Guardavo il cielo oggi, mentre portavo in casa il mio bimbo addormentato. Un bellissimo cielo primaverile, il tepore sulla pelle,  i primi fiori sugli alberi. Una splendida giornata per un gelato al parco, un giro in bicicletta o una passeggiata. Ma oggi, amore mio,  è meglio stare in casa, perché l’aria è nucleare. E anche domani, certo, e i giorni prima e i giorni che verranno. Non posso proteggerti, amore, dall’aria che ti da vita e morte insieme, che avvelena i tuoi polmoni, ammala la pelle, gli occhi e chissà che altro. Mi sento impotente amore mio. Vorrei per te prati verdi e ginocchia sbucciate, disinfettate dal sorriso. Vorrei le tue guance arrossate per una corsa in cortile e le manine sporche per aver giocato con la terra. Ma non posso proteggerti dalla morte che arriva subdola come una giornata di sole. Posso solo stringerti a me e sperare che la morte se la prenda con i più grandi.
 
Non voterò mai a favore del nucleare, possono posticipare il referendum quanto vogliono, possono provare a convincermi con i discorsi dei nomi illustri, ma non voterò mai a favore di una torre di babele che sfida la natura per cercare di produrre l’energia più potente possibile. Vorrei tanto che la mente umana si concentrasse per scoprire come fare ad avere sempre meno bisogno di energia, tanto meno di quella nucleare. Immagino un giorno in cui i signori della morte che amministrano il mondo, si trovino improvvisamente disoccupati, un bel risveglio per l’umanità.

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