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e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

luglio 2011

ADDIO

 

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ADDIO

… nel dubbio… scelgo me

… nel dubbio… scelgo me

allora ve lo spiego così..

“Si chiama diafasia quel parametro di variazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_%28idioma%29&quot; title="Lingua
(idioma)”>linguistica determinato dal mutare della situazione nella quale il parlante si trova a comunicare: il contesto, gli interlocutori, le circostanze o le finalità della comunicazione. Il termine deriva dalla composizione delle due parole greche
dia, “attraverso, mediante”, e phasis, “voce”.

La variazione diafasica si articola lungo un asse ideale che va dalla massima formalità (registro aulico o sostenuto) alla massima informalità (registro familiare o trascurato): il parlante selezionahttp://www.splinder.com/myblog/edit/post/62827 il registro linguistico in funzione dell'ascoltatore cui si rivolge.

Appartengono alla diafasia anche sottocodici interni alla lingua quali, per esempio, il registro sportivo, gastronomico ecc., e i gerghi. Uno stesso sottocodice può fare uso di registri diversi: altra sarà la lingua di un medico ad un congresso di specialisti, altra sarà la lingua dello stesso dottore usato in un articolo di divulgazione su un giornale”

Questo giusto per spiegare che esistono tante situazioni nella quotidianità, tante varietà linguistiche che ogni giorno vengono applicate. Se si sta scherzando, dunque, si usa un linguaggio, un dato “codice circostanziale”. Quando si è seri, allo stesso modo, si usa un linguaggio differente.
Talvolta capita di dare queste nozioni per acquisite, si pensa che gli interlocutori, i partecipanti a una conversazione, sappiano capire a che livello diafasico ci si trovi.

Ma è qui che mi sbaglio. Continuo, stupidamente, a dare per scontato che la gente capisca e invece mi trovo a ridere e scherzare con qualcuno per essere poi, improvvisamente, stoppata da un'immediata botta di autostima che li rende, in un istante, seri e irreprensibili.
Ecco io a queste persone auguro un buon week end, ma soprattuto auguro di imparare a vivere e a sorridere, auguro loro di comprendere la diversità semantica dei diversi vocaboli quali ironia, rigore e serietà

Peace

allora ve lo spiego così..

"Si chiama diafasia quel parametro di variazione linguistica determinato dal mutare della situazione nella quale il parlante si trova a comunicare: il contesto, gli interlocutori, le circostanze o le finalità della comunicazione. Il termine deriva dalla composizione delle due parole greche dia, "attraverso, mediante", e phasis, "voce".

La variazione diafasica si articola lungo un asse ideale che va dalla massima formalità (registro aulico o sostenuto) alla massima informalità (registro familiare o trascurato): il parlante selezionahttp://www.splinder.com/myblog/edit/post/62827 il registro linguistico in funzione dell'ascoltatore cui si rivolge.

Appartengono alla diafasia anche sottocodici interni alla lingua quali, per esempio, il registro sportivo, gastronomico ecc., e i gerghi. Uno stesso sottocodice può fare uso di registri diversi: altra sarà la lingua di un medico ad un congresso di specialisti, altra sarà la lingua dello stesso dottore usato in un articolo di divulgazione su un giornale"

Questo giusto per spiegare che esistono tante situazioni nella quotidianità, tante varietà linguistiche che ogni giorno vengono applicate. Se si sta scherzando, dunque, si usa un linguaggio, un  dato "codice circostanziale". Quando si è seri, allo stesso modo, si usa un linguaggio differente.
Talvolta capita di dare queste nozioni per acquisite, si pensa che gli interlocutori, i partecipanti a una conversazione, sappiano capire a che livello diafasico ci si trovi.

Ma è qui che mi sbaglio. Continuo, stupidamente, a dare per scontato che la gente capisca e invece mi trovo a ridere e scherzare con qualcuno per essere poi, improvvisamente, stoppata da un'immediata  botta di autostima che li rende, in un istante, seri e irreprensibili.
Ecco io a queste persone auguro un buon week end, ma soprattuto auguro di imparare a vivere e a sorridere, auguro loro di comprendere la diversità semantica dei diversi vocaboli quali ironia, rigore e serietà
 
Peace
 

TI AMO

TI AMO

Quello che aveva sempre fatto, scrivere. Ecco cosa avrebbe dovuto fare. Se n'era andato così, semplicemente. Il giorno prima era qui, mangiava con noi, sedeva sul divano maneggiando il telecomando e il giorno dopo non c’era più. “Sistema binario”, continuavo a ripetermi, on-off, un comando semplice, una differenza netta tra l’esserci e il non essere più.
Si guardò intorno e rimase basita davanti alla monumentale normalità che aleggiava per casa. Le stesse finestre, le stesse tende, il tavolo con i piatti della cena precedente che nessuno aveva spostato. La sua forchetta, ogni traccia di lui. 
Doveva fare semplicemente quello che aveva sempre fatto. Prese un vecchio quaderno di appunti lo sfogliò per cercare una pagina bianca che accogliesse una nuova vita. La penna non aveva smesso di percorrere quella strada, sapeva cosa fare, scivolò contro ogni razionalità e iniziò a mettere nero su bianco il racconto di una vita passata. Girò pagina, e si ritrovò tra le mani un numero di telefono scritto in un momento di rabbia. Quel cottage, quella costa del nord, un ricordo che aveva voluto cancellare e che improvvisamente si impossessò di lei. Comporre quel numero fu un attimo e …..

to be continued?

 
 

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