The future’s in the air
I can feel it everywhere
Blowing with the wind of change

Odio i cambiamenti. Riesco a percepire la pesantezza della mia abitudine gravare su ogni arto, su ogni atto utile a cambiare. Utile a cambiare… utile cambiare? Cambiare, dato di fatto, coercizione imposta dal momento, dalla politica, dagli affetti e sì, anche da splinder che ci ha “gentilmente” resi orfani senza troppe cerimonie e senza troppi testamenti.

Cambiare abitudine quindi, niente di più complicato. Imparare nuovi comandi, fare nuovi errori… e sorrido, dei vecchi in fondo ero un po’ stanca.Chiedo dunque scusa ai blogger scafati di questa piattaforma per il disordine e gli scatoloni lasciati ovunque, da qualche parte deve pur esserci la macchinetta del caffè, è l’unica cosa che ho sballato fin’ora, fatevi largo e accomodatevi ovunque, tranne sulle scritte “fragile”. Che poi è una scritta che mi è sempre piaciuta “fragile”, uguale in molte lingue diverse, inequivocabile avvertimento che viene costantemente disatteso. Ma questo è un altro argomento.Sì, il caffè dunque.

Che non piove e non posso dire nemmeno governo ladro, che un governo ancora non ce lo abbiamo, o forse sì. Non lo so, è cambiato, imposto come lo spostamento di blog, sicuramente non votato che non voterei mai un banchiere e un militare, così, per partito preso, perchè a noi vecchi hippies ci fa fatica cambiare e per noi un militare al governo è sempre causa di brividi lungo la schiena.

L’album dei ricordi… dove lo metto, non ho ancora trovato lo zucchero ma questa cartaccia si è già messa tra i piedi. Lo metterò sotto la poltrona che se mi va bene non sposterò per qualche settimana. Non ho voglia di contare i visi che ho lasciato nel vecchio condominio, nella vecchia vita. Se cambiare si deve, cambiare si dovrà. No giuro, è polvere giù per la gola, niente magoni, solo scartoffie da evadere che essere ragioniere a volte paga… a volte no… ma è un altro argomento… meglio cambiare…

 

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