Ci sono ineluttabili fastidi ora che anche Milano è stata inglobata nelle città turistiche. Passi per l’ape cabrio parcheggiata in cairoli che probabilmente si è persa, leggende metropolitane narrano di questo anziano conducente che partito dalla natia costiera amalfitana abbia intrapreso alcune (così pensava lo sventurato) scorciatoie. Lo abbiamo ritrovato noi all’inizio della stagione, le nebbie erano ormai dissolte e riposte nel baule con i paltò, e ci ha fatto tenerezza questo attempato signore in preda alla libirintite “oh mare stava acca…non è più u mare di una volta” pare dicesse guardando tristemente via Dante.
Comunque, davvero, non è questo il lato peggiore dell’invasione turistica. Sfido chiunque a trovare qualcosa di peggio dei pantaloncini attilati verde smeraldo, che ho visto indossare ad una simpatica turista nordica sui 60 anni. Il modello era un ever green (appunto): il reggipancia sparti labbra, l’unico pantaloncino in grado di mostrare il prolasso delle parti intime dato in dotazione con le tre pance sottoombelicali, e l’esagerata tozzità delle gambe quamente ammorbate dalla cellulite deformante.. sì sì equamente, dalle caviglie all’interno coscia budunoso,il tutto guarnito con vene varicosse, capillari invadenti e un pallore mortale che sono una nordica può avere. Per cortesia signora, già che si trova nel quadrilatero della moda, può cortesemente indossare un triangolo tanto ampio da censurare tanto mollume in orario digestivo ? grazie

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