C’era una volta un sogno in una terra dove pioveva vita. Il vento sferzava in continuazione le  terre antiche e le asperità. In quel luogo abitavano uomini  incrollabili, cocciuti, rozzi abituati a vivere contro vento, arrancando e sfidando le intemperie, senza mai arretrare un passo, continuando all’infinito il cammino di civiltà antiche giunte fino a noi. Ogni generazione consegnava il sogno a quella successiva, passando il testimone della storia di mano in mano, ad ogni pellegrino, ad ogni cavaliere, ad ogni uomo degno di quelle terre.
E in quelle terre immortali cresceva, e cresce ancora, un fiore degno di tale forza. Un fiore ispido, ma dal colore gentile, un fiore forte capace di chinare il capo al Re Vento,  senza perdere nemmeno uno dei suoi petali aguzzi. Un fiore capace di sfamare all’occorrenza ma, soprattutto, un fiore libero di crescere lungo sentieri o sopra cime selvagge, un fiore che si ribella solo a chi cerca di coglierlo.
E quel sogno, quel fiore, quel destino sei tu. Sei tu che hai sfidato i nostri confini e sei nato libero in una terra difficile, domata solo da cocciuti ribelli come te. Nessuno credeva che tu potessi sbocciare e vincere tutte le avversità, ma tu vivi e cresci semplice e tenace come quel fiore, quel fiore che è nel tuo nome, nel tuo destino, mio RiccoCardo.

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