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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

giugno 2008

Onorando l’invito avuto da Enrico ecco postato il mio "racconto" sull’ascensore. Fa schifo ma visto che sono sotto oppiacei non puoi lamentarti 🙂
L’ascensore (*)
  
L’odore di polvere e cartoni umidi era ovunque. Le corde stringevano i polsi e il terrore scorreva sulla pelle madida. Solo il respiro imbavagliato echeggiava nel mortale silenzio.
 
“Fiori per la signora M.”.
“Quinto piano, porta a sinistra”
 
L’ascensore fuori servizio e un fremito intimo sotto la pelle eccitata. Cinque piani nell’afa agostana di un palazzo semideserto.
Piano primo. Come la prima volta che mi hai ignorato mentre servivo il tuo secondo martini con ghiaccio e arancio. Il primo lo hai rifiutato perché c’era il limone e stizzita ti sei lamentata di me, mentre io umiliato tornavo al banco con il mio errore servito sul vassoio.
Piano secondo: Come la seconda volta che ti sei seduta a quel tavolo sola. Non c’erano le tue amiche e vestivi con un semplice abito bianco e quasi non sembravi più tu, così struccata e semplice, lontana anni luce dalla gagarella del Biffi Scala che mi aveva rifiutato quel giorno sbuffando e ridendo di me.
Piano terzo e il terzo lunedì del mese. La riunione con il tuo gruppo di lettura. Ti ho aspettato su quel marciapiede solo per poterti accarezzare con lo sguardo… e tu non ti sei mai accorta di me.
Piano quarto: come le quattro parole che sono riuscito a dirti “Buongiorno signora, mi scusi….” E poi quel uomo è arrivato e ti ha baciata e lo so che non è tuo marito. Perché lui? Lui che gronda voglia dalla bocca volgare e che sporca la tua pelle di baci viscidi e sperma.
Piano quinto, l’ultimo. Siamo sullo stesso piano ora? Non lo saremo mai, me lo hai insegnato tu amore mio e io sono così stanco di dover arrampicarmi per raggiungerti. Questa volta, amore, scendi tu….
 
Milano, muore una donna nel crollo di un ascensore
Un cedimento delle funi e la cabina precipita giù nei piani bassi: a Milano  una donna  è morta e  nel crollo dell’ascensore avvenuto in un edificio. La vittima si chiamava Bianca M., di 43 anni. Il marito, l’avvocato M., 54 anni, è stato ricoverato in stato di shock, ma le sue condizioni non sono gravi.
Le cause per le quali l’argano motore si e’ spezzato saranno chiarite dai periti nei prossimi giorni.  Il crollo della cabina ha provocato lo sfondamento del solaio sotto il quale è situato il cantinato ove è stato rinvenutoo il cadavere della signora Bianca M. . Gli investigatori stanno cercando di capire i motivi per i quali uno dei due ganci della cabina ascensore, chiuso con un catenaccio, sia stato divelto. Da dalle prime indiscrezioni pare che l’origine dell’incidente sia di origine dolosa e pare che la vittima sia stata trovata legata e imbavagliati, ma al momento non si hanno conferme ufficiali. Gli inquirenti indagano sulla vita della famiglia.
 
 
 
 (*) liberamente ispirato a questo articolo di cronaca http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,47086,00.html
 
 
 
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Onorando l’invito avuto da Enrico ecco postato il mio “racconto” sull’ascensore. Fa schifo ma visto che sono sotto oppiacei non puoi lamentarti 🙂

L’ascensore (*)

L’odore di polvere e cartoni umidi era ovunque. Le corde stringevano i polsi e il terrore scorreva sulla pelle madida. Solo il respiro imbavagliato echeggiava nel mortale silenzio.

“Fiori per la signora M.”.

“Quinto piano, porta a sinistra”

L’ascensore fuori servizio e un fremito intimo sotto la pelle eccitata. Cinque piani nell’afa agostana di un palazzo semideserto.

Piano primo. Come la prima volta che mi hai ignorato mentre servivo il tuo secondo martini con ghiaccio e arancio. Il primo lo hai rifiutato perché c’era il limone e stizzita ti sei lamentata di me, mentre io umiliato tornavo al banco con il mio errore servito sul vassoio.

Piano secondo: Come la seconda volta che ti sei seduta a quel tavolo sola. Non c’erano le tue amiche e vestivi con un semplice abito bianco e quasi non sembravi più tu, così struccata e semplice, lontana anni luce dalla gagarella del Biffi Scala che mi aveva rifiutato quel giorno sbuffando e ridendo di me.

Piano terzo e il terzo lunedì del mese. La riunione con il tuo gruppo di lettura. Ti ho aspettato su quel marciapiede solo per poterti accarezzare con lo sguardo… e tu non ti sei mai accorta di me.

Piano quarto: come le quattro parole che sono riuscito a dirti “Buongiorno signora, mi scusi….” E poi quel uomo è arrivato e ti ha baciata e lo so che non è tuo marito. Perché lui? Lui che gronda voglia dalla bocca volgare e che sporca la tua pelle di baci viscidi e sperma.

Piano quinto, l’ultimo. Siamo sullo stesso piano ora? Non lo saremo mai, me lo hai insegnato tu amore mio e io sono così stanco di dover arrampicarmi per raggiungerti. Questa volta, amore, scendi tu….

Milano, muore una donna nel crollo di un ascensore

Un cedimento delle funi e la cabina precipita giù nei piani bassi: a Milano una donna è morta e nel crollo dell’ascensore avvenuto in un edificio. La vittima si chiamava Bianca M., di 43 anni. Il marito, l’avvocato M., 54 anni, è stato ricoverato in stato di shock, ma le sue condizioni non sono gravi.

Le cause per le quali l’argano motore si e’ spezzato saranno chiarite dai periti nei prossimi giorni. Il crollo della cabina ha provocato lo sfondamento del solaio sotto il quale è situato il cantinato ove è stato rinvenutoo il cadavere della signora Bianca M. . Gli investigatori stanno cercando di capire i motivi per i quali uno dei due ganci della cabina ascensore, chiuso con un catenaccio, sia stato divelto. Da dalle prime indiscrezioni pare che l’origine dell’incidente sia di origine dolosa e pare che la vittima sia stata trovata legata e imbavagliati, ma al momento non si hanno conferme ufficiali. Gli inquirenti indagano sulla vita della famiglia.

(*) liberamente ispirato a questo articolo di cronaca http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,47086,00.html

 

La mia casa inizia ad essere il piccolo tempio di libri che volevo. Il primo lotto di libreria è pieno, così come il mobiletto della nicchia, il tavolino all’ingresso, la libreria nello studio e le mensole sopra la porta ei comodini della camera. Con somma soddisfazione ho inziato una nuova sezione dedicata ai libri scritti dai miei amici. Sono a quota quattro scritti. E’ ora di progettere l’up grade degli scaffali… è ora di creare nuovo spazio da riempire di sapere.

La mia casa inizia ad essere il piccolo tempio di libri che volevo. Il primo lotto di libreria è pieno, così come il mobiletto della nicchia, il tavolino all’ingresso, la libreria nello studio e le mensole sopra la porta ei comodini della camera. Con somma soddisfazione ho inziato una nuova sezione dedicata ai libri scritti dai miei amici. Sono a quota quattro scritti. E’ ora di progettere l’up grade degli scaffali… è ora di creare nuovo spazio da riempire di sapere.

Tratto da:
 BEAT e MONDO BEAT
di Matteo Guarnaccia ed. Stampa Alternativa


"Ferlinghetti possiede l’arsenale, o se preferite  il santuario, della letteratura della beat generation. E’ una piccola, tranquilla libreria situata in Colombus Avenue, il viale di cui parla nella poesia dedicata alla statua di San Francesco, che è pochi isolati più innanzi. A pochi passi  dalla libreria formicola la vita intensissima di Chinatown, il quartiere cinese di San Francisco,. I commessi sono dei beatnik timidi, direi quasi casti, che vi accolgono con sorrisi discreti e, quando avete fatto amicizia, vi mettono in mano il loro ultimo volume di poesie. Una scaletta porta a un
seminterrato, dove attorno ad un tavolino si raccolgono di tanto in tanto Ferlinghetti e gli amici in tranquille conversazioni, in un’atmosfera a dir poco ovattata. Ai muri ci sono ritagli di giornali, testate di bollettini anarchici di tutto il mondo, petizioni contro la guerra o contra la bomba atomica che i visitatori sono invitati a firmare. E lui, Ferlinghetti, che è nato a New York nel 1919, ha combattuto in Europa e ha trascorso alcuni anni del dopoguerra a Parigi, è un uomo  tranquillo e dolce, dagli occhi chiari che non si riesce a immaginare nel turbine di una seduta di jazz e di declamzione di poesie, a fianco dell’irruente Kenneth Rexroth che è spesso il suo partner in tali occasioni. La libreria di Ferlinghetti, la City Light Bookshop, pubblica volumetti di poesie e prosia dei suoi amici, in edizioni minuscole ed economiche, e vi si possono trovare testi di autori d’avanguardia di ogni paese in una curiosa atmosfera da cartoleria di provincia…"

… io 18,3 Kg fa 🙂

Tratto da:
BEAT e MONDO BEAT
di Matteo Guarnaccia ed. Stampa Alternativa


“Ferlinghetti possiede l’arsenale, o se preferite il santuario, della letteratura della beat generation. E’ una piccola, tranquilla libreria situata in Colombus Avenue, il viale di cui parla nella poesia dedicata alla statua di San Francesco, che è pochi isolati più innanzi. A pochi passi dalla libreria formicola la vita intensissima di Chinatown, il quartiere cinese di San Francisco,. I commessi sono dei beatnik timidi, direi quasi casti, che vi accolgono con sorrisi discreti e, quando avete fatto amicizia, vi mettono in mano il loro ultimo volume di poesie. Una scaletta porta a un
seminterrato, dove attorno ad un tavolino si raccolgono di tanto in tanto Ferlinghetti e gli amici in tranquille conversazioni, in un’atmosfera a dir poco ovattata. Ai muri ci sono ritagli di giornali, testate di bollettini anarchici di tutto il mondo, petizioni contro la guerra o contra la bomba atomica che i visitatori sono invitati a firmare. E lui, Ferlinghetti, che è nato a New York nel 1919, ha combattuto in Europa e ha trascorso alcuni anni del dopoguerra a Parigi, è un uomo tranquillo e dolce, dagli occhi chiari che non si riesce a immaginare nel turbine di una seduta di jazz e di declamzione di poesie, a fianco dell’irruente Kenneth Rexroth che è spesso il suo partner in tali occasioni. La libreria di Ferlinghetti, la City Light Bookshop, pubblica volumetti di poesie e prosia dei suoi amici, in edizioni minuscole ed economiche, e vi si possono trovare testi di autori d’avanguardia di ogni paese in una curiosa atmosfera da cartoleria di provincia…”

… io 18,3 Kg fa 🙂



Se lo sapevo andavo al circo al posto dei poliambulatori dell’OSPEDALE DI LEGNANO (giusto per non fare riferimento alcuno). Mi sono trovata un Dottore con le scimmie nel cervello,  indeciso se prendere il caffè, fumarsi una sigaretta o degnarsi di guardare la mia risonanza dicendomi che avevo l’ernia. Dai??? Ma quanti anni di studio bisogna fare per leggere "ernia" e cacchio, sono ben 5 lettere eh! Il genio arrivato direttamente dal Muppet show mi ha detto in breve che devo vedere se passa, se non passa mi operano. Cure non ce ne sono se non pregare nell’avvento della protezione Celeste perchè potrebbe migliorare, ma anche no e nel frattempo posso fare tutto ma devo evitare tutto. Se resto in cinta cazzi miei, niente più farmaci e mi devo tenere i dolori che solo chi li ha provati o mi ha vista domenica notte sa cosa sono… Questo  è il motivo per cui paghiamo le tasse, queste sono le strutture che la sanità italiana ci offre.  Ovviamente ora mi rivolgerò a qualche genio privato perchè sono gli unici che non hanno una lista d’attesa semestrale il quale mi proporrà qualche cura innovativa alla modica cifra di mila euri. Il Dottore con le scimmie nel cervello si è anche premurato di dirmi che la S. Rita o del Galeazzi e di tutte le cliniche che lavorano a "provvigione" fanno la stessa cosa, mi possono operare anche domani anche se non serve e ha ben chiarito che se mi operano potrebbero esserci gravi danni fino alla paralisi del piede… che così io adesso non sono nemmeno tanto spaventata. Ci aggiorniamo alle prossime puntate … forse.


Se lo sapevo andavo al circo al posto dei poliambulatori dell’OSPEDALE DI LEGNANO (giusto per non fare riferimento alcuno). Mi sono trovata un Dottore con le scimmie nel cervello, indeciso se prendere il caffè, fumarsi una sigaretta o degnarsi di guardare la mia risonanza dicendomi che avevo l’ernia. Dai??? Ma quanti anni di studio bisogna fare per leggere “ernia” e cacchio, sono ben 5 lettere eh! Il genio arrivato direttamente dal Muppet show mi ha detto in breve che devo vedere se passa, se non passa mi operano. Cure non ce ne sono se non pregare nell’avvento della protezione Celeste perchè potrebbe migliorare, ma anche no e nel frattempo posso fare tutto ma devo evitare tutto. Se resto in cinta cazzi miei, niente più farmaci e mi devo tenere i dolori che solo chi li ha provati o mi ha vista domenica notte sa cosa sono… Questo è il motivo per cui paghiamo le tasse, queste sono le strutture che la sanità italiana ci offre. Ovviamente ora mi rivolgerò a qualche genio privato perchè sono gli unici che non hanno una lista d’attesa semestrale il quale mi proporrà qualche cura innovativa alla modica cifra di mila euri. Il Dottore con le scimmie nel cervello si è anche premurato di dirmi che la S. Rita o del Galeazzi e di tutte le cliniche che lavorano a “provvigione” fanno la stessa cosa, mi possono operare anche domani anche se non serve e ha ben chiarito che se mi operano potrebbero esserci gravi danni fino alla paralisi del piede… che così io adesso non sono nemmeno tanto spaventata. Ci aggiorniamo alle prossime puntate … forse.

Questa mattina visita dall’allegro cihrurgo !!!

Speriamo bene

p.s. Mi portano mio padre (che ci stà perchè non guido) e MIA MADRE  perchè vogliono sentire cosa dice il dottore e hanno paura che io non dica tutte le cose… ma ci rendiamo conto!!! Userò il mio bastone come arma di difesa!!!

 

 

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