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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

novembre 2012



Ho dissacrato tutto, 
anche l’incrollabile fiducia 
nella tua onestà. 

Restano ceneri di poesia
 e un sapore di 
mediocrità nell’aria.
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Non starò più a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo,
per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro

e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo…

O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti;
io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi,
non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi…

Queste cose le sai perchè siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno dei medesimi mali,
perchè siam tutti soli ed è nostro destino
tentare goffi voli d’ azione o di parola,
volando come vola il tacchino…

Non posso farci niente e tu puoi fare meno,
sono vecchio d’ orgoglio, mi commuove il tuo seno
e di questa parola io quasi mi vergogno,
ma c’è una vita sola, 

non ne sprechiamo niente in tributi alla gente
o al sogno…

Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi dell’ energia dispersa
a ricercare i visi che ti han dimenticato
vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato…

Tutto questo lo sai e sai dove comincia
la grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
perchè siam tutti uguali, siamo cattivi e buoni
e abbiam gli stessi mali, siamo vigliacchi e fieri,

saggi, falsi, sinceri… coglioni!
Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata?
Ti dono, se vorrai, questa noia già usata:
tienila in mia memoria, ma non è un capitale,
ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale…

D’ altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa, pago le mie illusioni,
fingo d’ aver capito che vivere è incontrarsi,
aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
bere, leggere, amare… grattarsi!

Che anno… assurdo, irripetibile, feroce, doloroso, dolce, importante. Te lo ricordi il novembre scorso, una vita fa. Eri spaventata. Questo lo ricordi bene. Il tuo nome era PAURA, di cosa? Di vivere, pretendere, amare, perdere. Hai perso? Sì. Hai vinto? Sì.

Tutto si è stravolto, le parole, i silenzi. Come una bocca,  una immensa bocca vorace e silenziosa. Hai detto cose, ne hai taciute altre. Non è stato facile. Starti accanto non è stato facile, infatti molti hanno mollato, altri sono stati cacciati via, lontani, in posti così remoti che non ti vedranno mai più.

Hai socchiuso gli occhi dapprima, poi hai guardato il mondo. Non somigliava a quello che ti eri raccontata mentre ti tenevano bendata. Era distorto, allucinato, alienante ma vero …  era un mondo vero.

E sei rimasta lì, dove sapevi di trovare vita e fatica…  dove sapevi di trovare amore. Lì, in quel posto chiamato futuro.

Scusate… è lunedì

Di tempo per pensarci ne hai avuto in questo ultimo anno, visto che praticamente tutti ti hanno schienato non appena hai pronunciato la parola “io”. Che cosa è l’Amore? Domandone retorico per eccellenza. L’amore per me, è una cosa di cui farei volentieri a meno. E’ scomodo, ingiustificato e ingiustificabile. Inutile per eccellenza. Amore non è aver bisogno, amore è andare oltre le barriere del “io posso, tu puoi”. Fare, amore è soprattutto fare. Non è frasi roboanti, non sono i “ti amo” che vorrei tanto sentire e di cui, ancor più, vorrei imparare a fidarmi.
Amore è dire “me ne frego delle regole inventate da altri che non sanno niente dell’amore” e me ne frego di chi mi parla di apparenza, sopportazione, buon senso. L’amore è scomodo, arriva in momenti in cui vorresti non provarlo, anzi, di più, vorresti odiare, magari odiare chi ti ama, ma l’amore è intralcio nella ricerca di una stasi.
L’amore non è sicuramente una pioggia di “mi piace” detti a prescindere, detti anche quando viene da chiedersi “ma cosa ti piace??” L’amore è porre no e porre veti, che poi infrangerai diventando grande.
E quando non ci si ferma davanti a nulla, nemmeno davanti all’amore, allora è tutto veramente inutile. quanto buttarsi senza possibilità di riciclo alcuno. E’ tutto inutile, tutto superfluo, qualcosa di cui farei volentieri a meno, ma c’è.

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