Cerca

Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

luglio 2012

politically uncorrect

mi manchi grandissimo bastardo

prova d’amore

Un tempo si diceva “voglio la prova d’amore”, la versione più romantica di “o me la dai o scendi”, ma oggi ho scoperto che non puoi sapere davvero chi è il tuo partner, se prima non gli fai pulire il bagno.
Nell’approccio agli “affari intimi” per non dire “sporchi”, si svela la vera psicologia dell’essere umano.
Tratterà tutte le superfici con lo stesso prodotto? Terrà pulito lo straccio? si accorgerà che oltre al bagnato esiste il calcare che rende opaco ogni rapporto, ehm, ogni sanitario? E ancora più nell’inconscio, pulirà ogni interstizio o solo quello raggiungibile dall’occhio umano? Riuscirà a distinguere tra sostanza (ovvero igiene) e apparenza (ovvero ordine)? Sposterà le boccette di profumo per spolverare e saprà trovare se stesso negli armadietti senza passare ore a cercare un prodotto che è sedimentato nello stesso luogo da mesi, ma che lui non riesce a vedere?
E come in molti casi nei rapporti, non è un problema di esperienza  poichè l’eventuale  mancanza della stessa può impedire un pulito perfetto, ma l’approccio è questione di saper guardare e affrontare i problemi.  Ricordate gente, un cesso è per sempre.

Sopravvissuta anche a 4 ore di diretta sotto il sole di luglio adesso relax fino  a settembre con tante novità 🙂

dejà vu

Oggi in radio intervisterò un certo Tommy … come dire…questa scena l’ho già vissuta :D. Moccioso, grazie d’esistere 😀

Frasi del cazzo che sono stufa di sentire:
– “se hai bisogno chiama”: 
se chiudi una conversazione in questo modo è perchè sai che il tuo interlocutore sta passando un momento a dir poco pessimo, quindi è evidente che è in difficoltà e potrebbe anche chiudersi in se stesso, ergo SE HA BISOGNO CHIAMA TU.
– “scusa ma devo pensare a me stesso”:
 no scusa tu, pensi che io dovrei passare la giornata a pensare a te? Non è che per sbaglio ho anche io, come tutto il resto del mondo, una vita?
– “cerca di capire”: 
no guarda, facciamo come dicono i miei amici romani “famo a capisse”, io capisco te, tu capisci me, non è difficile, prova questa fantastica novità.
Non ci posso credere, non mi riconosco più. solo tu riesci a tirare fuori il meglio e il peggio di me. Quella pazienza che non mi appartiene, quella capacità di perdono che vorrei perdere, quella voglia di lanciare piatti, rompere oggetti, dire vaffanculo urlando, picchiarti e graffiarti la faccia, vederti la ferocia negli occhi e poi sentire le tue mani che mi bloccano e fare sesso prima di fare l’amore per sprofondare in un silenzio che vuol dire noi.

“Ognuno ha il suo parco pirla” … zio docet 😀

basta adesso esco con il primo che mi capita

La differenza tra una donna e una strada? Entrambe le percorri, le vivi, entrambe ti insegnano qualcosa di loro e qualcosa di te,  ma una delle due non soffre se l’abbandoni al bivio. Elementare Watson, elementare.

Blog su WordPress.com.

Su ↑