Non sai quanto vorrei liberarmi di te.
Delle tue attese, della tua immagine,
del sogno struggente di te
che ricompare ogni notte.
 
O forse vorrei
ridarti la tua maschera,
quell’uomo che vive senza restare,
scappa senza muoversi,
quel racconto che ti sei ripetuto
all’infinito.
 
Ma ho liberato
l’uomo che può restare,
il sorriso che può esistere
anche sul tuo volto stanco.
 
Ti ho liberato,
sono prigioniera.
Sono libera di amarti
sei prigioniero del tuo viverti,
rincorriamo la paura
di essere felici.
 

 

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