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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

febbraio 2010

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Serate vuote in completa assenza di te. Raschia il fondo dello stomaco una graniglia ruvida di pensieri informi. Restano unghie spezzate, mani graffiate, doloranti per aver sorretto il peso morto per un istante. Nebulose di incipit si dissolvono spinte dal soffio gelido della paura, dell’insicurezza. Hai sbattuto tutto fuori, hai fatto il lavoro sporco e adesso inizia l’astuzia, il pensiero, la realtà…

Scivoli sulle pigne di carte rimaste ingovernate, inerme, inutile. Rinasci tra pensieri schiavi di pagine non scritte per te, dove ti ritrovi, ti rileggi, dove sei….

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Serate vuote in completa assenza di te. Raschia il fondo dello stomaco una graniglia ruvida di pensieri informi. Restano unghie spezzate, mani graffiate, doloranti per aver sorretto il  peso morto per un istante. Nebulose di incipit si dissolvono spinte dal soffio gelido della paura, dell’insicurezza. Hai sbattuto tutto fuori, hai fatto il lavoro sporco e adesso inizia l’astuzia, il pensiero, la realtà…

 

Scivoli sulle pigne di carte rimaste ingovernate, inerme, inutile. Rinasci tra pensieri schiavi di  pagine non scritte per te, dove ti ritrovi, ti rileggi, dove sei….

 

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Rondini Metropolitane


C’erano una volta le rondini a far primavera. Le vedevi volteggiare, quasi un miraggio dopo il cielo stanco invernale,  e restavi con il naso in su ad aspettare di sentire un alito di fiore di pesco farsi strada tra lo smog nebbioso.

E ci sono oggi questi piccoli stormi. Li senti, basculanti aperte, armeggiare nei garage. Sbattono teli, ricaricano batterie, lubrificano ingranaggi e catene. Sgattaiolano fuori  la domenica mattina, accompagnando piano piano il portone cigolante. Scaldano a poco a  poco la “bambina”, poi rombano. Non è ancora primavera, lo dicono le buche lasciate dalla neve appena sciolta, eppure è già quasi strada. Vedi i ritardatari ancora appollaiati sulle quattro ruote, illuminarsi all’avvicinarsi del collega indomito che ha già svernato. Porgerebbero le dita in segno di pace, se non ci fosse quella capsula di ferro e vetro a tenerli così saldamente ancorati all’inverno.

Una rondine, è certo, non fa primavera, ma un centauro che sfoggia una tuta impolverata fa sicuramente fine dell’inverno. E mentre qualcuno già scruta il cielo in attesa di un buon giorno per volare, altri sono pronti a trasformare la via Novara nella route 66 della pianura padana. Poi il  vicino taglierà l’erba, l’altro picchierà il legno nei giorni di festa e tutti insieme daranno vita a questo presepe primaverile.  Per uno, uno soltanto, è arrivato il giorno per tornare a casa. O almeno spero.

 

a tutti i miei bikers… e soprattutto a Fabio….

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Rondini Metropolitane


C’erano una volta le rondini a far primavera. Le vedevi volteggiare, quasi un miraggio dopo il cielo stanco invernale, e restavi con il naso in su ad aspettare di sentire un alito di fiore di pesco farsi strada tra lo smog nebbioso.

E ci sono oggi questi piccoli stormi. Li senti, basculanti aperte, armeggiare nei garage. Sbattono teli, ricaricano batterie, lubrificano ingranaggi e catene. Sgattaiolano fuori la domenica mattina, accompagnando piano piano il portone cigolante. Scaldano a poco a poco la “bambina”, poi rombano. Non è ancora primavera, lo dicono le buche lasciate dalla neve appena sciolta, eppure è già quasi strada. Vedi i ritardatari ancora appollaiati sulle quattro ruote, illuminarsi all’avvicinarsi del collega indomito che ha già svernato. Porgerebbero le dita in segno di pace, se non ci fosse quella capsula di ferro e vetro a tenerli così saldamente ancorati all’inverno.

Una rondine, è certo, non fa primavera, ma un centauro che sfoggia una tuta impolverata fa sicuramente fine dell’inverno. E mentre qualcuno già scruta il cielo in attesa di un buon giorno per volare, altri sono pronti a trasformare la via Novara nella route 66 della pianura padana. Poi il vicino taglierà l’erba, l’altro picchierà il legno nei giorni di festa e tutti insieme daranno vita a questo presepe primaverile. Per uno, uno soltanto, è arrivato il giorno per tornare a casa. O almeno spero.

a tutti i miei bikers… e soprattutto a Fabio….


notte
trucco
macchina
strada
sorrisi
parole
musica
sguardi
piedi scalzi
anime nude
il tuo ghigno a proteggermi
il mio amore per te
intorno
gli amici del sole

Giorgio Gaber - Le strade di notte


Le strade di notte
mi sembrano più grandi
ed anche un poco più tristi:
è perchè non c'è in giro nessuno.
Anche i miei pensieri di notte
mi sembrano più grandi
e forse un poco più tristi:
è perchè non c'è in giro nessuno.

Voglio correre a casa
voglio correre da te
e dirti che ti amo
che ho bisogno di te.
Speriamo che tu non dorma già,
mi spiacerebbe svegliarti.


notte
trucco
macchina
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sorrisi
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sguardi
piedi scalzi
anime nude
il tuo ghigno a proteggermi
il mio amore per te
intorno
gli amici del sole

Giorgio Gaber - Le strade di notte


Le strade di notte
mi sembrano più grandi
ed anche un poco più tristi:
è perchè non c'è in giro nessuno.
Anche i miei pensieri di notte
mi sembrano più grandi
e forse un poco più tristi:
è perchè non c'è in giro nessuno.

Voglio correre a casa
voglio correre da te
e dirti che ti amo
che ho bisogno di te.
Speriamo che tu non dorma già,
mi spiacerebbe svegliarti.
ahahah ta me fe murì


ti invio l’oroscopo anche se non sarebbe il caso. Perchè penso che sia come sempre azzeccato, ma che avresti bisogno… non di caos… anche se affascinante.

“Goditela così com’è, Ariete! Inginocchiati e ringrazia il cielo. A proposito, ti svelo un segreto: se le accetterai con gioia, le complicazioni ti divertiranno, t’illumineranno e ti arricchiranno. ps. quando le complicazioni si complicano troppo…. bisogna fare un po’ di ordine altrimenti poi ti soffocano”.

… dev’essere complicato essere mia sorella 🙂

ahahah ta me fe murì

ti invio l’oroscopo anche se non sarebbe il caso.  Perchè penso che sia come sempre azzeccato, ma che avresti bisogno… non di caos… anche se affascinante.

"Goditela così com’è, Ariete! Inginocchiati e ringrazia il cielo. A proposito, ti svelo un segreto: se le accetterai con gioia, le complicazioni ti divertiranno, t’illumineranno e ti arricchiranno.  ps. quando le complicazioni si complicano troppo…. bisogna fare un po’ di ordine altrimenti poi ti soffocano".

… dev’essere complicato essere mia sorella 🙂

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Tanto sono già qui, in pieno ritardo con la vita,  in quell’ora così tarda che una pausa seduta sul marciapiede non può fare ormai molta differenza. Ho aspettato trent’anni sui tram di questa città trasportata da luogo a luogo con un preciso compito, con un  appuntamento così improrogabile da meritarsi anche un trucco adeguato e un tailleur senza personalità. E adesso invece rallento, scendo dai tacchi, abbandono le carte e respiro quest’aria malata che oggi sembra essere lieve, più leggera, è certo, di quel cemento che mi immobilizza i polmoni.

E pensare che vengono anche dal Giappone per fotografare questa facciata fatta di stalattiti marmoree. Guardali là, impeccabili turisti attenti e la guida con l’ombrello che a raccontarla sembrerebbe l’inizio di una barzelletta: “c’era una guida con l’ombrello e un Giapponese….”. Tra cinque minuti quel Giapponese saprà molto più di me di questo marmo sul quale siedo e provo una gelosia violenta come se questa città oggi fosse solo mia.

Suona il cellulare, la realtà mi vuole rubare l’anima ma oggi non ci sono. Per nessuno. Oggi sono nessuno.

 

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