APNEA

Afosa
come solo la città di catrame
sa essere.

Afosa
come la pioggia notturna
che scende spiccia
da grondaie malconce.

Afosa
come la notte pregna di ansimi
che l’estate morente uccide.

Apnea
di una me stessa sconosciuta
fragile senza il tuo esistere.

Apnea
invadente come tue mani su di me
che mi dimentichi

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