Semiana me la ricordo ancora abbastanza bene. In effetti non c'era molto da ricordare quindi lo sforzo è minimo. Risaie e nebbia, più nebbia che risaie quel giorno, e una Uno bianca. L'idea era quella di andare a cercare un vecchio commilitone del cavaliere. A quei tempi facebook era fatto da un atlante stradale cartaceo, un gps tecnologico (ovvero un dito ciucciato fuori dal finestrino per sapere dove tirasse il vento) e l'impianto stereo andava a cassette. Per il resto c'era tutto: la voglia di partire, di scoprire insieme, di ritrovare  un vecchio amico, che altro poteva mancare? Ah si una birra, ma quella l'avremmo trovata sul posto, forse.
Sono convinta che se Dante fosse stato della zona avrebbe trasformato la sua selva oscura, in una risaia. Tutto uguale, come un labirinto. Strade strette al limite del carreggiabile.  Nebbia, tanta nebbia. Quattro case sparse qua e là senza un'ordine costituito. Capimmo di essere arrivati alla meta perchè oltre al nulla trovammo un'osteria e una chiesa. Il paese era fatto da una strada: iniziava e finiva che non eri ancora riuscito ad ingranare la quarta. Come fare a trovare un vichingo dai capelli rossi in un paesino del genere? E' bastato chiedere ad una persona per sapere subito in quale portone entrare.  Difficile non notare un metallaro dai capelli di fuoco in mezzo a tutta quell'uniforme umidità. Toc Toc, e il gioco è fatto: pacche sulle spalle e ritrovarsi. I capelli cresciuti ad entrambi, e una faccia ben lontana da quelle burbe alcoliche di qualche anno prima. E poi musica, chitarre elettriche e "ti ricodi?".
E mi viene da ridere al pensare che venerdì i miei amici andranno a suonare in quel paesino di vapore acqueo. Magari è capace che sia diventato una metropoli, ci fanno un motoraduno e mi chiedo se Sette sarà tra quei Bikers.

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