capace di provare.

Ciao Renata

GODO COME UN RICCIO!!!!!!!!

Ho avuto il part time!!!!!!!!!! Probabilmente partirà da marzo ma va bene lo stesso. Finalmente mi riapproprierò della mia vita, delle mie aspirazioni, dei miei tempi, del mio matrimonio . Potrò scrivere con calma, potrò iniziare a muovere i primi passi per il mio nuovo lavoro indipendente, potrò farmi la ceretta senza saltare il pranzo, pulire casa senza farlo a mezzanotte, fare la spesa prima di cena, cucinare, riposare, fare la brava mogliettina….. erano anni che aspettavo questo momento!!!!!!

GODO COME UN RICCIO!!!!!!!!

Ho avuto il part time!!!!!!!!!! Probabilmente partirà da marzo ma va bene lo stesso. Finalmente mi riapproprierò della mia vita, delle mie aspirazioni, dei miei tempi, del mio matrimonio . Potrò scrivere con calma, potrò iniziare a muovere i primi passi per il mio nuovo lavoro indipendente, potrò farmi la ceretta senza saltare il pranzo, pulire casa senza farlo a mezzanotte, fare la spesa prima di cena, cucinare, riposare, fare la brava mogliettina….. erano anni che aspettavo questo momento!!!!!!

SCUSATE L’ASSENZA .. STO

 

SCUSATE L’ASSENZA .. STO

 

Hermann Hesse

 

Ero in giro poco fa, quasi come dentro un film.

Vestita di nero (like usually), che il nero mi fa stare bene. Tacchi alti, maxy cardigan, orecchini di perle, capelli "pettinati" (per quanto i miei capelli possano essere pettinati), trucco adeguato e un po’ del mio profumo preferito.  Prima costatazione del mattino: se mi metto un po’ in tiro faccio ancora la mia puerka figura, nonostante la veneranda età.

Cmq, elucubrazioni inadatte a parte, è stato bello girare per la mia città, ritrovare i luoghi familiari e poi infilarmi in macchina sentire "honesty", mentre fuori il cielo grigio iniziava a piangere lacrime ghiacciate.

In un attimo c’era silenzio nel mio mondo, solo musica dolce, un leggero profumo e la neve che scendeva. Ho sentito un senso di pace e di sintonia con me stessa che mancava da un po’. Forse le cose ripartono da qui, dalle solite piccole gioie dell’amico Hermann, dalla mia musica, dai miei ritmi, dal mio mondo antico.

L’arte della vita sta nell’imparare a soffrire e nell’imparare a sorridere

 

Il lato diabolico della malinconia è quello non solo di far ammalare le sue vittime, ma anche di renderle presuntuose e miopi, addirittura quasi superbe. Si crede di essere come Atlante che da solo deve reggere sulle proprie spalle tutti i dolori e gli enigmi del mondo, come se mille altrialtri non sopportassero gli stessi dolori e non vagassero nello stesso labirinto.

Non è facile avere un bel giardino: è difficile come governare un regno. Ci si deve risolvere ad amare anche le imperfezioni, altrimenti ci si illude.

Hermann Hesse

Ero in giro poco fa, quasi come dentro un film.

Vestita di nero (like usually), che il nero mi fa stare bene. Tacchi alti, maxy cardigan, orecchini di perle, capelli “pettinati” (per quanto i miei capelli possano essere pettinati), trucco adeguato e un po’ del mio profumo preferito. Prima costatazione del mattino: se mi metto un po’ in tiro faccio ancora la mia puerka figura, nonostante la veneranda età.

Cmq, elucubrazioni inadatte a parte, è stato bello girare per la mia città, ritrovare i luoghi familiari e poi infilarmi in macchina sentire “honesty”, mentre fuori il cielo grigio iniziava a piangere lacrime ghiacciate.

In un attimo c’era silenzio nel mio mondo, solo musica dolce, un leggero profumo e la neve che scendeva. Ho sentito un senso di pace e di sintonia con me stessa che mancava da un po’. Forse le cose ripartono da qui, dalle solite piccole gioie dell’amico Hermann, dalla mia musica, dai miei ritmi, dal mio mondo antico.

L’arte della vita sta nell’imparare a soffrire e nell’imparare a sorridere

Il lato diabolico della malinconia è quello non solo di far ammalare le sue vittime, ma anche di renderle presuntuose e miopi, addirittura quasi superbe. Si crede di essere come Atlante che da solo deve reggere sulle proprie spalle tutti i dolori e gli enigmi del mondo, come se mille altrialtri non sopportassero gli stessi dolori e non vagassero nello stesso labirinto.

Non è facile avere un bel giardino: è difficile come governare un regno. Ci si deve risolvere ad amare anche le imperfezioni, altrimenti ci si illude.

 

In questo girotondo di nebulotiche idee sul futuro, ho un’unica certezza: non farò l’attrice. Proprio non ci riesco a recitare per troppo tempo. Non riesco a reggere la pressione dell’impersonaficare quella forte mentre mio nonno è nella bara e mia madre si dispera, o recitare che il licenziamento è forse una cosa buona e giusta, fingere di sapere con certezza come iniziare a lavorare in proprio, fingere che non ho voglia di una carezza e di un bacio silenzioso nel buio della mia camera. Non ce la faccio a fare come diceva Baglioni, "E fare finta, che ne so?! di essere matto", preferisco la parte "piangere urlare e dire no…"

Vabbhè sono giorni così mi devo scaricare, devo fare qualcosa, muovere le acque, non fare passare i giorni uno dietro l’altro fingendo che sia tutto normale. Proprio io poi che nella normalità non ho mai creduto!!!

p.s. La proposta del mio collega sulla commercializzazione di alcune parti anatomiche ben quotate sul mercato genovese risulta sempre la più interessante!

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