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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

ottobre 2010

VINTAGE

umanità che si sbraitano addosso
nell'attesa di esserci
… o almeno di esistere
mentre tu
resti incollato alla mia pelle
e sei essere
sei divenire
e io mi ergo dal tuo nulla

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Così finisce anche questa domenica, l'ultima per quest'anno con l'ora legale. Presto sarà più notte e la nebbia,  che ho intravisto tornando dalla brianza, farà spesso capolino sulle nostre strade.
Sarà tempo di cibi  caldi da mangiare, rintanati nelle nostre case e, se dio vuole, con una bella compagnia intorno.
Si starà sul divano con un po' di sonnolenza e voglia di raccontarsi. Sarà bello abbracciarci ricordando un po' dei migliori noi.
Come oggi a casa del mio "fratellino". A volte preferirei perdere i parenti che il destino mi ha dato in dote, così ho deciso di scegliermeli da sola. Ho trovato degli zii fantastici per il mio piccolino, e mi sono scelta il fratello più grande che non ho mai avuto.
Oggi ero nella sua nuova casa, con la sua nuova moglie, con la sua nuova vita, ma non è mancato quel vecchio ragazzo, il mio vecchio amico, mio fratello. Il mio piccolo che scopriva il suo gatto, sua moglie che cucinava per tutti, gesto d'amore sublime, e mio marito. Essere abbracciata alla mia vecchia strada e circondata da quella nuova, sembrava davvero avere un senso oggi. Eppure mi affacciavo alla finestra e non so perchè, o forse si, mi tornavano in mente le parole di quella poesia …..

 Piove. Mercoledì. Sono a Cesena,
      ospite della mia sorella sposa,
      sposa da sei, da sette mesi appena.

      Batte la pioggia il grigio borgo, lava
   la faccia delle case senza posa,
      schiuma a piè delle gronde come bava.

      Tu mi sorridi e io sono triste. Forse
      triste è per te la pioggia cittadina,
      il nuovo amore che non ti soccorse,

 il sogno che non t'avvizzì, sorella,
      che guardi me con occhio che si ostina
      a dirmi bella la tua vita: bella,

      bella! Oh bambina, sorellina, o nuora,
      o sposa, io vedo tuo marito, sento
a chi dici ora mamma, a una signora;

      so che quell'uomo è il suocero dabbene
      che dopo il lauto pasto è sonnolento,
      il babbo che ti vuole un po' di bene.

      "Mamma!" tu chiami e le sorridi e vuoi
  ch'io sia gentile, vuoi ch'io le sorrida,
      ch'io le parli de' miei viaggi; e poi,

      quando poi siamo soli (oh come piove!)
      mi dici, rauca, di non so che sfida
      corsa ieri tra voi, e dici dove,

  quando, come, perché, ripeti ancora
      quando, come perché, chiedi consiglio
      con un sorriso non più tuo, di nuora.

      Parli d'una cognata quasi avara
      che viene spesso per casa col figlio
e non sai se temerla o averla cara;

      parli del nonno ch'è quasi al tramonto,
      il nonno ricco del tuo Dino, e dici:
      "Vedrai, vedrai se lo terrò da conto";

      parli della città, delle signore
  che già conosci, di giorni felici,
      di libertà, d'amor proprio, d'amore…

      Piove. Mercoledì. Sono a Cesena.
      Sono a Cesena e mia sorella è qui,
      tutta di un uomo ch'io conosco appena,

 tra nuova gente, nuove cure, nuove
      tristezze, e a me così parla, così
      parla, senza dolcezza, mentre piove:

      "Mamma nostra t'avrà già detto che…
      E poi si vede, ora si vede, e come!
  Sì, sono incinta: troppo presto, ahimè!

      Sai che non voglio balia, che ho speranza
      d'allattarlo da me? Cerchiamo un nome…
      Ho fortuna: è una buona gravidanza…".

      Ancora parli, ancora parli; e guardi
 Ancora parli, ancora parli; e guardi
      l'ombra grigiastra. Suona l'ora. È tardi.
      E l'anno scorso eri così bambina
!

Così finisce anche questa domenica, l'ultima per quest'anno con l'ora legale. Presto sarà più notte e la nebbia, che ho intravisto tornando dalla brianza, farà spesso capolino sulle nostre strade.
Sarà tempo di cibi caldi da mangiare, rintanati nelle nostre case e, se dio vuole, con una bella compagnia intorno.
Si starà sul divano con un po' di sonnolenza e voglia di raccontarsi. Sarà bello abbracciarci ricordando un po' dei migliori noi.
Come oggi a casa del mio “fratellino”. A volte preferirei perdere i parenti che il destino mi ha dato in dote, così ho deciso di scegliermeli da sola. Ho trovato degli zii fantastici per il mio piccolino, e mi sono scelta il fratello più grande che non ho mai avuto.
Oggi ero nella sua nuova casa, con la sua nuova moglie, con la sua nuova vita, ma non è mancato quel vecchio ragazzo, il mio vecchio amico, mio fratello. Il mio piccolo che scopriva il suo gatto, sua moglie che cucinava per tutti, gesto d'amore sublime, e mio marito. Essere abbracciata alla mia vecchia strada e circondata da quella nuova, sembrava davvero avere un senso oggi. Eppure mi affacciavo alla finestra e non so perchè, o forse si, mi tornavano in mente le parole di quella poesia …..

Piove. Mercoledì. Sono a Cesena,
ospite della mia sorella sposa,
sposa da sei, da sette mesi appena.

Batte la pioggia il grigio borgo, lava
la faccia delle case senza posa,
schiuma a piè delle gronde come bava.

Tu mi sorridi e io sono triste. Forse
triste è per te la pioggia cittadina,
il nuovo amore che non ti soccorse,

il sogno che non t'avvizzì, sorella,
che guardi me con occhio che si ostina
a dirmi bella la tua vita: bella,

bella! Oh bambina, sorellina, o nuora,
o sposa, io vedo tuo marito, sento
a chi dici ora mamma, a una signora;

so che quell'uomo è il suocero dabbene
che dopo il lauto pasto è sonnolento,
il babbo che ti vuole un po' di bene.

“Mamma!” tu chiami e le sorridi e vuoi
ch'io sia gentile, vuoi ch'io le sorrida,
ch'io le parli de' miei viaggi; e poi,

quando poi siamo soli (oh come piove!)
mi dici, rauca, di non so che sfida
corsa ieri tra voi, e dici dove,

quando, come, perché, ripeti ancora
quando, come perché, chiedi consiglio
con un sorriso non più tuo, di nuora.

Parli d'una cognata quasi avara
che viene spesso per casa col figlio
e non sai se temerla o averla cara;

parli del nonno ch'è quasi al tramonto,
il nonno ricco del tuo Dino, e dici:
“Vedrai, vedrai se lo terrò da conto”;

parli della città, delle signore
che già conosci, di giorni felici,
di libertà, d'amor proprio, d'amore…

Piove. Mercoledì. Sono a Cesena.
Sono a Cesena e mia sorella è qui,
tutta di un uomo ch'io conosco appena,

tra nuova gente, nuove cure, nuove
tristezze, e a me così parla, così
parla, senza dolcezza, mentre piove:

“Mamma nostra t'avrà già detto che…
E poi si vede, ora si vede, e come!
Sì, sono incinta: troppo presto, ahimè!

Sai che non voglio balia, che ho speranza
d'allattarlo da me? Cerchiamo un nome…
Ho fortuna: è una buona gravidanza…”.

Ancora parli, ancora parli; e guardi
Ancora parli, ancora parli; e guardi
l'ombra grigiastra. Suona l'ora. è tardi.
E l'anno scorso eri così bambina
!

Ho sei cose nella mente
e tu non ci sei, mi dispiace.
Guardo dentro gli occhi della gente,
cosa cerco non so, forse un uomo.

Ehi man, che cammini come me,
dall'altra parte della strada.
Ehi man, che sei solo come me,
dall'altra parte della strada.
Canta e passa la malinconia,
se …..

Ehi fratello di una notte d'estate,
ci facciamo un po' compagnia.

Ehi man, che cammini come me,
dall'altra parte della strada.
Ehi man, vieni e canta insieme a me
da questa parte della strada,
e ci facciamo compagnia.

Guardo dentro gli occhi della gente,
cosa cerco non so, un altro uomo.
Guardo dentro gli occhi della gente,
cosa cerco non so, forse un uomo.
Ehi man, che cammini come me,
dall'altra parte della strada.
Ehi man, vieni e canta insieme a me
da questa parte della strada.
Ehi man, che cammini come me,
dall'altra parte della strada.
Ehi man, vieni e canta insieme a me
da questa parte della strad

Ho sei cose nella mente
e tu non ci sei, mi dispiace.
Guardo dentro gli occhi della gente,
cosa cerco non so, forse un uomo.

Ehi man, che cammini come me,
dall'altra parte della strada.
Ehi man, che sei solo come me,
dall'altra parte della strada.
Canta e passa la malinconia,
se …..

Ehi fratello di una notte d'estate,
ci facciamo un po' compagnia.

Ehi man, che cammini come me,
dall'altra parte della strada.
Ehi man, vieni e canta insieme a me
da questa parte della strada,
e ci facciamo compagnia.

Guardo dentro gli occhi della gente,
cosa cerco non so, un altro uomo.
Guardo dentro gli occhi della gente,
cosa cerco non so, forse un uomo.
Ehi man, che cammini come me,
dall'altra parte della strada.
Ehi man, vieni e canta insieme a me
da questa parte della strada.
Ehi man, che cammini come me,
dall'altra parte della strada.
Ehi man, vieni e canta insieme a me
da questa parte della strad


Ornella VanoniMario Biondi

cosa m'importa del tuo amore ora

e' troppo tardi non ti sento piu'

o que me importa se voce me adora

se ja nao ha razao pra lhe querer

cosa m'importa

se ti vedo soffrir cosi'

se quando ti volevo

non hai saputo darmi amore

amor

o que me importa ver voce

chorando

se tantas vezes eu chorei tambem

cosa m'importa se mi stai

cercando

io ti cercavo ma non c'eri mai per

me

o que me importa essa

tristeza em seu olhar

se o meu olhar tem mais

tristezas pra chorar que o seu

cosa m'importa se ti senti solo

io ero sola

morivo di te

o que me importa

seu carinho agora

se para mim a vida terminou

cosa m'importa

o que me importa

ah cosa m'importa

que me importa

Cosa m’importa
del tuo amore adesso
è troppo tardi
non ti sento più
cosa m’importa
se la tua voce implora
se prima non chiedevi mai di me
cosa m’importa
se ti vedo soffrire così
se quando ti volevo
tu non hai saputo darmi amore
cosa m’importa
se tu stai piangendo
che tante volte
ho pianto per te
cosa m’importa
se mi stai cercando
io ti cercavo
e non c’eri mai per me
cosa m’importa
del tuo sguardo così triste
se la dolcezza come il sogno
è andata via con te
cosa m’importa
se ti senti solo
io ero sola e morivo di te
cosa m’importa
del tuo amore adesso
è troppo tardi per avermi
cosa m’importa
cosa m’importa

Ornella Vanoni<a href="http://www.wikitesti.com/index.php/Mario_Biondi&quot; title="Mario
Biondi”>Mario Biondi

cosa m'importa del tuo amore ora

e' troppo tardi non ti sento piu'

o que me importa se voce me adora

se ja nao ha razao pra lhe querer

cosa m'importa

se ti vedo soffrir cosi'

se quando ti volevo

non hai saputo darmi amore

amor

o que me importa ver voce

chorando

se tantas vezes eu chorei tambem

cosa m'importa se mi stai

cercando

io ti cercavo ma non c'eri mai per

me

o que me importa essa

tristeza em seu olhar

se o meu olhar tem mais

tristezas pra chorar que o seu

cosa m'importa se ti senti solo

io ero sola

morivo di te

o que me importa

seu carinho agora

se para mim a vida terminou

cosa m'importa

o que me importa

ah cosa m'importa

que me importa

Cosa m’importa
del tuo amore adesso
è troppo tardi
non ti sento più
cosa m’importa
se la tua voce implora
se prima non chiedevi mai di me
cosa m’importa
se ti vedo soffrire così
se quando ti volevo
tu non hai saputo darmi amore
cosa m’importa
se tu stai piangendo
che tante volte
ho pianto per te
cosa m’importa
se mi stai cercando
io ti cercavo
e non c’eri mai per me
cosa m’importa
del tuo sguardo così triste
se la dolcezza come il sogno
è andata via con te
cosa m’importa
se ti senti solo
io ero sola e morivo di te
cosa m’importa
del tuo amore adesso
è troppo tardi per avermi
cosa m’importa
cosa m’importa

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