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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

gennaio 2008

La mia marea è nella prima pagina di goooooogle 

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La mia marea è nella prima pagina di goooooogle

Ci sono cose che impariamo da bambini e che restano nella nostra memoria. Spesso mi sono ripetuta stralci di questa poesia in inglese imparata alle elementari, e finalmente oggi l’ho trovata scartabellando in internet, non ricordavo il titolo e l’autore

I, too, sing America.

I am the darker brother.

They send me to eat in the kitchen

When company comes,

But I laugh,

And eat well,

And grow strong.

Tomorrow,

I’ll be at the table

When company comes.

Nobody’ll dare

Say to me,

"Eat in the kitchen,"

Then.

Besides,They’ll see how beautiful I am

And be ashamed

I, too, am America.

(Author: Poetry of Langston Hughes)

Ci sono cose che impariamo da bambini e che restano nella nostra memoria. Spesso mi sono ripetuta stralci di questa poesia in inglese imparata alle elementari, e finalmente oggi l’ho trovata scartabellando in internet, non ricordavo il titolo e l’autore

I, too, sing America.

I am the darker brother.

They send me to eat in the kitchen

When company comes,

But I laugh,

And eat well,

And grow strong.

Tomorrow,

I’ll be at the table

When company comes.

Nobody’ll dare

Say to me,

“Eat in the kitchen,”

Then.

Besides,They’ll see how beautiful I am

And be ashamed

I, too, am America.

(Author: Poetry of Langston Hughes)

Ho imbustato la lettera per la mia Prof….

è sempre un’emozione chiudere speranze in una busta

e attendere la risposta di inchiostro su carta.

Ho imbustato la lettera per la mia Prof….

è sempre un’emozione chiudere speranze in una busta

e attendere la risposta di inchiostro su carta.

 

E se le cose funzionassero davvero così? Se imparassi a difendere me stessa, non con il vomito o gli svenimenti, ma con forza. Non aggressività certo, ma il coraggio di restare in piedi mentre chiedo e pretendo rispetto.  Se iniziassi davvero a pensare che lo merito? Se fosse questo il regalo del 2008?

Perchè qualcosa è cambiato, lo sento. E non so ancora se è bene o male, ma diverso sicuramente si. Un tarlo, infinitamente piccolo a volte, una voce che contro ogni logica reale …  ride.  Un paltò fatto della mia stessa carne, qualcosa che mi veste, mi scalda, mi protegge e che vuole tornare a vivere con me. Non lo vedo ancora, non ho uno specchio, ma lo sento sulla pelle. E’ quella distanza da me stessa che mi permette di fidarmi del mio pensare, del mio sentire, che mi toglie la voglia di commiserarmi e fare la vittima, perchè vittima non sono.

Ho voglia di tornare a Vivere, con tutte le emozioni che so provare e forse sto ritrovando quella lucidità che mi è mancata in questi mesi, questa necessità di supplicare Amore. Ora sto in piedi da sola. Non corro ancora certo, che ad essere ottimisti si fa sempre in tempo, ma sento quella rabbia buona che mi ha sempre salvato. E non è pensare di non aver bisogno di nessuno al mondo, è più realizzare di meritare di avere amore e di dare amore. E quella consapevolezza di poter essere forte, capace di non dipendere dal giudizio delle persone, nemmeno da quelle a me più care,  non dimenticando di imparare da loro.

Lo so che a volte non è facile seguirmi, non è facile capirmi e soprattutto è dannatamente difficile amarmi. So che spesso faccio delle scelte che sembrano assurde, però c’è sempre un sottile filo rosso,  a volte inconscio, che mi ricorda in che direzione sto andando. So quello che costruisco con le persone, so quanto profonde siano le radici dei sentimenti e sono assolutamente consapevole che il bene travalica le etichette e i ruoli, è bene, solo bene, profondo e sincero a volte solo mascherato di paura.

E se le cose funzionassero davvero così? Se imparassi a difendere me stessa, non con il vomito o gli svenimenti, ma con forza. Non aggressività certo, ma il coraggio di restare in piedi mentre chiedo e pretendo rispetto. Se iniziassi davvero a pensare che lo merito? Se fosse questo il regalo del 2008?

Perchè qualcosa è cambiato, lo sento. E non so ancora se è bene o male, ma diverso sicuramente si. Un tarlo, infinitamente piccolo a volte, una voce che contro ogni logica reale … ride. Un paltò fatto della mia stessa carne, qualcosa che mi veste, mi scalda, mi protegge e che vuole tornare a vivere con me. Non lo vedo ancora, non ho uno specchio, ma lo sento sulla pelle. E’ quella distanza da me stessa che mi permette di fidarmi del mio pensare, del mio sentire, che mi toglie la voglia di commiserarmi e fare la vittima, perchè vittima non sono.

Ho voglia di tornare a Vivere, con tutte le emozioni che so provare e forse sto ritrovando quella lucidità che mi è mancata in questi mesi, questa necessità di supplicare Amore. Ora sto in piedi da sola. Non corro ancora certo, che ad essere ottimisti si fa sempre in tempo, ma sento quella rabbia buona che mi ha sempre salvato. E non è pensare di non aver bisogno di nessuno al mondo, è più realizzare di meritare di avere amore e di dare amore. E quella consapevolezza di poter essere forte, capace di non dipendere dal giudizio delle persone, nemmeno da quelle a me più care, non dimenticando di imparare da loro.

Lo so che a volte non è facile seguirmi, non è facile capirmi e soprattutto è dannatamente difficile amarmi. So che spesso faccio delle scelte che sembrano assurde, però c’è sempre un sottile filo rosso, a volte inconscio, che mi ricorda in che direzione sto andando. So quello che costruisco con le persone, so quanto profonde siano le radici dei sentimenti e sono assolutamente consapevole che il bene travalica le etichette e i ruoli, è bene, solo bene, profondo e sincero a volte solo mascherato di paura.

Caterina che stringi la notte
e questa notte si ferma dov’è
Caterina che ascolti e non parli di te
la bellezza ti illumina il pianto

Non è un vivere sempre di Maggio
non è un cantico e questo lo sai
sfiori il tempo, conosci l’amore e lo fai
senza amore, col solo coraggio che hai

Stella incerta dell’attesa
stella sfortunata e offesa
vivido dolore, malinconia
chiudi i tuoi cancelli al mondo…
e vai via

Caterina che inganni la notte
ma questa notte tradisce anche te
Caterina che passi nel freddo che c’è
quest’inverno è già neve e rimpianto, per te

Stella incerta dell’attesa
stella sfortunata e offesa
vivido dolore, malinconia
chiudi i tuoi cancelli al mondo…
e vai via.

 

(…. è bellissima….)

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