Oggi primo incarico ufficiale in veste di mamma di Riccardo, alunno dell’asilo. Prima riunione genitori, ci mostreranno la classe e ci presenteranno la maestra. E io? speriamo che me la cavo in questa selva di emozioni contrastanti. Tanta tenerezza per il mio cucciolo, quel fagottino che pesava 1.9 Kg alla nascita, come un sacchetto di pane della domenica, ranocchio e sorridente fin dal primo giorno e che ora ha il fisico da nuotatore ed è più alto dei bambini della sua età. Sono contenta, lo vedo che cerca i bimbi e penso che non farà fatica a socializzare, come si fa a non volere come amico uno con un faccino così?  Forse avrà qualche problema in più nel fare le cose quando lo vorranno gli altri e non quando vuole lui, o forse finirà l’era degli “arriiiiiiiiiiiivoooooooooooooooooo” infiniti che poi non arrivano mai.
E poi conoscerò la maestra, la parte razionale e matura di me, spera che sia una professionista preparata e dolce con i bimbi. La mamma che è in me pensa cose un po’ più feroci tipo, non vorrà mica prendere il mio posto vero? se lo sfiora la faccio fuori, se lo sgrida la prendo per i capelli e poi a calci fino al giardino, se fa la stronza le smonto la macchina e gliela faccio mangiare fino all’ultimo bullone.
E poi no, non me ne frega niente di socializzare con le altre mamme, sarò gentile quanto basta, ma non ci penso prorio a mettermi a piangere per i glitter sulle stelline di natale! Insomma, da oggi tornerò in quel circolo di persone vittime del sistema, e dovrò insegnare a mio figlio l’arte della diplomazia… proprio che ho impiegato 36 anni per imparare a dire “io”.

Annunci