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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

settembre 2008

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Per festeggiare la prima lezione ho ben pensato di rispolverare l’ormai nostro eroe vagabondo: Nick Beat, lascerò a lui tracciare l’emozione di questa giornata.



E così Nick Beat aveva scelto la città. Aveva puntato il dito su un posto del mondo sconosciuto e aveva scelto un  punto lontano dal deserto, l’Europa e tra  l’Europa l’Italia, il crocevia più  antico e primordiale  eppure futurista e futuristica avventura. Aveva scelto un cosmopolitismo ancestrale, così almeno raccontava a se stesso Nick Beat.

E camminava ora, costeggiando quella sabbia marmorea scivolata tra le dita dell’Artista, diventata guglie e santi, demoni, sacra icona di una città pagana devota all’Oro che la sovrastava da sempre, o almeno sembrava. Era esistita mai una Milano senza il suo duomo?  

Ed era abitante, ora, agli occhi del pubblico passante, lui che era stato eremita nel deserto e cittadino apolide nel mondo. Ora apparteneva, si integrava all’asfalto e alla polvere, diversa, certo,  da quella di Santa Fe, o forse non così tanto. Portava sempre con sé, un po’ della sua lavanda per ricordare l’odore di casa; essiccata, fragile e  sbiadita, a tenere il segno tra le nuove pagine patinate. Aveva scelto il modo più elementare per diventare abitante abitato dalla città. Si era seduto ad un banco e aveva ripreso da dove tutto si era interrotto.

 

To be continued (?)

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Per festeggiare la prima lezione ho ben pensato di rispolverare l’ormai nostro eroe vagabondo: Nick Beat, lascerò a lui tracciare l’emozione di questa giornata.



E così Nick Beat aveva scelto la città. Aveva puntato il dito su un posto del mondo sconosciuto e aveva scelto un punto lontano dal deserto, l’Europa e tra l’Europa l’Italia, il crocevia più antico e primordiale eppure futurista e futuristica avventura. Aveva scelto un cosmopolitismo ancestrale, così almeno raccontava a se stesso Nick Beat.

E camminava ora, costeggiando quella sabbia marmorea scivolata tra le dita dell’Artista, diventata guglie e santi, demoni, sacra icona di una città pagana devota all’Oro che la sovrastava da sempre, o almeno sembrava. Era esistita mai una Milano senza il suo duomo?

Ed era abitante, ora, agli occhi del pubblico passante, lui che era stato eremita nel deserto e cittadino apolide nel mondo. Ora apparteneva, si integrava all’asfalto e alla polvere, diversa, certo, da quella di Santa Fe, o forse non così tanto. Portava sempre con sé, un po’ della sua lavanda per ricordare l’odore di casa; essiccata, fragile e sbiadita, a tenere il segno tra le nuove pagine patinate. Aveva scelto il modo più elementare per diventare abitante abitato dalla città. Si era seduto ad un banco e aveva ripreso da dove tutto si era interrotto.

To be continued (?)

Ritrovarmi nella morbidezza del tuo abbraccio, toccarsi, infrangere le barriere del proprio spazio. Di nuovo carne della carne, Amore dell’Amore. A volte crescere non basta per smettere di amare la tua culla.
Vedrai starai bene, starai sempre bene, perchè non c’è mondo che esista senza di te.
 
Ritrovarmi nella morbidezza del tuo abbraccio, toccarsi, infrangere le barriere del proprio spazio. Di nuovo carne della carne, Amore dell’Amore. A volte crescere non basta per smettere di amare la tua culla.
Vedrai starai bene, starai sempre bene, perchè non c’è mondo che esista senza di te.

ammettiamolo… il giardinaggio oggi non fa per me…..
ammettiamolo… il giardinaggio oggi non fa per me…..

Uh che mal di stesta…. il martini dentro la birra non è una fantastica idea…. solo che lo scopri il giorno dopo

Uh che mal di stesta…. il martini dentro la birra non è una fantastica idea…. solo che lo scopri il giorno dopo

Sta sera mi sa che si va Alla Casa…. e mi sa che ci spaccheremo un tot… o magari no…. sta di fatto che sono quasi le 23 e la Micky si deve muovere a passare a  prendermi…. sono stranamente in orario…. o meglio, lei conosce i miei ritardi e arriva con quella mezz’ora di ritardo che di solito ho io… però non vale. Odio aspettare.

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