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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

dicembre 2007

BUON ANNO RAGAZZI

spero che il nuovo anno porti davvero quello che ognuno di voi sogna, spera, pensa e … scrive.

Visto che in questi giorni sono in vena di revival e continua a frullarmi in testa "Harry ti presento Sally", vi lascio un’altra scena di questo film che adoro tanto.

Per quel che mi riguarda, brinderò aspettando nuovi sogni da sognare.

Ci rivediamo l’anno prossimo.

 

BUON ANNO RAGAZZI

spero che il nuovo anno porti davvero quello che ognuno di voi sogna, spera, pensa e … scrive.

Visto che in questi giorni sono in vena di revival e continua a frullarmi in testa “Harry ti presento Sally”, vi lascio un’altra scena di questo film che adoro tanto.

Per quel che mi riguarda, brinderò aspettando nuovi sogni da sognare.

Ci rivediamo l’anno prossimo.

CHIAVI DI LETTURA

DEDICATO A…..

sapere di essere fragili

a volte

è il miglior punto di forza

Buonanotte

CHIAVI DI LETTURA

DEDICATO A…..

sapere di essere fragili

a volte

è il miglior punto di forza

Buonanotte

Legnago (Vr) … passeggiata accanto al Fiume

Così mi son forzata di non pensare che dal 27 dicembre dell’anno scorso il nonno non c’è più. Non volevo cadere nella trappola dell’anniversario, non volevo che ci cadesse mamma. Ma oggi è il 29, sono passati 367 giorni, non è più un anniversario e allora posso pensare a lui, alla Razza Piave, che l’anno scorso di questi giorni sfidava il gelo per tornare dalla sua Bianca. Però questa sera lo voglio ricordare con una cosuccia che avevo buttato giù in quei giorni. Sono parole di scarso valore artistico e stilistico, ho usato parole semplicissime come lui, alcune frasi che a volte diceva, i suoi racconti,  e quel dialetto che nelle sue intenzioni era "parlare italiano" ma che scivolava sempre in quella lingua che per me è Casa.

La storia è chiaramente inventata, non c’è mai stato alcun incontro tra il nonno e Secondo Casadei, ma era un camionista e anche a ottanta anni si emozionava sentendo Romagna Mia, diceva che gli ricordava quando viaggiava su e giù per l’Italia e pensava di tornare presto dalla nonna.

E’ il mio modo per dargli la buona notte e di pensarlo finalmente insieme alla sua Bianca, seduti sui gradini di casa come abbiamo fatto tante sere insieme nella casa al mare.

Buona notte nonno

Romagna mia

A mio nonno
 
 
L’ultimo tremolio e lo sbuffo del camion segnavano l’arrivo dell’ora di cena. Il caldo polveroso della cabina era tutto colato sulla schiena provata dalle ore di guida solitaria. Un cigolio e la portiera chiusa. Ecco lì il fontanile del cortile, conosceva quella trattoria, in fondo perché rischiare quando si sa dove trovare un buon piatto di pasta e un prezzo modico?
Con una mano spingeva lo stantuffo della pompa e con l’altra si passava l’acqua sul viso, sulla nuca, sulla testa arrossata, poi beveva un po’ di quel fresco e buono che ristoravano la gola. Si ascigò e infilò la camicia tenuta appesa per non sgualcirla e bagnarla di sudore. Non si può andare a tavola sporchi e sudati!

Legnago (Vr) … passeggiata accanto al Fiume

Così mi son forzata di non pensare che dal 27 dicembre dell’anno scorso il nonno non c’è più. Non volevo cadere nella trappola dell’anniversario, non volevo che ci cadesse mamma. Ma oggi è il 29, sono passati 367 giorni, non è più un anniversario e allora posso pensare a lui, alla Razza Piave, che l’anno scorso di questi giorni sfidava il gelo per tornare dalla sua Bianca. Però questa sera lo voglio ricordare con una cosuccia che avevo buttato giù in quei giorni. Sono parole di scarso valore artistico e stilistico, ho usato parole semplicissime come lui, alcune frasi che a volte diceva, i suoi racconti, e quel dialetto che nelle sue intenzioni era “parlare italiano” ma che scivolava sempre in quella lingua che per me è Casa.

La storia è chiaramente inventata, non c’è mai stato alcun incontro tra il nonno e Secondo Casadei, ma era un camionista e anche a ottanta anni si emozionava sentendo Romagna Mia, diceva che gli ricordava quando viaggiava su e giù per l’Italia e pensava di tornare presto dalla nonna.

E’ il mio modo per dargli la buona notte e di pensarlo finalmente insieme alla sua Bianca, seduti sui gradini di casa come abbiamo fatto tante sere insieme nella casa al mare.

Buona notte nonno

Romagna mia

A mio nonno

L’ultimo tremolio e lo sbuffo del camion segnavano l’arrivo dell’ora di cena. Il caldo polveroso della cabina era tutto colato sulla schiena provata dalle ore di guida solitaria. Un cigolio e la portiera chiusa. Ecco lì il fontanile del cortile, conosceva quella trattoria, in fondo perché rischiare quando si sa dove trovare un buon piatto di pasta e un prezzo modico?

Con una mano spingeva lo stantuffo della pompa e con l’altra si passava l’acqua sul viso, sulla nuca, sulla testa arrossata, poi beveva un po’ di quel fresco e buono che ristoravano la gola. Si ascigò e infilò la camicia tenuta appesa per non sgualcirla e bagnarla di sudore. Non si può andare a tavola sporchi e sudati!

TROPPO STRUTTURATA E CHIUSA IN UNA TORRE D’AVORIO…. E PAZIENZA!!!
sottotitolo: si fanno monili fantastici con l’avorio

 Elucubrazioni odierne: 

– Credo che l’ironia sia la manifestazione di forme di intelligenza sul pianeta terra. Chi ne ha paura non si è evoluto rispetto a quelli che pensavano che la terra fosse piatta e chi si sa barcamenare zigzagando tra verità ed ironia è qualcuno che non solo conosce le parole e le sa usare, ma sa travalicare il loro significato "piatto" e cogliere le "rotondità" dei contenuti.

– Credo che la libertà sia indossare l’orologio alle nove del mattino e accorgerti di averlo indossato solo alle otto di sera quando ti stai spogliando.

– Credo che la via per la conoscienza profonda sia quella che si percorre superando strutture e sovrastrutture altrui e, tanto che ci sono, aggiungo che penso sia giusto che ognuno di noi decida di proteggere se stesso come meglio crede e solo il rispetto e l’affetto possono aprire le porte della nostra anima. Chi non ha voglia di provare tutte le chiavi del chiavistello può tranquillamente evitare di provarci, rovinerebbe solo gli ingranaggi della porta.

– Credo che chi si arroga il diritto di chiedere la Verità, deve essere ingrado saper ascoltare la Verità.

p.s. FOTO PER LAPO: papi ecco così per una volta vedi i miei capelli fatti dalla parrucchiera … terribilmente strutturati ma al primo shampoo torno selvatica hihihi

 

TROPPO STRUTTURATA E CHIUSA IN UNA TORRE D’AVORIO…. E PAZIENZA!!!

sottotitolo: si fanno monili fantastici con l’avorio

Elucubrazioni odierne:

– Credo che l’ironia sia la manifestazione di forme di intelligenza sul pianeta terra. Chi ne ha paura non si è evoluto rispetto a quelli che pensavano che la terra fosse piatta e chi si sa barcamenare zigzagando tra verità ed ironia è qualcuno che non solo conosce le parole e le sa usare, ma sa travalicare il loro significato “piatto” e cogliere le “rotondità” dei contenuti.

– Credo che la libertà sia indossare l’orologio alle nove del mattino e accorgerti di averlo indossato solo alle otto di sera quando ti stai spogliando.

– Credo che la via per la conoscienza profonda sia quella che si percorre superando strutture e sovrastrutture altrui e, tanto che ci sono, aggiungo che penso sia giusto che ognuno di noi decida di proteggere se stesso come meglio crede e solo il rispetto e l’affetto possono aprire le porte della nostra anima. Chi non ha voglia di provare tutte le chiavi del chiavistello può tranquillamente evitare di provarci, rovinerebbe solo gli ingranaggi della porta.

– Credo che chi si arroga il diritto di chiedere la Verità, deve essere ingrado saper ascoltare la Verità.

p.s. FOTO PER LAPO: papi ecco così per una volta vedi i miei capelli fatti dalla parrucchiera … terribilmente strutturati ma al primo shampoo torno selvatica hihihi

Amò ma cum’è che come me metti di buon umore tu

nessuno ar monno ce riesce?

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