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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

marzo 2007

"Gioco della vita".. allora giochiamo….

… che poi non so nemmeno se lo pubblicherò questo post… Mattinata difficile, risveglio lento, la testa che danza ai ritmi tribali, i pensieri che corrono più veloci della giostra che ho nascosta sotto kg di capelli.

Ma che sta succedendo? Antonio, il nonno e poi la balorda che c’ha il suo bel problema e che sicuramente non passa uno dei migliori anni della sua vita, giusto per dirla alla Renato e poi ieri sera another brick in the wall. Una mia amica mi dice "vediamoci sta sera". E finalmente! Erano 3 mesi che non riuscivamo a vederci, lei che vagava per il mondo io con la mia vita. Bello ritrovarsi, una ceres, il solito ritrovo quattro chiacchere e poi

"no ecco sai che c’è è che mi operano"

 "come ti operano"  dico io

"ecco si ho una bolla in un polmone.. ma non è grave eh"

"bene – dico io – ti faranno l’ago aspirato"

"no bhè ecco, non proprio…" e mi spiega come sarà l’operazione

Poi mi attacca una tiritera sul fatto che siamo tutti precari e predestinati e blaa blaa. Sono rimasta un attimo stordita dalla notizia… si si giusto un attimino. E poi non ho capito più nulla. Mi chiedo che cacchio mi sta succedendo intorno. Le persone che amo  e che stanno intorno a me, stanno passando momenti orribili. Mi sento a rallentatore. Mi sembra di sentire scorrere intorno le persone, sentendo e vedendo suoni attutiti e immagini lente, eppure sta accadendo tutto in modo così dannatamente veloce. Non so come sentirmi. Spaesata, quello si. Forte, non so.  Inizio a sentire la stanchezza, ma non ne ho diritto. Per qualche strano motivo, qualcosa o qualcuno mi sta preservando dal vivere questi drammi in prima persona, devo solo inchinarmi  e ringraziare. Eppure sento un piccolo tarlo dentro, un certo senso di colpa "perchè loro e non me?" E’ stupido lo so, sono solo fortunata e non me ne rendo conto, anzi me ne rendo conto e mi sembra strano. Ho mal di testa, sono confusa .. non so che pensare e mentre scrivo tutto questo mi arriva il suo messaggio e mi dice "lauretta stai tranquilla, in qualsiasi caso non mi succede niente, sperare è parte fondamentale del "gioco della vita"… e mi sento idiota! Operano lei e dice a me di star tranquilla! Mi viene da ridere, e da incazzarmi.. e forse da pregare…. non so davvero quale sia la cosa più intelligente che posso fare in questo momento…. le ho pagato da bere ieri sera e le ho detto "magari è l’ultima volta che posso pagarti da bere". Mi ha insultato e ha riso, ecco forse è questa l’unica cosa inteligente che mi resta da fare.

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“Gioco della vita”.. allora giochiamo….

… che poi non so nemmeno se lo pubblicherò questo post… Mattinata difficile, risveglio lento, la testa che danza ai ritmi tribali, i pensieri che corrono più veloci della giostra che ho nascosta sotto kg di capelli.

Ma che sta succedendo? Antonio, il nonno e poi la balorda che c’ha il suo bel problema e che sicuramente non passa uno dei migliori anni della sua vita, giusto per dirla alla Renato e poi ieri sera another brick in the wall. Una mia amica mi dice “vediamoci sta sera”. E finalmente! Erano 3 mesi che non riuscivamo a vederci, lei che vagava per il mondo io con la mia vita. Bello ritrovarsi, una ceres, il solito ritrovo quattro chiacchere e poi

“no ecco sai che c’è è che mi operano”

“come ti operano” dico io

“ecco si ho una bolla in un polmone.. ma non è grave eh”

“bene – dico io – ti faranno l’ago aspirato”

“no bhè ecco, non proprio…” e mi spiega come sarà l’operazione

Poi mi attacca una tiritera sul fatto che siamo tutti precari e predestinati e blaa blaa. Sono rimasta un attimo stordita dalla notizia… si si giusto un attimino. E poi non ho capito più nulla. Mi chiedo che cacchio mi sta succedendo intorno. Le persone che amo e che stanno intorno a me, stanno passando momenti orribili. Mi sento a rallentatore. Mi sembra di sentire scorrere intorno le persone, sentendo e vedendo suoni attutiti e immagini lente, eppure sta accadendo tutto in modo così dannatamente veloce. Non so come sentirmi. Spaesata, quello si. Forte, non so. Inizio a sentire la stanchezza, ma non ne ho diritto. Per qualche strano motivo, qualcosa o qualcuno mi sta preservando dal vivere questi drammi in prima persona, devo solo inchinarmi e ringraziare. Eppure sento un piccolo tarlo dentro, un certo senso di colpa “perchè loro e non me?” E’ stupido lo so, sono solo fortunata e non me ne rendo conto, anzi me ne rendo conto e mi sembra strano. Ho mal di testa, sono confusa .. non so che pensare e mentre scrivo tutto questo mi arriva il suo messaggio e mi dice “lauretta stai tranquilla, in qualsiasi caso non mi succede niente, sperare è parte fondamentale del “gioco della vita”… e mi sento idiota! Operano lei e dice a me di star tranquilla! Mi viene da ridere, e da incazzarmi.. e forse da pregare…. non so davvero quale sia la cosa più intelligente che posso fare in questo momento…. le ho pagato da bere ieri sera e le ho detto “magari è l’ultima volta che posso pagarti da bere”. Mi ha insultato e ha riso, ecco forse è questa l’unica cosa inteligente che mi resta da fare.

 

PRENOTATO

 

 

 

PRENOTATO

E’ nato!!!!!

bloggrafie

E’ nato!!!!!

bloggrafie

Come dire ecco… noi questa estate si andrà qui….

…focalizza tesoro …

Come dire ecco… noi questa estate si andrà qui….

…focalizza tesoro …

Via Vitruvio like Strand

Con un peso nel cuore sta mattina sono andata nella città tentacolare. Mi è sembrato per un attimo di essere atterrata nella mia Londra. Mi pareva che lì, appena dietro l’angolo, mi aspettasse trafalgar square, con i taxy neri e duble deker e più in là il Mall, e lì alla mia sinistra il parlamento, il fiume e mila secoli di storia.

E invece, appena svoltato, ho trovato il marmo bianco della stazione al posto della National, e il ragazzino dal bel sorriso che poco prima avevo sentito suonare il violino in metropolitana, mi è sfrecciato accanto correndo come un razzo. Mi sa che ha rubato un portafoglio perchè una signora ha gridato, la polizia è accorsa e ha portato via il suo compare, poco più grande, che suonava la fisarmonica. Mi è spiaciuto, aveva un guizzo vivo neglio occhi neri e un sorriso ironico nel viso sporco.  Sono proprio una ingenua provinciale.

Malinconicamente le mie città. Meravigliosamente le mie città.

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