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e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

agosto 2010

O poesia poesia poesia

(Dino Campana)
 
 

O poesia poesia poesia

Sorgi, sorgi, sorgi

Su dalla febbre elettrica del selciato notturno.

Sfrenati dalle elastiche silhouttes equivoche

Guizza nello scatto e nell’urlo improvviso

Sopra l’anonima fucileria monotona

Delle voci instancabili come i flutti

Stride la troia perversa al quadrivio

Poiché l’elegantone le rubò il cagnolino

Saltella una cocotte cavalletta

Da un marciapiede a un altro tutta verde

E scortica le mie midolla il raschio ferrigno del tram

Silenzio – un gesto fulmineo

Ha generato una pioggia di stelle

Da un fianco che piega e rovina sotto il colpo prestigioso

In un mantello di sangue vellutato occhieggiante

Silenzio ancora. Commenta secco

E sordo un revolver che annuncia

                        E chiude un altro destino

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O poesia poesia poesia

(Dino Campana)

O poesia poesia poesia

Sorgi, sorgi, sorgi

Su dalla febbre elettrica del selciato notturno.

Sfrenati dalle elastiche silhouttes equivoche

Guizza nello scatto e nell’urlo improvviso

Sopra l’anonima fucileria monotona

Delle voci instancabili come i flutti

Stride la troia perversa al quadrivio

Poiché l’elegantone le rubò il cagnolino

Saltella una cocotte cavalletta

Da un marciapiede a un altro tutta verde

E scortica le mie midolla il raschio ferrigno del tram

Silenzio – un gesto fulmineo

Ha generato una pioggia di stelle

Da un fianco che piega e rovina sotto il colpo prestigioso

In un mantello di sangue vellutato occhieggiante

Silenzio ancora. Commenta secco

E sordo un revolver che annuncia

E chiude un altro destino

Di nuovo a casa. Oddio casa, ci sarebbe da aprire un dibattito su dove sia "casa", ma visto che non è ancora settembre, sarò buona e vi eviterò una paturnia. No è che pensavo, si potrebbe attuare una politica di rientro soft nelle grandi città. Esempio: ti alzi al mattino, infili le ciabatte, fai colazione in un baretto modesto che ti consente però una vista a 3/4 sul mare e poi entri in un barattolo e ti svegli in un centro commerciale. Scale mobili, odor di chiuso, vetrate come fossi in una tecla da laboratorio con aria controllata. No, inaccettabile! Propongo di cospargere i pavimenti di un po' di sabbia e poi di aprire un po' queste vetrate. Le cassiere potrebbero vestirsi in pareo e all'ingresso i vigilantes dovrebbero, per obbligo contrattuale, cospargerti di crema solare. Lo so straparlo, ma questa cosa del rientrare a casa mi deprime all'inverosimile. Sento già l'aria che mi manca, le giornate sono già più corte e sento l'ariettina fresca della sera. Tra un secondo sarà autunno, e scarpe da rimettere, giacconi da infilare, umidiccio e grigio standard. Non ce la posso proprio fare. Si si ci sono un sacco di motivi per cui dovrei essere contenta, ma oggi proprio no, non ce la posso fare, ho ancora l'ottimismo in ferie, deve essere rimasto in spiaggia, sotto il lettino. Comunque, nonostante le gufate, oggi zero traffico e in 3 ore e 10 eravamo di nuovo nella città tentacular (beato passante di mestre). Insomma, abbiamo fatto una partenza intelligente… peccato per l'arrivo stupido.

Di nuovo a casa. Oddio casa, ci sarebbe da aprire un dibattito su dove sia “casa”, ma visto che non è ancora settembre, sarò buona e vi eviterò una paturnia. No è che pensavo, si potrebbe attuare una politica di rientro soft nelle grandi città. Esempio: ti alzi al mattino, infili le ciabatte, fai colazione in un baretto modesto che ti consente però una vista a 3/4 sul mare e poi entri in un barattolo e ti svegli in un centro commerciale. Scale mobili, odor di chiuso, vetrate come fossi in una tecla da laboratorio con aria controllata. No, inaccettabile! Propongo di cospargere i pavimenti di un po' di sabbia e poi di aprire un po' queste vetrate. Le cassiere potrebbero vestirsi in pareo e all'ingresso i vigilantes dovrebbero, per obbligo contrattuale, cospargerti di crema solare. Lo so straparlo, ma questa cosa del rientrare a casa mi deprime all'inverosimile. Sento già l'aria che mi manca, le giornate sono già più corte e sento l'ariettina fresca della sera. Tra un secondo sarà autunno, e scarpe da rimettere, giacconi da infilare, umidiccio e grigio standard. Non ce la posso proprio fare. Si si ci sono un sacco di motivi per cui dovrei essere contenta, ma oggi proprio no, non ce la posso fare, ho ancora l'ottimismo in ferie, deve essere rimasto in spiaggia, sotto il lettino. Comunque, nonostante le gufate, oggi zero traffico e in 3 ore e 10 eravamo di nuovo nella città tentacular (beato passante di mestre). Insomma, abbiamo fatto una partenza intelligente… peccato per l'arrivo stupido.

E quando di tua sponte e nella piena disponibilità delle tue facoltà mentali, ti rendi conto di essere più ridicola di un film inglese, quello, esattamente quello, è il momento in cui devi avere il coraggio di guardarti in faccia e dire "ragazza tu hai bisogno di ferie" so goooooodddd bbyyyeeee 😀

E quando di tua sponte e nella piena disponibilità delle tue facoltà mentali, ti rendi conto di essere più ridicola di un film inglese, quello, esattamente quello, è il momento in cui devi avere il coraggio di guardarti in faccia e dire “ragazza tu hai bisogno di ferie” so goooooodddd bbyyyeeee 😀


Lo sapevo… era impossibile una stagione senza ragni, e quello di sta sera era uno perfido. Uno di quei ragni notturni orribili, neri, insidiosi. Quelli non viaggiano mai soli e si riproducono tantissimo, quindi ora mi aggiro con il terrore di vedere spuntare la nidiata. Ora sento le sue zampe lungo tutto il corpo. Mi tocco, mi gratto, mi giro di scatto. So che c'è. E no, non ci provate, non venitemi a dire quanto è bello e misterioso il mondo degli insetti e degli aracnidi. Se in tutti i film di mostri, quello più spaventevolissimamente spaventoso  è sempre il ragno ci sarà un perchè!!

Lo sapevo… era impossibile una stagione senza ragni, e quello di sta sera era uno perfido. Uno di quei ragni notturni orribili, neri, insidiosi. Quelli non viaggiano mai soli e si riproducono tantissimo, quindi ora mi aggiro con il terrore di vedere spuntare la nidiata. Ora sento le sue zampe lungo tutto il corpo. Mi tocco, mi gratto, mi giro di scatto. So che c'è. E no, non ci provate, non venitemi a dire quanto è bello e misterioso il mondo degli insetti e degli aracnidi. Se in tutti i film di mostri, quello più spaventevolissimamente spaventoso è sempre il ragno ci sarà un perchè!!


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