Lo hai lasciato solo con se stesso. Lo sai, un rapporto è fatto anche di ampi respiri, di momenti di libertà e solitudine da rispettare. Lui ha cercato di fartelo capire. Negli ultimi giorni non era più lo stesso, era freddo, un po’ spento e distante ma limpido e pulito, come lo sguardo più sincero. “Ho bisogno di restare solo, sono stanco e tu devi tornare alla tua vita, non puoi restare in sospeso in eterno. Guarda, i primi stormi stanno volando a sud, presto farà freddo e il tramonto si spegne ogni giorno con anticipo crescente.” L’ho lasciato così, sapevo che in fondo aveva ragione lui, come sempre.

Lo guardo quando ho bisogno di nuove domande e di vecchie risposte che non voglio vedere e lui capisce con chiaroveggenza quello che accadrà di lì a poco. Come l’altro giorno, tutti erano in spiaggia a giocare e a spalmarsi creme, a lamentarsi del caldo giocando a carte. Lui era agitato e creava uno strano contrasto con la serenità solare dell’ambiente circostante. Il giorno dopo ci sarebbe stata tempesta, lo sapevo io, lo sapeva lui. Siamo stati in silenzio a guardarci nel cuore, abbracciati dal vento e dal sale che ci avvolgeva i pensieri. Sono tornata a casa e ho iniziato a preparare le valige, era il nostro “arrivederci”.
Ogni anno gli concedo un nuovo piccolo pezzo di cuore, ogni anno lui me lo restituisce integro e fortificato. E’ un amore fatto di onde e risacche, un vai e vieni in perenne movimento che sa essere carezza o schiaffo, ma che resta sempre un’unica anima. Senza di lui respirare è più difficile, pensare quasi impossibile. Non c’è orizzonte in una città dove possa riposarsi lo sguardo. Sono quei momenti di me stessa che mi regali a mancarmi di più. Qui è già autunno e conto i respiri che mancano al prossimo agosto, quando mi immergerò in te e tu mi accoglierai. Ciao Mare.

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