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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

ottobre 2007

Io dico che questa giornata deve proseguire diversamente… allora mi approprio delle parole di Lapo, perchè racchiudono tutto: la comprensione, la dolcezza, la maturità, e l’autocoscienza … e il sorriso che farà dicendo "è tutto normale".

"non c’è bacio che possa guarire un livido,

né perdono che possa sciogliere una paura.

lo dico da uomo, a una donna.

insegnami l’amore, e guariscimi dalla violenza"

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Io dico che questa giornata deve proseguire diversamente… allora mi approprio delle parole di Lapo, perchè racchiudono tutto: la comprensione, la dolcezza, la maturità, e l’autocoscienza … e il sorriso che farà dicendo “è tutto normale”.

“non c’è bacio che possa guarire un livido,

né perdono che possa sciogliere una paura.

lo dico da uomo, a una donna.

insegnami l’amore, e guariscimi dalla violenza”

Mi viene difficile parlarne e forse è anche un po’ patetico e superfluo. Forse, nonostante quello che mi dici tu, dovrei comunque reagire come ieri sera e giocare di sponda con il mio sarcasmo e la mia forza. Però non so, sono abbastanza confusa. Ho retto bene, sono stata quasi grandiosa nel tener testa a due trogloditi che hanno deciso di picchiarsi pur di non parlare. Non ho tremato, non ho urlato, sono stata ferma e decisa. Poi sono salita in macchina e ho preso a tremare dalla bocca dello stomaco.

Un attimo, poco più, giusto i cinque minuti d’auto per tornare a casa. Poi è bastato scendere dai tacchi, infilare il pigiama, raccontare la giornata e riderci su. Ecco, sarebbe andato tutto bene se poi non fosse arrivato il sonno, peggio ancora il dormiveglia dove non distingui la realtà dal mondo onirico. 

E così il volto paonazzo di quell’uomo stretto contro il muro, è diventato il mio, steso su di un letto, con una mano alla gola. Quella violenza, quelle labbra livide, l’impotenza sotto la morsa della rabbia erano il mio corpo stretto contro una lamiera. E nel sonno sembrava ancora tutto vero, sentivo il respiro mancare, sentivo la voglia di scappare e la paura che mi rendeva immobile.  E dal sogno inconscio al pianto vero, il passo è stato breve. Mi sono trovata ancora a piangere singhiozzando, ancora la faccia nel cuscino e la paura di riaddormentarmi. Fino a quando non è stato tutto buio, fino a quando la televisione ha smesso di mitragliarmi flash di luce negli  occhi, fino a quando il soffitto è diventato palpebre pesanti. Questa mattina dormivo direttamente sul materasso, nella lotta notturna sono riuscita a sradicare anche  il lenzuolo sotto e la spugna…

Ora io non vorrei fare la tragica… ma penso che ogni tanto, bisognerebbe riflettere sulla relatività della propria rabbia (e frustazione)… e pensare che un pugno è carne su carne, è violenza che resta attaccata agli incubi anche a distanza di anni. E’ vita che si porta via, anche solo per una notte insonne … 

Io credo che ogni tanto sia d’obbligo ricordare….

TAMARA

http://www3.varesenews.it/insubria/articolo.php?id=42028

http://www.perotorino.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=245&Itemid=29

http://maigret.typepad.com/ideepercordenons/files/09_liti_tra_vicini_di_casa.pdf

http://www.ilportico.it/articoli/details.php?ID=12083

Mi viene difficile parlarne e forse è anche un po’ patetico e superfluo. Forse, nonostante quello che mi dici tu, dovrei comunque reagire come ieri sera e giocare di sponda con il mio sarcasmo e la mia forza. Però non so, sono abbastanza confusa. Ho retto bene, sono stata quasi grandiosa nel tener testa a due trogloditi che hanno deciso di picchiarsi pur di non parlare. Non ho tremato, non ho urlato, sono stata ferma e decisa. Poi sono salita in macchina e ho preso a tremare dalla bocca dello stomaco.

Un attimo, poco più, giusto i cinque minuti d’auto per tornare a casa. Poi è bastato scendere dai tacchi, infilare il pigiama, raccontare la giornata e riderci su. Ecco, sarebbe andato tutto bene se poi non fosse arrivato il sonno, peggio ancora il dormiveglia dove non distingui la realtà dal mondo onirico.

E così il volto paonazzo di quell’uomo stretto contro il muro, è diventato il mio, steso su di un letto, con una mano alla gola. Quella violenza, quelle labbra livide, l’impotenza sotto la morsa della rabbia erano il mio corpo stretto contro una lamiera. E nel sonno sembrava ancora tutto vero, sentivo il respiro mancare, sentivo la voglia di scappare e la paura che mi rendeva immobile. E dal sogno inconscio al pianto vero, il passo è stato breve. Mi sono trovata ancora a piangere singhiozzando, ancora la faccia nel cuscino e la paura di riaddormentarmi. Fino a quando non è stato tutto buio, fino a quando la televisione ha smesso di mitragliarmi flash di luce negli occhi, fino a quando il soffitto è diventato palpebre pesanti. Questa mattina dormivo direttamente sul materasso, nella lotta notturna sono riuscita a sradicare anche il lenzuolo sotto e la spugna…

Ora io non vorrei fare la tragica… ma penso che ogni tanto, bisognerebbe riflettere sulla relatività della propria rabbia (e frustazione)… e pensare che un pugno è carne su carne, è violenza che resta attaccata agli incubi anche a distanza di anni. E’ vita che si porta via, anche solo per una notte insonne …

Io credo che ogni tanto sia d’obbligo ricordare….

TAMARA

http://www3.varesenews.it/insubria/articolo.php?id=42028

http://www.perotorino.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=245&Itemid=29

http://maigret.typepad.com/ideepercordenons/files/09_liti_tra_vicini_di_casa.pdf

http://www.ilportico.it/articoli/details.php?ID=12083

Visto che poi vi preoccupate per me e che oggi piove sulle tamerici salmastre e sento intorno a me un tot di gente che avrebbe voglia di sfogarsi con po’ invito a salire sul palco la balorda e ad intonare (ma questa è meglio stonarla) la seguente canzone (in attesa che qualche anima pia mi insegni a postare solo l’mp3)

 DAIIII VOGLIO SENTIRVI GRIDAREEEEE

Ai suonatori un po’ sballati
ai balordi come me
a chi non sono mai piaciuta
a chi non ho incontrato
chissà mai perchè
ai dimenticati
ai playboy finiti
e anche per me
A chi si guarda nello specchio
e da tempo non si vede più
a chi non ha uno specchio
e comunque non per questo non ce la fa più
a chi a ha lavorato
a chi è stato troppo solo
e va sempre più giù
A chi ha cercato la maniera
e non l’ha trovata mai
alla faccia che ho stasera
dedicato a chi ha paura
e a chi sta nei guai
dedicato ai cattivi
che poi così cattivi non sono mai
Per chi ti vuole una volta sola
e poi non ti cerca più
dedicato a che capisce quando il gico finisce
e non si butta giù
ai miei pensieri
a come ero ieri
e anche per me
E questo schifo di canzone non può mica finire qui
manca giusto un’emozione
dedicato all’amore
lascia che sia cosi`

ai miei pensieri
a com’ero ieri e anche per me

Visto che poi vi preoccupate per me e che oggi piove sulle tamerici salmastre e sento intorno a me un tot di gente che avrebbe voglia di sfogarsi con po’ invito a salire sul palco la balorda e ad intonare (ma questa è meglio stonarla) la seguente canzone (in attesa che qualche anima pia mi insegni a postare solo l’mp3)

DAIIII VOGLIO SENTIRVI GRIDAREEEEE

Ai suonatori un po’ sballati
ai balordi come me
a chi non sono mai piaciuta
a chi non ho incontrato
chissà mai perchè
ai dimenticati
ai playboy finiti
e anche per me
A chi si guarda nello specchio
e da tempo non si vede più
a chi non ha uno specchio
e comunque non per questo non ce la fa più
a chi a ha lavorato
a chi è stato troppo solo
e va sempre più giù
A chi ha cercato la maniera
e non l’ha trovata mai
alla faccia che ho stasera
dedicato a chi ha paura
e a chi sta nei guai
dedicato ai cattivi
che poi così cattivi non sono mai
Per chi ti vuole una volta sola
e poi non ti cerca più
dedicato a che capisce quando il gico finisce
e non si butta giù
ai miei pensieri
a come ero ieri
e anche per me
E questo schifo di canzone non può mica finire qui

manca giusto un’emozione
dedicato all’amore
lascia che sia cosi`

ai miei pensieri
a com’ero ieri e anche per me

E allora ti trucchi al mattino, ti guardi allo specchio e copri i segni della pessima notte che hai passato. Ti vesti e infili tutti i "devo fare questo e quello" e immancabilmente dimentichi un pezzo, allora ricominci ad organizzare fino al punto che tutto sembra avere un ordine.

E profumata e ben vestita, ondeggiando sui tacchi alti che ti fanno sentire in perfetta forma, prendi la macchina e imbocchi l’autostrada. E la musica bastarda, ti prende all’improvviso e parole si infrangono sul tuo parabrezza,  ti fanno crollare in due righe nere di mascara e in un attimo non sei più forte come pensavi…

Ascoltando Vecchioni

Il dolore è una vela

così incredibilmente lieve

che nemmeno lo senti,

comincia con la cadenza

dolce della neve,

ed è lì che ti perdi.

Ha la faccia di un bambino

e gli occhi di un lupo triste

che ti lecca la mano,

conosce ogni parola che non esiste

e te le insegna una per una

piano piano

Ed improvvisamente ecco che hai dimenticato

com’era bello l’amore,

e te ne vai in giro

come un vecchio cane sfiancato

che non sente più nessun odore,

torni a casa con la divisa di un soldato

che non crede più nell’onore

Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via,

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via

Il bambino rincorreva

la sua barca di carta,

che ci vedeva la vita,

ma il tempo non ha tempo,

l’orologio s’incarta,

la bussola è impazzita

cammini dentro una nebbia

di persone e di cose

che ti facevano sognare,

e hai voglia di andar via

senza accampare scuse

per non aver saputo amare,

quando hai finito tutte le più inutili scuse

per potere restare

Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via,

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via

Non ne ho la forza nè la voglia di provarci

e neanche le ragioni,

altro che balle, sentimenti, tuffi al cuore

e piagnistei per scrivere canzoni;

vorrei guardare più lontano,

ma lontano adesso è un tempo

spaventosamente breve,

vorrei sparire, cancellarmi, non amarmi,

risvegliarmi che non so nemmeno dove

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via,

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via,

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via,

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via

E allora ti trucchi al mattino, ti guardi allo specchio e copri i segni della pessima notte che hai passato. Ti vesti e infili tutti i “devo fare questo e quello” e immancabilmente dimentichi un pezzo, allora ricominci ad organizzare fino al punto che tutto sembra avere un ordine.

E profumata e ben vestita, ondeggiando sui tacchi alti che ti fanno sentire in perfetta forma, prendi la macchina e imbocchi l’autostrada. E la musica bastarda, ti prende all’improvviso e parole si infrangono sul tuo parabrezza, ti fanno crollare in due righe nere di mascara e in un attimo non sei più forte come pensavi…

Ascoltando Vecchioni

Il dolore è una vela

così incredibilmente lieve

che nemmeno lo senti,

comincia con la cadenza

dolce della neve,

ed è lì che ti perdi.

Ha la faccia di un bambino

e gli occhi di un lupo triste

che ti lecca la mano,

conosce ogni parola che non esiste

e te le insegna una per una

piano piano

Ed improvvisamente ecco che hai dimenticato

com’era bello l’amore,

e te ne vai in giro

come un vecchio cane sfiancato

che non sente più nessun odore,

torni a casa con la divisa di un soldato

che non crede più nell’onore

Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via,

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via

Il bambino rincorreva

la sua barca di carta,

che ci vedeva la vita,

ma il tempo non ha tempo,

l’orologio s’incarta,

la bussola è impazzita

cammini dentro una nebbia

di persone e di cose

che ti facevano sognare,

e hai voglia di andar via

senza accampare scuse

per non aver saputo amare,

quando hai finito tutte le più inutili scuse

per potere restare

Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via,

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via

Non ne ho la forza nè la voglia di provarci

e neanche le ragioni,

altro che balle, sentimenti, tuffi al cuore

e piagnistei per scrivere canzoni;

vorrei guardare più lontano,

ma lontano adesso è un tempo

spaventosamente breve,

vorrei sparire, cancellarmi, non amarmi,

risvegliarmi che non so nemmeno dove

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via,

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via,

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via,

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via

 

"Sua eccellenza trascorreva le sue giornate stande seduto davanti alla finestra a guardare il cielo, e se di tanto in tanto abbbassava gli occhi per guardarsi le ginocchia e le mani,  se pensava al presente, provava subito una sensazione di stupore e di orrore: cosa gli era successo? Era proprio lui quell’uomo incapace di muoversi, che doveva essere accudito in ogni sua necessità, come un canarino in gabbia o come un neonato? Ma, di solito, sua eccellenza non pensava al presente. Rivedeva immagini e volti  e circostanze d’una vita che era stata la sua vita, e ne riviveva alcuni fatti e alcuni momenti  che la memoria  gli faceva sembrare nuovamente reali. Non aveva alcuna percezione di dover morire entro pochi giorni….."

(Sebastiano Vassalli "Il padre della Patria")

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