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Marea

e il naufragar m'è dolce in questo mare

Mese

maggio 2013

noi

Guardavo questa azalea oggi. Era lì, sotto l’acqua, tra le cose da buttare prima o poi, ormai data per morta. E invece lei no, non si è arresa. Si è concentrata e impegnata tanto e ha tirato fuori un fiore, un unico fiore sparuto, a rivendicare la sua voglia di esistere. E non le è bastato. Ha convinto anche gli altri rami moribondi a cacciare un paio di foglie, così una okkupazione silenziosa per rivendicare un posto nel mondo.

Magari non supererà il prossimo inverno, è forte, ma forse non abbastanza per sopravvivere in questo mondo di ghiaccio. Oggi però è qui, a dare pace e a farmi sentire che tutto è ancora possibile, semplicemente, essenzialmente possibile.

e i minuti rincorrersi senza convivenza
mi svegli e sei decisamente . . . Tu

forse non essenzialmente tu
un’altra ma è meglio fossi tu

…e nel mentre un sms…

Ovunque è Legnano!

 

Un anno fa iniziava, proprio con la sera della Provaccia, la mia avventura in Radio Punto, 4 ore di diretta insieme a Luca L.G. Per me è stata ed è una occasione importante, per crescere come persona e come giornalista. Ringrazio tutti quelli che mi hanno spinto a dare sempre di più.

E questa sera si ritorna in diretta dal campo Mari, per questa edizione del Palio che seguirò per la prima volta dalle tribune stampa.

Grazie a tutti…. ovunque è Legnano!!!!!

giorni in cui bestemmiare sarebbe utile

il libro dell’inquietudine

mai dimenticare Pessoa…

 

“Sei libero se puoi allontanarti dagli uomini senza che ti obblighi a cercarli il bisogno di denaro, o il bisogno gregario, o l’amore, o la gloria, o la curiosità, che non si addicono al silenzio e alla solitudine. Se è impossibile per te vivere da solo, sei nato schiavo. Puoi avere ogni grandezza, ogni nobiltà d’animo: sei uno schiavo nobile, o un servo intelligente: non sei libero”… F. Pessoa..

giornalisti giornalai….

 

ma… “il servizio che volevi farmi in camera”…

prevedeva anche il dritto e rovescio sulla tua faccia da pirla?

anta…

Sempre stupita da quanto tempo occorra attendere per vedere un uomo che ragioni non solo con l’emisfero sud. Per fortuna tu, tu che sei diverso…almeno tu nell’universo…  sei mio.

Esprime il reale delle cose

Non sono solita mischiare lavoro e privato su questo blog, però questa intervista realizzata a Paolo Jannacci mi ha particolarmente emozionata e resterà un ricordo personale, quindi ha senso postarla qui …

 

“vivere la musica, come se non ci fossero limiti temporali”

Paolo Jannacci

La sala è vuota, dal palco arrivano note di pianoforte e tromba. Dimentico tutto, le domande preparate in modo accademico, la fretta per arrivare, le borse con l’attrezzatura e resto lì, rapita dal vuoto colmato di note.

Sul palco Paolo Jannacci al pianoforte e Marco Boschi alla tromba, essenziali, dritti all’anima. Poi si interrompono, Paolo con la sua milanesità vocale sfacciata, dà le ultime direttive, ma non manca di inframezzare  qualche battuta rendendo piacevole l’atmosfera sul palco.

Poi le prove finiscono, è il mio turno, salgo sul palco, una luce d’atmosfera e qualche domanda vicino al piano, con le mani di Paolo che, ne sono certa, preferirebbero suonare senza subire il supplizio delle mie domande.

Generosità e pazienza nelle sue risposte, racconta di una musica che è arte, psicologia, poesia. Chiedo di spiegare anche a noi profani cosa sia il Jazz e la risposta è di quelle che restano scolpite nella memoria:  “Il Jazz è l’esteriorizzazione della soggettività, esprime il reale delle cose. Riflette la tua intimità”. Mi viene da porre un parallelo che, forse, farà storcere il naso ai puristi della poesia, eppure l’intenzione del poeta non è diversa, usa le parole per esprimere se stesso, emozionando e creando arte. Il Jazz come poesia della musica. Forse così potrei comprenderlo, di certo ora ho la curiosità di farlo.

I minuti scorrono insieme alle parole, ed emerge una generosità nel darsi, la pazienza dello spiegare con semplicità, la consapevolezza senza arroganza e un grande rispetto di un Artista verso il suo pubblico, qualunque esso sia, quello dei grandi palchi e quello di realtà più raccolte come quella di Parabiago d’Autore.

Lascio spazio alle sue parole che ho raccolto in questo video per voi, sperando di comunicarvi, almeno in parte, l’emozione che ho vissuto.

 

“Il punto nodale è far uscire la tua vita, è questa la bellezza del jazz,

quando ci riesci chi ti ascolta e tu stesso ne sei felice

perché hai donato una parte buona di te stesso”.

Paolo Jannacci

 

CardioPalio

Carroccio
Carroccio

Non c’è niente da fare, il Palio è qualcosa che è difficile spiegare a chi vede le cose da fuori. Sembriamo tutti pazzi, piangiamo e ridiamo per cose assurde, ci vestiamo con i colori della contrada e ci troviamo al castello ascoltando musiche medioevali, facendo fare la giostra ai nostri piccoli, ci orniamo i capelli con fiori e respiriamo l’orgoglio nazionale targato 1176. E anche se ogni anno dici “ma no, l’ho già visto” al primo sole di maggio esci e sei di nuovo lì a inorgoglirti quando ritrovi gli altri adepti della tua contrada. E ci sarà un motivo se “dall’Alpe a Sicilia, dovunque è Legnano”

Anime naviglie

La testa canuta della  signora

 da settant’anni fa capolino

al  tocco della campana antica,

 e si ritira se incroci il suo sguardo.

Ognuno ha la sua finestra,

ognuno è la sua finestra,

dialogo tra un dentro e un fuori

in continuità.

Un drappo rosso, un braccio teso

al di là del confine.

Ognuno vive, qualcuno si affaccia.

Tutti guardano avanti, nessuno intorno.

Sotto,

il giardino di tutti irrompe

incolto nello spazio regolamentato da pochi,

se ne frega del parcheggio e reclama la sua identità.

Qualcuno regola e mette divieti,

impone direzioni.

Una jeep in sfacciato contromano,

mi ruba un sorriso.

Sono case di ringhiera,

spazi rubati all’anarchia,

non basterà una mano di giallo lombardo

a trasformarci in signori.

Non basterà la vernice dei balconi

a rubarci la voglia di vivere

sporchi e disordinati,

meravigliosi, odiosi mercanti

di cianfrusaglie, tele e parole.

Anime zingare,

anime naviglie,

siamo la città.

… dedicata a Barbara …

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