Vomito. Argomento poco consono al mattino. Però ci pensavo. Quando tocco il confine vomito. E’ una violenza, la violenza di un urlo che resta muto al mondo, ma che mi squarcia dentro quando perdo qualcuno, quando sto male, quando avrei voglia di vomitare parole contro chi mi ferisce. Vomito quando vorrei tirare piatti, piangere e urlare che esisto e merito amore, nonostante ci sia chi mi dica che “merito di essere trattata così”. Vomito perchè non penso sia vero, e mi sembra una vittoria. Ti avrei dato ragione tempo fa, sentivo di non meritare niente e prendevo ogni grammo di spazzatura come un dono prezioso, come un diamante.
Mi accontentavo e ora non mi accontento più. Vomito perchè a volte sono stremata, perchè mi sto costruendo con le mie mani una vita che mi somigli, e che non sia più un brutto puzzle delle aspettative altrui. Vomito perchè vi butto fuori, ad uno ad uno, dalla mia esistenza. Butto fuori chi mi amava solo quando stavo male, quando ero vittima di me stessa e vi permettevo di sentirvi grandi perchè giocavate a salvarmi. Una delle frasi più brutte e feroci che ho sentito negli ultimi mesi “non mi fai sentire un’amica”. Anche questo è dovuto. Il mio dolore non può essere mio, deve essere qualcosa che faccia stare bene gli altri perchè possano consolarmi. Ma io taccio e vomito, perchè mi fa meno schifo. 
E poi trovo la calma. Buttati fuori gli acidi che mi corrodono e le esistenze che mi distruggono, trovo la pace. Mi sento pulita, coerente, debole, pronta a ricominciare. Il vomito non è una ricerca, ancor meno un obiettivo, è una lingua, è tutte le volte che mi dite “dovresti parlare”. Ma io parlo. Da tempo ormai. Parlo con i fatti e con le trasformazioni, parlo con la rabbia e con i giorni in cui corro. Parlo con gli occhi e con le assenze. A volte parlo con le parole, ma sono sempre più inutili e mi sono stancata di sentire la mia voce. 
Vomito e chiudo un capitolo per non riaprirlo mai più. Forse riavrete le mie parole, mai più la mia anima. This is the end

Questa è la fine
magnifico amico
Questa è la fine
mio unico amico, la fine
dei nostri piani elaborati, la fine
di ogni cosa stabilita, la fine
né salvezza o sorpresa, la fine
non guarderò nei tuoi occhi… mai più
puoi immaginarti come sarà
così senza limiti e libero
disperatamente bisognoso di una… mano straniera
in un… paese disperato
perso in una romana… regione di dolore

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