Non so perchè ma, improvvisamente, si è disegnato un ricordo davanti agli occhi: papà che torna a casa dal cantiere a luglio. spesso mamma apparecchiava il pranzo sul tavolone della cantina, il mio compito era di mettere sempre le bibite e l'acqua nel frigorifero. Facevo il thè freddo con le bustine al mattino, due cucchiai di zucchero e una spruzzata di limone. Poi dovevo ricordarmi la menta per la granita della sera e l'immancabile ghiaccio. Papà tornava con la pelle cotta dal sole, sudato e impolverato. Si infilava in doccia, mangiava solo con gli slip e profumava di buono. Mamma gli preparava il cambio completo fresco e pulito. Dopo il caffè  e un bacio veloce alle sue donne, se ne tornava in cantiere, alle 13.30, con un caldo assurdo. Molto spesso era sul tetto in questo periodo, perchè tutti lo rifanno in estate e c'è un microclima quando matura il calcestruzzo che toglie il fiato.
Sparecchiavo, facevo i compiti e alle quattro e mezza prendevo la bici e portavo i ghiaccioli per papà e i suoi uomini e una caraffona di acqua e menta. Non so perchè mi è venuto in mente ora, ma è stato molto nitido, fino alle lacrime.

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