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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

ottobre 2012

Per una che non crede nella normalità
fingere che tutto sia normale
non è normale
C’era un pettirosso
stamane
sull’olivo carico di frutti.
Due persone
in metropolitana
hanno dichiarato 
la loro felicità.
Finchè avrò 
voglia di ascoltare
e di vedere,
fino ad allora
io sarò Fortuna.
… poi c’è il calcio.

venerdì

Poi ci sono i venerdì. Dopo una settimana in cui hai rovesciato la tua vita, scardinato ogni pensiero, essere stata così incazzosa e nevrotica, che una pattuglia di cinquanta tifosi del Partizan si sono intimoriti al tuo passaggio… arrivano i venerdì. Qualcuno chiama e dice “ho letto i suoi articoli, vuole lavorare per me e io la pago?” ecco… così va già meglio.

Un bacio di sole
respinto
da vetri chiusi di città,
scosta i miei capelli,
si posa sulla nudità 
della mia pelle fuggiasca,
ribelle 
alle prime lane invernali.
Un raggio di tepore che
mi svela
a nuovo sguardo
rimando caldo di
vetro contro acciaio,
mi accarezza
la mano calda
dell’amor proprio.
Scopro lembi  di pelle
amabile 
nella mia figura odiata,
tasselli che
mi compongono 
armonica in questa
natura urbana
che scompone e ricicla.
Materiale esausto
trasformato 
in nuovo sguardo d’amore 
sulla mia pelle. 

sabato 13 ore 13.15 intervista a Enrico Gregori, in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Quando il cielo era sempre più blu”… GRAZZZIIIEEE www.radiopunto.it
Vomito. Argomento poco consono al mattino. Però ci pensavo. Quando tocco il confine vomito. E’ una violenza, la violenza di un urlo che resta muto al mondo, ma che mi squarcia dentro quando perdo qualcuno, quando sto male, quando avrei voglia di vomitare parole contro chi mi ferisce. Vomito quando vorrei tirare piatti, piangere e urlare che esisto e merito amore, nonostante ci sia chi mi dica che “merito di essere trattata così”. Vomito perchè non penso sia vero, e mi sembra una vittoria. Ti avrei dato ragione tempo fa, sentivo di non meritare niente e prendevo ogni grammo di spazzatura come un dono prezioso, come un diamante.
Mi accontentavo e ora non mi accontento più. Vomito perchè a volte sono stremata, perchè mi sto costruendo con le mie mani una vita che mi somigli, e che non sia più un brutto puzzle delle aspettative altrui. Vomito perchè vi butto fuori, ad uno ad uno, dalla mia esistenza. Butto fuori chi mi amava solo quando stavo male, quando ero vittima di me stessa e vi permettevo di sentirvi grandi perchè giocavate a salvarmi. Una delle frasi più brutte e feroci che ho sentito negli ultimi mesi “non mi fai sentire un’amica”. Anche questo è dovuto. Il mio dolore non può essere mio, deve essere qualcosa che faccia stare bene gli altri perchè possano consolarmi. Ma io taccio e vomito, perchè mi fa meno schifo. 
E poi trovo la calma. Buttati fuori gli acidi che mi corrodono e le esistenze che mi distruggono, trovo la pace. Mi sento pulita, coerente, debole, pronta a ricominciare. Il vomito non è una ricerca, ancor meno un obiettivo, è una lingua, è tutte le volte che mi dite “dovresti parlare”. Ma io parlo. Da tempo ormai. Parlo con i fatti e con le trasformazioni, parlo con la rabbia e con i giorni in cui corro. Parlo con gli occhi e con le assenze. A volte parlo con le parole, ma sono sempre più inutili e mi sono stancata di sentire la mia voce. 
Vomito e chiudo un capitolo per non riaprirlo mai più. Forse riavrete le mie parole, mai più la mia anima. This is the end

Questa è la fine
magnifico amico
Questa è la fine
mio unico amico, la fine
dei nostri piani elaborati, la fine
di ogni cosa stabilita, la fine
né salvezza o sorpresa, la fine
non guarderò nei tuoi occhi… mai più
puoi immaginarti come sarà
così senza limiti e libero
disperatamente bisognoso di una… mano straniera
in un… paese disperato
perso in una romana… regione di dolore

Sarà che oggi ho intervistato Greg… sarà che questa canzone la amo da sempre… ma non riesco a smettere di cantarla…

Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso
con stelle al neon e un poco d’universo
mi sento un eroe a tempo perso
io scriverò se vuoi perché non ho incontrato mai
veri mattatori e veri ombrellai
ma gente capace di chiederti solo come stai
io scriverò se vuoi perché ho amato tutti i sessi
ma posso garantirvi che io
non ho mai dato troppo peso al sessso mio
ma con chiunque sappia divertirsi mi salverò
che viva la vita senza troppo arrichirsi mi salverò
che sappia amare che conosca Dio come le sue tasche
io scriverò perché ho vissuto anche di espedienti
perché a volte ho mostrato anche i denti
perché non potevo vivere altrimenti

io scriverò sul mondo e sulle sue brutture
sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure
sul mio passato e sulle mie paure

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