ore 9.00: La stazione di Bologna mi mette sempre un po’ i brividi, anche se è dicembre e c’è nebbia. Sa ancora di bomba e vite sventrate come quel muro, vite rimaste immobili come l’orologio che guarda il mondo attonito da quell’ora sbagliata in poi.
Poi brutti palazzi, periferia mondiale, muri sfregiati. Working class hero nelle orecchie e un pensiero che sa di addio dietro gli occhi basiti.

Colonna sonora: Nobody told me entrando in stazione, working class hero lasciando Bologna alle spalle.

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