Primavera.
Mi chiamava primavera
Perché, per lui, ero tutta nuova.
Era nuova la mia pelle chiara,
che sembrava non avesse ancora
conosciuto il sole.
Erano primavera i miei capelli
che lasciavo asciugare all’aria
e lui ci infilava il naso,
mentre mi prendeva da dietro,
per le spalle,
e mi penetrava l’anima inalandomi.
Ero la sua primavera
di carni fertili
e guardava nei miei occhi
gli occhi che sarebbero stati
di suo figlio.
Scappava per restare
Perché lo voleva,
e lo temeva,
e vibrava,
chiedendomi di generare
l’uomo che perdevo
e il futuro che non potevo avere.
 

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